Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 22 dicembre 2011 alle ore 06:41.

My24


Lo spesometro è rinviato al 31 gennaio 2012. La proroga interessa tutte le operazioni da 25mila euro in su al netto di Iva rese e ricevute nel periodo d'imposta 2010, limitatamente a quelle per le quali è previsto l'obbligo di emissione della fattura. Il vecchio termine era fissato al 31 dicembre (con rinvio per festività al 2 gennaio). Resta fermo - per ora - il termine del 30 aprile 2012 per le operazioni del 2011.
Lo spostamento dei termini è arrivato con un provvedimento dell'agenzia delle Entrate di ieri, che ha motivato la decisione con l'obiettivo di consentire gli adeguamenti di tipo tecnologico e di superare le difficoltà operative rappresentate dai soggetti titolari di partita Iva.
L'amministrazione ha dunque accolto i numerosi e pressanti inviti provenienti tanto dalle categorie economiche - comprese le software house che devono predisporre i programmi gestionali - che dalle associazioni dei professionisti, e ha concesso la terza proroga all'adempimento.
Per il 2010, infatti, il provvedimento delle Entrate del 22 dicembre 2010 aveva fissato la prima scadenza per la trasmissione dei dati al 31 ottobre 2011. Successivamente, il provvedimento del 16 settembre ha fatto slittare il termine al 31 dicembre e ora il provvedimento di ieri rimanda il tutto alla fine di gennaio del prossimo anno.
Le Entrate hanno dunque dimostrato attenzione alle esigenze dei contribuenti, ma resta il dubbio sulla possibilità di gestire lo strumento così come attualmente concepito.
La proroga è, infatti, un innegabile segnale delle difficoltà che si stanno riscontrando - sia da parte dei contribuenti che dell'amministrazione - nell'implementazione del sistema. In particolare, la situazione di stallo che si è venuta a determinare dovrebbe far riflettere su quelle che sono le problematiche maggiori che ostano a un avvio "sostenibile" dello spesometro. Quello che a detta del legislatore del Dl 78/2010 sarebbe dovuto essere uno strumento tale «da limitare al massimo l'aggravio per i contribuenti», si sta invece traducendo in un labirinto. Probabilmente, la causa dell'impasse va ricercata proprio nella (lodevole) volontà dell'amministrazione di creare un sistema facile e poco invasivo, intento che ha portato, in primo luogo, alla determinazione di "soglie di rilevanza" attraverso le quali è stato tracciato il campo di applicazione della normativa.
La verifica di tale requisito, apparentemente "innocuo", risulta oltremodo complicata per via delle complesse casistiche che si possono verificare nella realtà. Così, per non perdere il valore informativo che ci si attende dallo strumento, è stata introdotta una serie di peculiarità attraverso cui si arriva a determinare la rilevanza di una certa operazione, ma alcuni criteri hanno notevolmente complicato le cose. Un evidente esempio in proposito è dato dalle "operazioni collegate", un concetto che ancora non si è stati in grado di esplicitare in modo adeguato. Nella circolare 24/E/2011 vi è l'elaborazione di un concetto di estrazione giurisprudenziale che rimane di principio e che non aiuta a risolvere i problemi di qualificazione che si riscontrano nella pratica. Allo stesso modo, la presenza delle soglie rende assai difficile la gestione delle note di variazione che, fra l'altro, devono essere "agganciate" alla fattura che vanno a stornare, esercizio non sempre consentito dai programmi gestionali utilizzati dalle imprese.
Inoltre, la previsione, nei rapporti con i privati, della soglia di 3mila euro, con esclusione dell'obbligo di comunicazione nel caso di pagamento con mezzi tracciabili, mal si concilia con il divieto dell'uso del contante nelle transazioni da mille euro in su, disposto dal Dl 201/2011. La proroga, allora, dà lo spunto per riflettere se queste soglie, nei rapporti business to business, rappresentano una semplificazione e, nei rapporti business to consumer, per valutare l'opportunità di coordinare la soglia con i nuovi limiti all'uso del contante.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le linee guida
01 | LO SCOPO
Il provvedimento proroga al 31 gennaio 2012 la prima trasmissione dei dati al fine di consentire i necessari adeguamenti di tipo tecnologico e di superare le difficoltà operative rappresentate dai soggetti titolari di partita Iva; il vecchio temine era fissato per il 31 dicembre 2011
02 | DAI 25MILA EURO
Entro il 31 gennaio 2012 (per effetto del provvedimento di ieri dell'agenzia delle Entrate) vanno comunicate le operazioni di importo pari o superiore ai 25.000 euro al netto dell'Iva rese e ricevute nel periodo d'imposta 2010, limitatamente a quelle per le quali è previsto l'obbligo di emissione della fattura
03 | FINO A 3MILA EURO
Entro il 30 aprile 2012 vanno invece comunicate:
- le operazioni di importo pari o superiore a 3mila euro, al netto dell'Iva rese e ricevute nel periodo d'imposta 2011, per le quali è previsto l'obbligo di emissione della fattura;
- le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 euro, al lordo dell'Iva per le quali non è previsto l'obbligo di emissione della fattura, con esclusivo riferimento a quelle rese e ricevute dal 1° luglio 2011

Shopping24

Dai nostri archivi