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Questo articolo è stato pubblicato il 18 febbraio 2012 alle ore 08:17.

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Tagliare i costi della burocrazia e ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese: con questi obiettivi il decreto legge 5/2012, il decreto semplificazione, punta deciso sull'innovazione digitale nel tentativo di sostenere e dare un impulso alla ripresa e al successivo sviluppo del sistema economico. Indispensabile nel fronteggiare la crisi è infatti l'opera di modernizzazione dei rapporti tra pubblica amministrazione e imprese, attraverso azioni coordinate a favorire l'interazione tra domanda, offerta e utilizzo di servizi digitali, promuovendo così la crescita di capacità industriali per prodotti innovativi.
Questi sono gli obiettivi prioritari individuati per l'attuazione dell'agenda digitale italiana secondo le linee guida fornite a livello comunitario dalla Commissione europea con la comunicazione Com (2010) 245 del 26 agosto 2010.
Con l'intento di uscire dalla crisi e di preparare l'economia Ue per le sfide future, sono state infatti delineate una serie di iniziative-faro da completarsi entro il 2020. Tra queste l'agenda digitale europea è proprio finalizzata a indicare le azioni fondamentali richieste alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione per raggiungere gli auspicati obiettivi di crescita.
Oltre alle attività in corso di definizione a livello europeo, risparmi e innovazione potrebbero comunque già essere ottenuti dalle imprese ricorrendo a una serie di strumenti e processi tecnologici, quali la fatturazione elettronica e la conservazione sostitutiva, già compiutamente definiti normativamente e realizzabili tecnicamente. Ulteriori vantaggi in termini generali di sistema si avrebbero anche con l'attuazione, con l'emanazione delle previste regole tecniche, a tutta una serie di misure contenute nel Codice dell'amministrazione digitale, per le quali sono già scaduti i termini per l'adozione dei relativi provvedimenti (si veda in pagina).
L'attesa per l'adozione delle misure di attuazione del pacchetto semplificazioni non deve comunque rendere inoperose le imprese ma deve spingerle ad avviare quanto prima procedure di dematerializzazione dei processi gestionali aziendali, sia per non farsi trovare impreparate sia per ottenere, sin da subito, un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza. Senza considerare inoltre come numerose misure sono già obbligatorie per le aziende ed altre lo saranno a breve.
In questo senso il primo obbligo è quello di dotarsi, per le imprese già costituite e che non erano in regola entro il 29 novembre 2011, di un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec). L'articolo 37 del decreto semplificazioni ha infatti fissato al 30 giugno 2012 il termine ultimo entro cui l'indirizzo di Pec va comunicato al registro imprese. Per le neo-costituite l'obbligo va invece assolto al momento di iscrizione al registro.

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