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Questo articolo è stato pubblicato il 03 aprile 2013 alle ore 19:29.

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Nei call center outbound, dove sono gli operatori a effettuare le chiamate a potenziali clienti, il contratto di collaborazione a progetto, in base alla riforma del 2012, ha come presupposto il «corrispettivo definito dalla contrattazione collettiva nazionale di riferimento».

In attesa della contrattazione collettiva, il ministero del Lavoro con la circolare 14/2013 chiarisce che il compenso non potrà essere inferiore, a parità di tempo della prestazione, alle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi applicati a figure analoghe, per competenza ed esperienza, al collaboratore a progetto.

Il ministero specifica che, per il resto, è sempre valida la disciplina contenuta nella circolare 17/2006. In quell'occasione il ministero aveva chiarito che il collaboratore deve operare con autonomia, vale a dire deve poter decidere il ritmo di lavoro e deve determinare quando effettuare la prestazione e per quanto tempo.

Approfondimenti dalle banche dati del Sole 24 ORE

Prassi

Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali Nota 3 dicembre 2008, prot. n. 25/I/0017286

Collaborazioni coordinate e continuative nella modalità "a progetto" e attività dei call center. Richiesta di chiarimenti all'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale in merito alla corretta applicazione delle circolari n. 1/2004, n. 17/2006 e n. 4/2008.


Istituto Nazionale Previdenza Sociale Circolare 17 dicembre 2008, n.111

Collaborazioni coordinate e continuative nella modalità a progetto e attività dei call center. Chiarimenti in merito alla corretta applicazione delle circolari ministeriali n. 1/2004, n. 17/2006 e n. 4/2008.

Periodico

Guida al Lavoro Edizione del 20 aprile 2012, n. 17 pag. 31

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