contagi in aumento nell’isola

Nord della Sardegna sotto osservazione, ecco dove sono i focolai

Secondo l’ultimo bollettino, su 91 nuovi casi 68 sono in provincia di Sassari. La regione predispone due strutture per ospitare le persone in quarantena. Stretta su visite alle case di riposo e sulle sagre

di Davide Madeddu

Coronavirus, Michele Pais: "Sardegna offesa e contagiata"

Secondo l’ultimo bollettino, su 91 nuovi casi 68 sono in provincia di Sassari. La regione predispone due strutture per ospitare le persone in quarantena. Stretta su visite alle case di riposo e sulle sagre


3' di lettura

Nuovo record di contagi in Sardegna che nell’ultimo bollettino ufficiale segna 91 nuovi casi di persone positive al coronavirus. E mentre si cerca l’intesa con il Lazio per la questione delle partenze e dei controlli incrociati, la regione predispone due strutture di “basso livello assistenziale” per ospitare le persone in quarantena dai territori dove partono richieste di maggiori verifiche. Il trend sui contagi nell’isola delle vacanze è comunque in crescita. I dati sono quelli forniti dall’unità di Crisi dai quali emerge ancora una volta un fatto: il picco si registra sempre nel Nord, con il caso del Billionaire di Porto Cervo dove sono stati rilevati 52 positivi tra lo staff su 90 tamponi effettuati, incluso il proprietario Flavio Briatore, ricoverato al San Raffaele di Milano con sintomi di polmonite.

Il caso del villaggio di Isuledda

Salgono intanto a 61 le persone positive al Covid-19 nel villaggio turistico Isuledda, a Cannigione, nel territorio di Arzachena. Quattro casi sono stati riscontrati lo scorso fine settimana fra gli ospiti, gli altri sono emersi oggi dopo i tamponi che l'Ats ha eseguito sui circa 150 dipendenti della struttura. I risultati degli esami molecolari non sono ancora completi, quindi il numero dei contagiati potrebbe salire ulteriormente. In base al dato finale Ats potrebbe decidere di estendere i tamponi anche sui circa 1.800 ospiti del villaggio-camping a due passi dalla Costa Smeralda.

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Nord Sardegna osservato speciale

Nell'area della provincia di Sassari il numero di nuovi casi raggiunge quota 68. Quanto al resto dei numeri, 75 casi sono stati rilevati in seguito al “tracciamento dei contatti di casi precedentemente accertati”. Nei territori si registra poi un incremento di 5 casi nell’area della città metropolitana di Cagliari, 18 nel territorio della provincia del Sud Sardegna. Nell’isola sale complessivamente a 1.825 il numero dei casi di positività al Covid-19 mentre resta invariato il numero delle vittime, 134 in tutto. In totale sono stati eseguiti 125.231 tamponi, con un incremento di 1.094 rispetto all’ultimo aggiornamento. Invariato il numero dei pazienti ricoverati in ospedale, 18, nessuno in terapia intensiva, mentre 411 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.259 pazienti guariti, più altri 3 guariti clinicamente.

Dalle case di riposo alle sagre, nuove strette
Intanto sui territori della Sardegna resta alta l'attenzione per il fenomeno. A Santo Stefano, nell'arcipelago di La Maddalena, i 26 positivi individuati una settimana fa nel resort sono stati sottoposti al secondo tampone. L'unità di crisi presieduta da Marcello Acciaro ha disposto anche l'invio di uno psichiatra a supporto di chi in questa fase di isolamento ha manifestato maggiori difficoltà ad affrontare la situazione. Per il responsabile si tratta comunque di “situazioni perfettamente contenute e circoscritte” anche “grazie al fatto che i protocolli adottati hanno prodotto i risultati attesi”. Intanto, nei territori dove si registra qualche contagio si corre ai ripari con nuove strette. In alcune case di riposo, in via precauzionale e cautelativa, sono state sospese le visite esterne di parenti e conoscenti. A Samassi, nella comunicazione dell'amministrazione, si fa esplicito riferimento all'aumento dei casi di contagio dovuti alla movimentazione dei flussi vacanzieri in Sardegna e “alla conseguente impossibilità di verificarne i contatti a livello locale”. In alcuni centri sospese le manifestazioni di piazza e sagre.

Dai sindaci la richiesta di più tamponi

In Ogliastra, nella Sardegna centro orientale, i sindaci chiedono più tamponi e test rapidi. Appelli lanciati dopo i primi tre casi di positività dall'inizio della pandemia registrati a Cardedu, Bari Sardo e Tortolì. I primi cittadini sollecitano anche analisi rapide per accertare in poche ore la situazione sanitaria di chi viene sottoposto all'esame. Intanto la Regione ha individuato due “strutture temporanee di basso livello assistenziale”, a Ploaghe nel Sassarese e a Macomer del Nuorese, per l'isolamento e la gestione degli asintomatici positivi oltreché alla gestione dei pazienti negativizzati. Per i cosiddetti “contatti stretti” in assenza di tampone, per i quali è stata indicata dalla autorità sanitaria la necessità di un periodo di quarantena, c’è uno spazio regionale nell'ex Arsenale di La Maddalena. A Olbia, intanto, la sanità privata scende in campo per affrontare l'emergenza. Al Mater Olbia è ora possibile effettuare il tampone naso-faringeo con costo a carico dei cittadini. C'è poi ancora da risolvere la questione tra Lazio e Sardegna dove è in corso una mediazione del Governo per effettuare i tamponi anche alla partenza.

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