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Questo articolo è stato pubblicato il 19 gennaio 2012 alle ore 13:01.

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1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifìcazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all'articolo 221, 1) nel comma 3, la lettera a) è sostituita dalla seguente: «a) organizzare autonomamente, anche in forma collettiva, la gestione dei rifiuti di imballaggio di analoga tipologia impiego e materiale di quelli generati dagli imballaggi nuovi da loro immessi sul mercato»;
2) nel comma 5,
2.1)al sesto periodo, le parole: «sulla base dei», sono sostituite dalle seguenti: «acquisiti i»;

2.2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Alle domande disciplinate dal presente comma si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative alle attività private sottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20, escluso il comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241. Si applicano, altresì, le disposizioni di cui all'articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Le attività di cui al comma 3, lettere a) e c), conformi alle condizioni, alle norme tecniche e alle prescrizioni specifiche adottate ai sensi del presente articolo, possono essere intraprese decorsi trenta giorni dallo scadere del termine per l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte del ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare come indicato nella presente norma»;
3) al comma 9, 3.1) nel secondo periodo, dopo le parole: «comma 3, lettera h)», sono, inserite le seguenti: «in proporzione alla quota percentuale di imballaggi non recuperati o avviati a riciclo, quota che non può essere inferiore ai 3 punti percentuali rispetto agli obiettivi di cui all'articolo 220»;
3.2) alla fine del comma, dopo le parole: «dall'articolo 261», è inserita la seguente: «comma 2»;
b) all'articolo 261, il comma 1, è soppresso;
c) all'articolo 265, il comma 5, è soppresso.

2. Le attività di raccolta, vendita, trasporto e stoccaggio fino a 100 tonnellate o 1000 metri cubi, nonché il recupero degli imballaggi usati sono svolte secondo principi di concorrenzialità e pluralità secondo quanto previsto dal decreto di cui al comma 4. Gli imballaggi usati di cui al presente articolo sono: le bottiglie e i contenitori in plastica per uso alimentare, precedentemente contenenti acqua o altre bevande di qualunque genere, di volume compreso fra 0,1 e 3,0 litri; le bottiglie e i contenitori in vetro di volume compreso fra 0,1 e 3,0 litri precedentemente utilizzati per bevande o alimenti di ogni tipo; le lattine e i contenitori in alluminio utilizzati per bevande o alimenti di ogni tipo.

3. Ai fini di cui al comma 2, i produttori degli imballaggi di cui allo stesso comma, così come definiti all'articolo 218, comma 1, lettera r) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, possono organizzare autonomamente, anche in forma associata, secondo quanto previsto dall'articolo 221 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dal comma 1 della presente disposizione e con le ulteriori eventuali modalità operative disciplinate dal Regolamento ministeriale di cui al successivo comma 4.

