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Questo articolo è stato pubblicato il 12 giugno 2012 alle ore 07:30.

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Questa settimana è dedicata ai calcoli dell'acconto Imu, che rimanda a dicembre la percezione dell'entità del salasso fiscale, dato che il pagamento di lunedì prossimo non tiene conto delle aliquote deliberate o deliberande da parte dell'Ente locale.

I primi calcoli hanno però posto in evidenza il pesante aggravio per gli immobili strumentali, utilizzati cioè per l'esercizio di una attività di impresa o di lavoro autonomo. A fronte di questo onere così rilevante, si pone nuovamente il problema dell'indeducibilità dell'Imu nella determinazione del reddito delle attività economiche. Ignorare nel calcolo della base imponibile un onere così rilevante significa violare il principio di capacità contributiva, facendo pagare le imposte sul reddito anche quando non esiste o è di un entità ben diversa, in quanto gravato dal tributo che si paga per il solo fatto di esistere e di lavorare.

Ricordiamo che il tema della componente lavoro dell'Irap ha formato oggetto di un andirivieni tra la Corte costituzionale e il Parlamento, per arrivare alle disposizioni vigenti per il 2012, che ne riconoscono la deducibilità da quest'anno.

Cos'ha di diverso l'Imu (e prima l'Ici) dalla componente lavoro dell'Irap per essere indeducibile? Assolutamente nulla. L'indeducibilità dei tributi locali traeorigine da un concetto di scienza delle finanze, elevatissimo quanto fuori dal mondo: se l'erario nazionale accetta di lasciar dedurre un tributo locale, rischia di perdere gettito quando l'Ente territoriale aumenta il tributo.

Ma un simile ragionamento (chiamiamolo così) non ha nessun fondamento economico: sia il tributo locale che quello nazionale colpiscono il medesimo contribuente. Pretendere che paghi la stessa imposta allo Stato nel caso di aumento del tributo locale ha la stessa illogicità, e conseguente illegittimità, che ci sarebbe se le imposte sul reddito si dovessero pagare nella stessa misura dell'anno precedente anche a fronte di minori utili dovuti alla recessione o all'impossibilità di scaricare i maggiori costi sui clienti.

Non dimentichiamo infine che per gli immobili non produttivi di reddito fondiario, come quelli strumentali, non c'è nemmeno il parziale sollievo della sostituzione dell'Imu rispetto alla componente fondiaria delle imposte sui redditi, prevista per i fabbricati non locati o locati con il canone non superiore alla rendita catastale.

Ci sono voluti quindici anni per far capire al legislatore l'iniqua indeducibilità dell'Irap. Speriamo che non occorra altrettanto tempo per una riflessione sulle analoghe caratteristiche dell'Imu.

Approfondimenti dalle banche dati del Sole 24 ORE

Giurisprudenza

Corte di Cassazione, Sezione Tributaria civile

Sentenza 30 luglio 2008, n. 20633


Corte di Cassazione, Sezione Tributaria civile

Sentenza 30 luglio 2008, n. 20634

Prassi

Agenzia delle Entrate Circolare 28 ottobre 2008, n.60/E

Le nuove modalità di determinazione della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive per le società personali e gli imprenditori individuali - articolo 5-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.


Agenzia delle Entrate Risoluzione 9 gennaio 2012, n.3/E

Artt. 5 e c. 5-bis, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 Determinazione base imponibile IRAP imprenditori agricoli.

Periodico

Guida Normativa Edizione del 1 dicembre 2011, n. 10 pag. 60


La Settimana Fiscale Edizione del 30 dicembre 2011, n. 48 pag. 15

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