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Questo articolo è stato pubblicato il 20 novembre 2011 alle ore 08:13.

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di Giuseppe Napoli e Pierluigi Fiorentino La manovra di stabilità ha incrementato l'Iva ordinaria al 21% dalle operazioni compiute dal 17 settembre. L'agenzia delle Entrate, con la circolare 45/E, ha chiarito le modalità di applicazione della nuova aliquota, così da consentire una più agevole gestione degli adempimenti, anche per l'entrata in vigore a metà mese.
L'amministrazione ha dedicato un paragrafo alle agenzie di viaggi soggette al regime speciale Iva (articolo 74-ter, del Dpr 633/72). In virtù di questa metodologia, le agenzie di viaggi adottano il metodo cosiddetto "base da base" per il calcolo dell'Iva, e non procedono alla detrazione analitica dell'imposta: il calcolo è effettuato, per i viaggi nella Ue, determinando la differenza tra i corrispettivi spettanti all'agenzia di viaggi e i costi sostenuti per gli acquisti di beni e servizi a diretto vantaggio del viaggiatore, al lordo della relativa imposta, e scorporando poi l'imposta ordinaria dal margine così ottenuto (base imponibile lorda). Per individuare il momento impositivo dell'operazione, tale meccanismo non consente, tra l'altro, di dare rilevanza ai fini Iva al pagamento degli acconti, giacché ha solo importanza il corrispettivo globale del viaggio. Infatti, le operazioni si considerano in ogni caso rese all'atto del pagamento dell'intero corrispettivo e non oltre la data di inizio del viaggio o del soggiorno se antecedente. Pertanto, in base alle regole del regime speciale Iva, la base imponibile non è costituita dal corrispettivo di ciascuna transazione, ma dalla differenza tra il corrispettivo dovuto all'impresa di viaggi e i costi sostenuti per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da terzi a vantaggio dei viaggiatori.
La circolare del ministero delle Finanze 30/80 aveva precisato come dall'ammontare globale dei corrispettivi imponibili, vale a dire quelli per i viaggi nel territorio Ue, registrati nel periodo (mese o trimestre a seconda del volume di affari), l'agenzia di viaggi deduce l'ammontare dei costi, al lordo dell'imposta, registrati nello stesso periodo, relativi a cessioni di beni e a prestazioni di servizi effettuate a vantaggio del cliente. La liquidazione dell'imposta non avviene con riferimento al singolo pacchetto o servizio turistico, ma per la massa di operazioni eseguite nel corso del mese o trimestre, con il riepilogo complessivo a consuntivo nella dichiarazione Iva annuale.
Ferma restando la possibilità per i contribuenti di regolarizzare in seguito le fatture emesse se ricadenti erroneamente nella base imponibile assoggettata alla minore imposta, le agenzie di viaggi per applicare la nuova aliquota, devono determinare la parte della base imponibile lorda da assoggettare al 20% e quella da assoggettare al 21% sulla base del rapporto percentuale tra i corrispettivi dei viaggi pagati interamente entro il 16 settembre (ovvero con inizio del viaggio intervenuto entro tale data se antecedente al pagamento) e quelli del periodo successivo.
Tale metodo induttivo mitiga almeno in parte il naturale sfasamento temporale nella registrazione delle componenti della base imponibile lorda (corrispettivi meno costi), ad esempio per ritardi nella fatturazione da parte dei fornitori o, al contrario, a causa del ricevimento anticipato dei documenti di acquisto per servizi da rendere in seguito.
La regolarizzazione delle fatture, senza pagamento di sanzioni, eventualmente emesse con imposta minore di quella dovuta, da parte dei contribuenti mensili, potrà essere compiuta entro il termine per l'acconto Iva, riguardo alle fatture emesse entro novembre, ed entro il termine di liquidazione annuale per le fatture emesse a dicembre. Per i contribuenti trimestrali, invece, la possibilità di correzione si chiude con l'acconto, riguardo alle fatture emesse entro settembre, e con la liquidazione annuale del 16 marzo per le fatture emesse nel quarto trimestre.
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