il gigante del nickel e del palladio

Norilsk, è di nuovo sfida tra oligarchi russi (con Abramovich in mezzo)

di Antonella Scott

(REUTERS)

2' di lettura

Se Vladimir Putin ha rimesso in riga gli oligarchi della prima ora, archiviando la stagione delle privatizzazioni anni 90, una costante di quei tempi non sembra venire mai meno: la rivalità tra Vladimir Potanin e Oleg Deripaska, rispettivamente signori del nickel e dell’alluminio. La loro lunga battaglia per il controllo di Norilsk Nickel , gigante mondiale del nickel e del palladio, si è riaccesa: esattamente allo scadere di una specie di tregua mediata nel 2012 dal Cremlino.

Nornickel, gruppo minerario da 33 miliardi di dollari basato nel nord della Russia, è diviso tra il fondatore Potanin con la sua holding Interros (una quota del 30,4%) e la Rusal di Deripaska, che detiene il 27,8 per cento.

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Al gruppo nel 2012 si è aggiunto un “pacificatore”, il re del Chelsea Roman Abramovich: azionista di minoranza - con il 6,3% - voluto da Putin nel nome della stabilità come cuscinetto tra i due grandi rivali.L’intesa prevedeva un lock-up di cinque anni, durante i quali non sarebbero stati possibili scambi di azioni.

I cinque anni sono scaduti in dicembre. E prontamente l’ascia di guerra è stata disseppellita. Non appena Potanin ha offerto ad Abramovich di acquisire la sua quota, Deripaska si è messo di traverso. Mentre a sua volta Interros riceveva dal patron del Chelsea e dai suoi alleati una controfferta, relativamente a una quota di dimensioni non rivelate, ma che viene ipotizzata a un valore di 1,5 miliardi.

In base agli accordi del 2012, uno dei tre azionisti è tenuto a proporre a entrambi i partner un’eventuale offerta di acquisto: come scrive l’agenzia Reuters, non è dato sapere se Abramovich ha proposto l’acquisto della propria quota anche a Deripaska, che nel frattempo - deciso a non ritrovarsi di nuovo in minoranza davanti a Potanin, senza più il “cuscinetto” Abramovich - è ricorso in giudizio a Londra per cercare di bloccare l’accordo.

Una seconda udienza è fissata il 5 marzo, e tutti sperano in un processo rapido entro giugno: con le azionidi Norilsk Nickel in calo del 12% a Mosca, e quelle di Rusal del 6,9%, la battaglia minaccia di costare cara a entrambi.

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