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Norma salva sport per le imprese: con le tasse a rate stop al penale (anche nel calcio)

La maggioranza presenta un salva debiti per i contribuenti in difficoltà: con la prima rata delle imposte 2022 non scatta il reato di omesso versamento

di Marco Bellinazzo, Marco Mobili

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3' di lettura

Un salva debiti per tutti i contribuenti e non solo per lo sport. È il punto di partenza indicato sia dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sia dal collega dello Sport, Andrea Abodi, nel bocciare senza mezzi termini l’idea di uno scudo fiscale e contributivo solo per il calcio. L’idea del salva debiti per tutti l’ha fatta sua Ilenia Lucaselli che ha depositato mercoledì 7 dicembre in commissione Bilancio un emendamento alla legge di bilancio.

Un salvagente

Si tratta di un primo passo per gettare un salvagente anche alle società sportive e in particolare a quelle professionistiche del pallone che entro il prossimo 22 dicembre dovranno saldare il pagamento di tasse e contributi fino ad oggi rinviati per un totale che viaggia intorno agli 800 milioni di euro. L’altro anello ancora mancante è consentire anche al mondo dello sport di salire sul treno dei pagamenti rateizzati e così il «salva calcio» esteso a tutti sarebbe completo. Ma andiamo con ordine.

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Congelamento azione penale

Il primo passo, come detto, per confezionare il salva debiti è il congelamento dell’azione penale per chi non versa imposte e tasse oltre le soglie indicate dalla legge manette agli evasori (Dlgs 74 del 2000) . Il correttivo depositato, destinato ad entrare nel gruppo degli emendamenti segnalati su cui la commissione Bilancio si pronuncerà alla fine della prossima settimana, prevede la sospensione dei procedimenti penali per i reati di omesso versamento delle ritenute e di omesso pagamento dell’Iva emersi dai controlli automatizzati delle dichiarazioni e riferite al periodo dal 1° gennaio 2022 al 31 ottobre 2022, quando il contribuente richiede e ottiene la rateizzazione già prevista per il pagamento a rate delle imposte. Il procedimento penale si riattiva nel momento in cui si registra un mancato pagamento di due rate consecutive.

Salva debiti generalizzato

La motivazione di un salva debiti generalizzato, secondo Fratelli d’Italia, è sempre da ricercare nella crisi energetica che ha colpito molte aziende, «comprese quelle che comprano e vendono energia sono state messe in ginocchio». Non sarebbero poche, infatti, le imprese che non sono riuscite a versare le imposte del 2022 e, secondo le regole attuali, ricevendo un avviso bonario possono accedere alla rateizzazione. Ma secondo le attuali regole sulle sanzioni penali tributarie gli omessi versamenti di ritenute e Iva che sforano la soglia dei 250mila euro fanno scattare d’ufficio la denuncia penale.

Un’ipotesi, quest’ultima molto concreta soprattutto per le società dello sport professionistico. La possibilità di accedere alla rateizzazione in 60 mesi, ma solo per imposte e tasse non versate da gennaio a ottobre del 2022, apre allo stop della denuncia penale.

La rateizzazione

Secondo i deputati di maggioranza «la rateizzazione eviterebbe tra l’altro di intasare i tribunali con inutili procedimenti. I meritevoli pagheranno e non subiranno il procedimento penale. I non meritevoli, nel momento in cui non verseranno regolarmente le rate, saranno immediatamente denunciati e processati». Sul congelamento dell’azione penale, però sarà necessario attendere il parere del Guardasigilli.

Ma, come detto, il salva debiti, almeno per lo sport, è soltanto il primo passo. Per mettere al riparo le società di calcio occorre riuscire a inserire in piano di rateizzazioni le società sportive che ne facciano richiesta. E su questo il Governo e in particolare il ministro Abodi è al lavoro per cercare una soluzione per poi rimettere la palla all’Economia dove si giocherà la partita più complessa, ossia quella delle coperture.

Definizione agevolata degli avvisi bonari

Tra le ipotesi che si stanno studiando ci sarebbe quella di aprire la strada della definizione agevolata degli avvisi bonari con il pagamento aggiuntivo del 3%, sempreché l’agenzia delle Entrate emani il primo atto di contestazione. Ci sarebbe, poi, anche l’ipotesi del ravvedimento straordinario previsto dall’articolo 40 della legge di Bilancio, il quale dovrebbe essere riadattato per lo sport almeno nella parte in cui fissa al 31 marzo prossimo il primo versamento.

C’è ancora, infine, la possibilità di ritenere ammissibili le imprese del calcio alla nuova rottamazione delle cartelle che consentirebbe loro la rateizzazione dei debiti fiscali in 5 anni. Ma in questo caso andrebbe esteso l’ambito temporale della sanatoria a tutto il 2022.

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