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Questo articolo è stato pubblicato il 18 febbraio 2013 alle ore 11:08.

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C'è davvero da preoccuparsi: i veicoli che circolano in Italia senza assicurazione obbligatoria Rc auto sono aumentati rispetto ai tre milioni stimati dall'Aci nel 2011. Lo confermano i primi dati della Polizia stradale, che ha avviato controlli mirati su tutto il territorio nazionale.

Sono posti di blocco con 160-170 pattuglie schierate contemporaneamente in alcune regioni (finora sei, scelte di volta in volta), in attesa che si possano effettuare quei controlli automatici previsti un anno fa dal decreto liberalizzazioni (Dl 1/12) e finora impantanati per difficoltà tecniche e giuridiche.
Si è scelto di fare operazioni mirate (definite "ad alto impatto") perché quello dei veicoli che circolano scoperti è diventato un problema sociale: con la crisi e il caro-Rca sempre più proprietari non possono permettersi una polizza e ci rinunciano oppure se ne procurano una falsa. Questo significa che, in caso d'incidente, il danneggiato deve rivolgersi al Fondo di garanzia per le vittime della strada, i cui conti sono peggiorati e potranno richiedere contributi maggiori da parte di tutti gli assicurati (che lo alimentano). Senza contare che, quando ci sono solo danni a cose, l'intervento del Fondo è limitato e il danneggiato non può essere soddisfatto.

Nelle prime due operazioni della Polizia stradale, svolte il 20 dicembre 2012 e il 31 gennaio scorso, la percentuale dei mezzi risultati scoperti si aggira sul 6-7%. Applicando questa percentuale all'intero parco circolante italiano (49,2 milioni di veicoli), si ottengono cifre sui 3,4 e 3,5 milioni. Non sono ancora i quattro milioni stimati dall'Aci nell'autunno 2012, ma non ci manca molto. Occorrerà poi vedere come il dato si assesterà nei prossimi mesi, in cui dovrebbero esserci ulteriori operazioni, anche in altre regioni. Il campione statistico diventerà quindi più significativo rispetto ai 6.700 veicoli controllati in quelle due giornate.
Il 20 dicembre era toccato ad alcune province (si veda la tabella a fianco) di Veneto, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Il 31 gennaio nel mirino, c'erano ancora cinque regioni, con il Veneto sostituito dall'Abruzzo. In totale, le percentuali più alte di mezzi non in regola - anche doppie rispetto alla media nazionale - si sono viste in Abruzzo (18,5%, ma in una sola giornata di controlli), Sicilia Orientale (14%), Calabria (13%) e Campania (10%). Molto meglio è andata in Puglia (2,7%) e Veneto (3,8% la quota di veicoli scoperti rilevata il 20 dicembre), Sicilia Occidentale (4,3%) e, soprattutto, Lazio (dove non si è arrivati al 2%).

Le differenze territoriali sono forse amplificate dal fatto che i numeri assoluti non sono alti e quindi può bastare poco per far variare di molto le percentuali. Conta poi il modo di operare delle singole pattuglie: nonostante una direttiva uniforme sulla scelta dei veicoli da controllare, influisce anche l'intuito degli agenti nello scegliere chi fermare.
In totale, sono stati colti a circolare scoperti 455 veicoli, mentre i documenti assicurativi falsificati o alterati (per esempio, ritoccando la data di scadenza) sono stati 21. La sensazione è che il loro numero stia diminuendo, perché la pressione delle forze dell'ordine è aumentata e ora i falsi vengono smascherati più facilmente, per cui si rischia troppo (e le sanzioni sono penali).
Operazioni del genere richiedono però la mobilitazione di tanti agenti in rapporto agli organici ridotti della Stradale (meno di 12mila persone) e anche per questo il Dl 1/12 ha previsto la possibilità di utilizzare gli attuali apparecchi di controllo automatico delle infrazioni per accertare anche la circolazione senza Rca. Ciò presuppone un collegamento in tempo reale con la banca dati delle polizze attive, tenuta dall'Ania, che però non è aggiornata in tempo reale: ci sono circa 20 giorni di arretrato, meglio del passato ma ancora insufficienti per dare affidabilità al sistema. Si sta lavorando per arrivare nei prossimi mesi al minimo ritardo possibile, cioè due giorni.

Ma c'è anche un problema giuridico: se la verifica della polizza non avviene immediatamente, il sistema conserva l'immagine di ogni veicolo che ha fotografato, in attesa del riscontro che può determinare se era assicurato. Ma per le norme sulla privacy dovrebbero essere conservate solo le immagini che documentano un'infrazione già accertata (come per esempio l'eccesso di velocità). Si vedrà se il ministero delle Infrastrutture scioglierà il nodo.

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