4. Con decreto di natura regolamentare del ministro del l'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto cori il ministero dello Sviluppo economico e delle infrastrutture, da adottarsi entro il 1° luglio 2012, sono disciplinate le attività di cui al comma precedente nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) le attività di raccolta, acquisto, vendita, trasporto e stoccaggio fino a 100 tonnellate o 1000 metri cubi, nonché il recupero degli imballaggi usati sono autorizzate secondo un meccanismo di silenzio-assenso, nella misura consentita dalla disciplina comunitaria di settore;
b) i produttori degli imballaggi di cui al comma 1, versano al Conai o a uno dei soggetti riconosciuti ai sensi del comma 3, entro 60 giorni dall'emissione della relativa fatturazione, per ciascuna unità immessa sul mercato italiano un deposito cauzionale nella misura di 0,20 euro;
c) ciascuno degli operatori della filiera commerciale relativa ai prodotti di cui al comma 1, a partire dal primo utilizzatore di imballaggi fino ai venditori al dettaglio, versa i depositi cauzionali al soggetto cedente, contestualmente al pagamento dei prodotti o con tempistiche concordate tra le parti, in ogni caso non oltre 60 giorni dall'emissione della relativa fattura;
d) i venditori al dettaglio devono ritirare dai consumatori finali, contestualmente alla cessione del singolo prodotto, il deposito cauzionale, garantendo la restituzione dello stesso o la corresponsione di un titolo all'acquisto di valore almeno equivalente, a fronte della restituzione degli imballaggi usati che presentino la marcatura di cui alla lettera f);
e) il deposito cauzionale non concorre alla formazione di alcun titolo imponibile ai fini fiscali;
f) i prodotti di cui al comma 1 immessi sul mercato italiano devono recare, nel rispetto dei principi di economicità, semplicità, innovazione tecnologica, e compatibilità con le tecnologie di riciclo, una o più marcature idonee a consentire il loro immediato e inequivocabile riconoscimento da parte dei consumatori come prodotti soggetti a deposito cauzionale;
g) l'attività di corresponsione del deposito cauzionale o di un titolo all'acquisto di valore almeno equivalente, nel rispetto della disciplina comunitaria vigente, è autorizzata secondo meccanismi di silenzio-assenso;
h) gli esercenti degli esercizi commerciali di cui all'articolo 4, comma 1, lettere f) e g), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, ad eccezione di quelli che nell'anno precedente hanno venduto un numero complessivo di prodotti di cui al comma 1 inferiore a 10000 sono tenuti a svolgere l'attività di cui alla lettera d), anche mediante apparecchi automatici;
i) il Conai, o uno dei soggetti riconosciuti ai sensi del comma 2, devono esigere dai produttori degli imballaggi di cui al comma 2 il versamento, entro 60 giorni dal l'emissione della relativa fatturazione, del deposito cauzionale. Agli operatori che svolgono l'attività di cui alla lettera d) i soggetti di cui al precedente periodo riconoscono importi pari ai depositi cauzionali restituiti ai consumatori aumentati del 10%; l'accreditamento è effettuato previa verifica dell'attestazione di conferimento degli stessi, le cui modalità e procedure devono prevedere la verifica di standard qualitativi minimi dei materiali conferiti e di parametri di corrispondenza in peso del numero di imballaggi conferito;
j) nel caso l'ammontare dei versamenti depositi cauzionali versati, comprensivi degli eventuali proventi finanziari, risulti superiore agli accrediti effettuati e da effettuare sulla base delle richieste pervenute, il Conai, o uno dei soggetti riconosciuti ai sensi del comma 3, provvede ad accantonare l'importo residuo per far fronte a successive richieste di accredito. Con riferimento a ciascun anno solare e con riferimento a imballaggi immessi nel mercato nello stesso anno, decorsi tre anni, tali 55 soggetti verseranno l'eventuale ammontare dell'importo residuo in giacenza al bilancio dello Stato. Nel caso il bilancio di un anno solare evidenzi, a causa di un elevato tasso di recupero degli imballaggi oggetto di deposito cauzionale, un ammontare dei versamenti, comprensivi degli eventuali proventi finanziari, inferiore agli accrediti, il Conai o uno dei soggetti riconosciuti ai sensi del comma 3, provvedono ad incrementare il contributo ambientale di cui all'articolo 221 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 o gli analoghi contributi dei propri associati;
k) ai soggetti che svolgono l'attività di riutilizzo delle, bottiglie e dei contenitori in vetro, per il primo riutilizzo il Conai o uno dei soggetti riconosciuti ai sensi del comma 3, accreditano un importo pari al 15% del deposito cauzionale di cui alla lettera b) per ciascun imballaggio riutilizzato;
l) il Conai 0 uno dei soggetti riconosciuti ai sensi del comma 3, devono assicurare la massima trasparenza alle attività di cui al presente articolo anche attraverso attività di consultazione e informazione alle associazioni ambientaliste e alle associazioni dei consumatori, nonché fornire, su base annua, i relativi dati in proprio possesso al ministero del l'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e all'Enea - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile per le necessarie attività di monitoraggio e valutazione.

5. I produttori degli imballaggi di cui al comma 2, così come definiti all'articolo 218, comma 1, lettera r) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, possono chiedere, con apposita istanza al ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, che si esprime con proprio decreto, di concerto con il ministero dello Sviluppo economico e delle infrastrutture, entro i successivi 60 giorni, l'esenzione agli obblighi del presente articolo per motivazioni tecniche o commerciali. In tal caso i produttori esentati versano al Conai, entro 60 giorni dall'emissione della relativa fatturazione, per ciascuna unità immessa sul mercato italiano un importo nella misura di 0,50 euro. Con il decreto di cui al comma 4 è disciplinato l'utilizzo di tali importi per le finalità della presente disposizione.

6. L'Enea - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente disposizione propone al ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare soluzioni tecniche idonee a soddisfare i requisiti di cui alla lettera f) del comma 4.

7. II ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, con proprio decreto di natura regolamentare, di concerto con il ministero dello Sviluppo economico e delle infrastrutture, può sottoporre altre tipologie di imballaggi alle disposizioni del presente articolo, disciplinando le eventuali ulteriori necessarie procedure e modalità.
8. In ogni caso dall'applicazione del presente articolo non possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della spesa pubblica.

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