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Questo articolo è stato pubblicato il 13 giugno 2013 alle ore 06:44.

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MILANO
Il governo frena sulla proposta di legge del taglio del 20% della sanzione per le multe stradali pagate entro 5 giorni, proposta presentata il 17 maggio scorso (AC 997) da un gruppo numeroso e trasversale di deputati.
Il sottosegretario alle Infrastrutture, Rocco Girlanda, intervenendo in commissione Trasporti alla Camera ha spiegato che «ai fini di una compiuta espressione sul provvedimento in esame è necessario acquisire le valutazioni dei ministeri dell'Interno, della Giustizia e dell'Economia». Un iter formalmente ineccepibile, quello prospettato dal ministro, ma che trascura la circostanza che il testo della proposta di legge ne riproduce uno di fatto identico, risalente alla scorsa legislatura e il cui esame era stato avviato ma non concluso dalla commissione Trasporti.
Intanto il relatore del provvedimento, Vincenzo Piso, ha spiegato la ratio dell'abbattimento delle multe "a saldo immediato". La misura, infatti, è già presente nel Codice della strada ma si limita ad agevolare i camionisti "pizzicati" in gravi violazioni: dal superamento di oltre 40 km/h dei limiti di velocità alle infrazioni per sorpasso vietato, dal mancato rispetto delle pause per la guida di mezzi superiori a 3,5 tonnellate all'eccesso di carico del camion superiore al 10% della sua portata massima. In tutti questi casi il conducente può pagare subito la multa, ridotta di un quinto, nelle mani dell'agente accertatore, o in alternativa gli è consentito di versare una cauzione (pari al 50% del massimale) per evitare il fermo amministrativo del veicolo. Secondo il relatore queste norme, già da tempo assimilate nel Codice della strada, consentirebbero di superare ogni problema di coordinamento, anzi si imporrebbero «per assicurare la coerenza della disciplina sanzionatoria» nel suo complesso.
Per modernizzare le procedure di riscossione e soprattutto per rendere possibile il pagamento immediato, la proposta di legge Meta prevede anche di dotare gli agenti di polizia di Pos, mediante accordi con banche, Poste e intermediari finanziari. Ma proprio su questo punto si concentrano le perplessità di Ivan Catalano (M5S) che, oltre a essere «in disaccordo sulla riduzione indiscriminata dell'importo delle sanzioni per qualunque fattispecie», ha chiesto chiarimenti riguardo all'assenza di oneri per la finanza pubblica «dal momento che occorre precisare come possa essere sostenuta la spesa necessaria per dotare gli organi di polizia stradale dei dispositivi che permettano il pagamento in forma elettronica delle sanzioni». Da qui la necessità del sottosegretario Girlanda di rinviare la questione ai ministeri competenti prima di ripresentarsi in commissione Trasporti.
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