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Norme e Tributi Fisco

La severità del fisco punisce gli onesti

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Questo articolo è stato pubblicato il 09 novembre 2010 alle ore 06:40.

La concentrazione della riscossione nell'accertamento con la soppressione dell'iscrizione a ruolo per le imposte sui redditi e per l'Iva, potrebbe sembrare una buona idea. Tuttavia, una lettura più approfondita della norma, alla luce di quello che è il sistema tributario italiano, lascia trasparire talune incoerenze, almeno con una parte dell'impianto normativo finalizzato a garantire il credito vantato dall'erario.
In attesa di ulteriori modifiche (si veda «Il Sole 24 Ore» di domenica), infatti, se la finalità del Dl 78/2010, come si legge nella relazione, è quella di accelerare il processo della riscossione (anche per evitare che nelle more il contribuente possa compiere azioni di sottrazione delle garanzie), non si comprende come mai l'amministrazione finanziaria debba attendere solo la fase della riscossione per mettere in campo eventuali azioni a presidio dei suoi crediti, quando, già nella fase istruttoria, vale a dire sulla base del processo verbale di constatazione (la cui notifica può precedere anche di molto l'emissione dell'avviso di accertamento), è consentita per tutti gli importi (articolo 22 del decreto legislativo 472/97) sia l'iscrizione di ipoteca sui beni del contribuente e dei soggetti obbligati in solido, sia il sequestro conservativo dei beni, compresa l'azienda, «quando l'ufficio o l'ente ha fondato pericolo di perdere la garanzia del proprio credito».
Inoltre, il Dl 78/2010, consentendo all'ente impositore di attivare un'azione diretta di aggressione sui beni e sulle cose del debitore – di tutti i debitori, non solo di quelli per così dire "a rischio" – già dal 31° giorno seguente alla scadenza del termine per la notifica del ricorso, si mostra lontana dalla realtà operativa dove sovente le richieste di sospensiva sono discusse a distanza di tempo dal deposito del ricorso, e perciò obbligherà anche i contribuenti "virtuosi", vale a dire quelli le cui doglianze saranno accolte dai giudici di prime cure (ora circa la metà), ad anticipare le somme in base all'articolo 15 del Dpr 602/73 (50% delle maggiori imposte, contributi, oltre agli interessi), salvo poi cercare di ottenerne il rimborso.

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Questa previsione normativa ha forse l'obiettivo di far assumere ai contribuenti il ruolo di "polmone finanziario"? Al riguardo si ricorda, con il precedente sistema fondato prima sugli esattori e poi sulle società concessionarie del servizio di riscossione, erano questi i soggetti tenuti ad anticipare allo Stato, in base all'abrogato principio del "non riscosso per riscosso", le somme a ruolo anche se non ancora riscosse. Naturalmente, l'insolvenza dei contribuenti doveva porsi a carico dell'ente titolare del credito e non dell'esattore o del concessionario, a cui pertanto, previa dimostrazione, spettava il diritto di ottenere il rimborso di quella parte delle imposte anticipate ma non riscuotibili.
Questo storico principio aveva garantito per un secolo e mezzo, insieme all'altra fondamentale regola della non spettanza sulle quote inesigibili né degli interessi né dell'aggio, una rilevante capacità al sistema della riscossione, poiché il rischio di perdita del rimborso della quota inesigibile per carente svolgimento della fase esecutiva rappresentava un validissimo deterrente contro l'inefficienza.
Il sistema, tuttavia, è stato modificato dalla legge 337/1998, con l'eliminazione del principio del "non riscosso per riscosso" e con l'introduzione di meccanismi di discarico automatico. In seguito a questa riforma, constatata la pesante flessione delle percentuali riscosse dai concessionari sul carico complessivo loro affidato, è stato deciso di porre fine a questo sistema esattivo, con il trasferimento della riscossione "in mano pubblica", forti dell'auspicato obiettivo di assicurare un maggiore coordinamento della fase di accertamento del credito con quella della riscossione.
Quindi, ben venga questo coordinamento, avendo però cura di non somministrare medicine forti e tutte d'un colpo sempre allo stesso ammalato (ammesso che lo sia).
In ogni modo, è necessario considerare anche le ragioni del contribuente, almeno quello "buono" (per quello "cattivo", come già detto, il sistema consente l'aggressione dei suoi beni già prima della fase dell'accertamento).
* Docente a contratto alla Luiss
© RIPRODUZIONE RISERVATA di Giuseppe Napoli

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