Laminazione

Nordmeccanica vince la crisi e scommette su tecnologie green

L'azienda piacentina investe in ricerca il 5% dei ricavi. Il presidente Cerciello: dimezziamo i costi con l'uso di tecnologie sostenibili

di Ilaria Vesentini

Nordmeccanica è leader mondiale nella nicchia della laminazione. Realizza all'estero il 95% del fatturato

2' di lettura

Ha perso solo una manciata di punti percentuali di fatturato nell’anno pandemico, ma neppure un euro di margini e non ha chiesto un’ora di cassa integrazione. Dopo dodici mesi di emergenza sanitaria, tra lockdown, smart working e numeri da grande recessione per la metalmeccanica italiana, lo stato di salute e le prospettive di crescita della piacentina Nordmeccanica sono una ventata di ossigeno. In pieno Covid l’azienda guidata dalla famiglia Cerciello, leader mondiale nella nicchia della laminazione (macchine accoppiatrici che saldano film di materiali diversi per il packaging flessibile) ha continuato a investire in ricerca e innovazione il 5% dei ricavi e oggi si presenta sui mercati internazionali (da cui dipende il 95% del fatturato) «con tecnologie per la metallizzazione 100% made in Italy e tailor made che dimezzano i costi e non hanno uguali in termini di sostenibilità», precisa Antonio Cerciello, ingegnere napoletano che assieme ai figli controlla e gestisce la multinazionale tascabile familiare, salvata dal fallimento nel 1998 e trasformata nel numero uno al mondo nelle accoppiatrici, con oltre il 75% del mercato.
Una piccola realtà, se confrontata ai colossi con cui è abituata a collaborare (nomi come Siemens, DowDuPont, Henkel, Hp), attenta a crescere «per linee interne con passi commisurati alla gamba, non siamo interessati per ora ad acquisizioni che accelerino le strategie di sviluppo e aumentino i rischi. Siamo presenti con nostri stabilimenti in Usa, Cina, India, abbiamo 220 dipendenti qui a Piacenza e 100 in giro per il mondo e realizziamo all’estero il 95% del giro d’affari. Quello a cui puntiamo è tornare già quest’anno al livello del 2019, ossia a 110 milioni di euro di fatturato. Considerando che a marzo abbiamo già ordini pari al 60% del giro d’affari annuale siamo ottimisti», sottolinea il presidente.
Lo scenario globale di prezzi dei metalli raddoppiati in pochi mesi spiega l’accelerazione di domanda che arriva da Europa, America e Asia (legata principalmente ai settore food e pharma) per la nuova macchina di Nordmeccanica che consente di realizzare pellicole per gli imballaggi alimentari in simil-alluminio. «Ci siamo dati l’obiettivo di sostituire l’alluminio nel packaging alimentare, per abbattere i costi e aumentare la quota di imballaggi riciclabili e compostabili, garantendo allo stesso tempo una protezione elevata degli alimenti dalle contaminazioni esterne», spiega il direttore tecnico Vincenzo Cerciello (primogenito di Antonio). Il procedimento consente di ottenere un imballaggio con un livello di protezione simile a quello fornito dai fogli di alluminio, ma senza incollare l’alluminio alle pellicole di materiale plastico, procedimento che rende impossibile il riciclaggio: il film plastico viene ricoperto con un sottile strato di alluminio vaporizzato (inferiore al milionesimo di millimetro) e una resina sviluppata in collaborazione con Henkel. Il risultato sono pellicole da imballaggio compatibili con i processi di riciclaggio o compostaggio, con costi inferiori di circa il 50% rispetto all’impiego dei fogli di alluminio, consumi energetici minori di circa il 30% e scarti di lavorazione ridotti del 20%. «Non solo - conclude il presidente - con la nuova macchina il cambio lavoro passa dai 90-110 minuti standard a 45 minuti, con un aumento di produttività altissimo».

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