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Questo articolo è stato pubblicato il 13 febbraio 2013 alle ore 17:11.

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Doppio binario per il contributo di solidarietà dei manager pubblici e dei pensionati d'oro. La rimodulazione del contributo, se da una parte ha alzato l'asticella del reddito a 300 mila euro oltre la quale scatta il pagamento del 3%, dall'altra ha riesumato il vecchio articolo 9, comma 2, del Dl 78/2010 che già prevedeva un taglio degli stipendi pari al 5% per gli importi eccedenti i 90 mila euro, che si eleva al 10% dopo i 150 mila euro. In modo del tutto analogo vengono ridotte le pensioni elevate. Si viene a creare un complicato intreccio di norme di difficile applicazione.

Coordinamento difficile
L'articolo 2, comma 2 del Dl 138/2011, nel testo convertito in legge, prevede che nel calcolo della soglia dei 300.000 euro debbano essere considerati anche i redditi di lavoro dipendente destinatari dei tagli previsti dal citato articolo 9, comma 2, considerati «al lordo della riduzione ivi prevista». Al contrario, in sede di quantificazione del contributo di solidarietà, i redditi da lavoro dipendente dei manager pubblici sono considerati esenti. Con ogni probabilità anche il legislatore ha compreso la complessità del meccanismo visto che ha deciso di rimandare a un successivo decreto il coordinamento delle disposizioni che regolano il taglio per gli stipendi pubblici con quelle del contributo di solidarietà per i redditi eccedenti i 300.000 euro.

Proviamo a cercare il bandolo di questa matassa con alcuni esempi. Un dirigente pubblico che possiede un reddito pari a 350.000 euro derivante esclusivamente dallo stipendio non dovrà pagare il contributo di solidarietà del 3% atteso che è già stato inciso da un taglio di 23.000 euro (5% su 60.000 più 10% su 200.000). Lo stesso reddito di 350.000 euro percepito da un manager privato pagherebbe 1.500 euro di contributo di solidarietà. Dell'esenzione dei manager pubblici e dei pensionati d'oro hanno giovamento le casse dell'ente datore di lavoro che beneficia del risparmio a scapito delle casse erariali.

Gli altri redditi
La situazione si complica nel caso in cui il reddito del manager pubblico non derivi esclusivamente da compensi soggetti alla disciplina dell'articolo 9, comma 2, della manovra estiva 2010. Non si tratta di una discussione accademica. Infatti, oltre al caso scontato del dirigente titolare di altre tipologie reddituali, la partita si gioca sul campo degli emolumenti aggiuntivi previsti da specifiche disposizioni di legge quali i compensi per la progettazione, i diritti di toga, l'Ici e i diritti di segreteria. Mentre sembra che questi importi restino esclusi dalla tagliola sui compensi pubblici (parere Corte dei Conti Veneto n. 250/2011) non vi è dubbio che al superamento della soglia rimangano incisi dal prelievo del 3 per cento. Riprendendo il caso del dirigente con 350mila euro di reddito e ipotizzano che di questi 40mila derivino da compensi per progettazione, il suo contributo al risanamento si concretizza in due diverse direzioni:
- 19.000 euro in applicazione della manovra 2010 (5% su 60.000 più 10% su 160.000);
- 1.200 euro di contributo di solidarietà nato dalla seconda manovra 2011 (3% su 40.000).

Un ultimo rebus riguarda il confronto tra quantità non omogenee. Per il calcolo del limite di reddito oltre il quale scatta il contributo di solidarietà devono essere considerate anche le "riduzioni" previste dal Dl 78/2010 dimenticando che nell'articolo 9, comma 2, dello stesso decreto non si fa riferimento al reddito ma al trattamento economico complessivo del dipendente. Per rendere omogenee le due quantità si dovrà tener conto dell'onere previdenziale che grava sul trattamento economico in quanto il reddito complessivo è già al netto dei contributi obbligatori per legge.
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Approfondimenti dalle banche dati del Sole 24 ORE

Legge

Decreto legge 31 maggio 2010 , n. 78
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 31 maggio 2010, n. 125


Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica. [Manovra d'estate 2010]
Convertito in legge, con modifiche, dalla L. 30.07.2010, n. 122

TITOLO I Stabilizzazione finanziaria - Capo III Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, invalidità e previdenza

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