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Norme e Tributi In primo piano

Proroga del Sistri sulla rampa di lancio

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Questo articolo è stato pubblicato il 10 luglio 2010 alle ore 08:07.


La proroga al 1° ottobre 2010 per l'entrata a regime del Sistri (Sistema di tracciabilità informatica dei rifiuti) è sulla rampa di lancio per la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale», previa registrazione della Corte dei conti. La proroga è contenuta in un Dm che si occupa anche di modificare il regime vigente, quello disegnato dal Dm 17 dicembre 2009 e modificato dal Dm 15 febbraio 2010.
A oggi, i termini per la piena operatività del sistema sono due: 13 luglio, per produttori di rifiuti più grandi e gestori variamente concepiti; 12 agosto, per i piccoli produttori di rifiuti. La proroga al 1° ottobre, però, non contempla più questa divisione e le centinaia di migliaia di imprese obbligate dovranno iniziare tutte insieme. Imprese che, già dall'adozione dei primi Dm, pur condividendo le finalità del sistema, hanno avuto modo di rendersi conto della sua portata e delle criticità che esso comporta.
Le zone d'ombra sono molte perché il Sistri è un sistema semplice, mentre la gestione dei rifiuti è un paradigma molto complesso, reso più impervio dalla pluralità di letture che a livello locale riarticolano la disciplina, disancorandola dal dato normativo nazionale. Tra i problemi applicativi, che dovrebbero trovare soluzione nell'imminente Dm, vanno ricordati:
- rifiuti prodotti fuori dall'impianto e che non sono unità locali dell'impresa (esempio, cantieri temporanei e mobili, impianti mobili, manutenzioni, bonifiche, gestione reti);
- trasporto intermodale (più trasportatori con il coinvolgimento di treni e navi).
Sono questi alcuni dei casi per i quali la staticità del Sistri non ha finora fornito risposte.
Il Sistri, dunque, si trova a dover affrontare una vera e propria sfida: conciliarsi con la molteplicità delle situazioni specifiche, perché la gestione dei rifiuti è dinamica, mentre il Sistri è statico. Se è vero che il Sistri è una semplificazione (toglie registri, formulari e Mud), alla luce della complessità della gestione e della disciplina normativa, prima della sua operatività sarebbe stato opportuno semplificare la gestione dei rifiuti e le norme che le sottendono, evitando con decisione le derive localiste. In difetto, attraverso i vari Dm (siamo al terzo) il ministero dell'Ambiente deve valutare il "caso per caso" creando, magari a dispetto delle intenzioni, ulteriori sub-sistemi che ripetono e amplificano la complessità della normativa vigente.

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Tags Correlati: Camera di Commercio | Corte dei Conti | Normativa sull'ambiente

 

A subire il Sistri sono soprattutto le imprese medie e piccole, dove l'informatica non è così diffusa e che quindi avranno bisogno di un maggiore periodo di rodaggio che non può ridursi a poche settimane. Sarà necessario un grande sforzo per contenere i disagi.
In ordine alle fasi del Sistri, si osserva che per la distribuzione dei dispostivi elettronici (attraverso le Camere di commercio e le Sezioni regionali dell'Albo gestori ambientali), la consegna è cominciata solo da pochi giorni e se si pensa che tutti dovranno averli entro il 12 settembre è evidente che i tempi di formazione e informazione sono troppo stretti, considerata anche l'imminente pausa estiva.
A ciò si aggiunge un altro problema, dato dall'interfaccia del Sistri con i sistemi gestionali interni alle aziende (che sono costati tempo e denaro). A oggi non si conosce come questo problema possa essere risolto.
Oltre al Dm, le imprese aspettano, anche se annunciati da tempo, il manuale operativo e la "demo" che dimostri come funziona il sistema. Entrambi erano stati promessi per giugno. Probabilmente, questi due atti arriveranno durante le vacanze di agosto, il che non agevola comprensione e diffusione.
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