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Questo articolo è stato pubblicato il 10 febbraio 2014 alle ore 06:43.

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La perizia asseverata consente di superare la rettifica sull'immobile. In questo modo il contribuente è in condizione di dimostrare che il valore rideterminato dall'ufficio sulla base dei valori Omi (Osservatorio del mercato immobiliare) non poteva essere ritenuto congruo perché l'immobile era in fase arretrata di ristrutturazione. A precisarlo è la sentenza 87/03/2013 della Ctr Liguria.
Il ricorso riguarda un avviso con cui l'agenzia delle Entrate ha accertato un maggior reddito derivante da una compravendita immobiliare a causa di un rilevante scostamento tra il prezzo dichiarato in atto e il valore degli immobili determinato in base ai valori dell'Omi. Il contribuente si è difeso facendo presente che il valore indicato nell'atto era quello effettivo, in quanto gli immobili erano ancora in gran parte da ristrutturare e quindi non potevano essere considerati al valore normale di mercato secondo i coefficienti Omi.
Il ricorrente ha affermato di avere dato prova piena di tali circostanze attraverso una relazione giurata di stima effettuata da un geometra e attraverso la presentazione del certificato di agibilità rilasciato a fine marzo 2012 (la compravendita, invece, risaliva al 2006) dal Comune dove erano ubicati gli immobili. Infine, sempre il contribuente ha evidenziato che il valore degli immobili non poteva essere rettificato in quanto per l'imposta di registro non era stato contestato ed era, pertanto, divenuto definitivo.
La Commissione tributaria provinciale ha rigettato il ricorso del contribuente, mentre la Ctr gli ha dato ragione. In particolare i giudici di secondo grado hanno ritenuto gli argomenti del contribuente documentati e convincenti. La valutazione degli immobili – come indicato nell'atto di compravendita – è apparsa congrua in quanto è risultato provato con la perizia asseverata da un geometra che questi erano ancora in fase arretrata di ristrutturazione. Questa valutazione è stata anche confermata dal fatto obiettivo che i lavori sono stati completati nei successivi cinque anni e dal fatto che il certificato di agibilità da parte del Comune è stato rilasciato appunto nel 2012.
Per questo motivo l'ufficio non poteva applicare i parametri forniti dall'Omi in quanto questo considera il valore degli immobili finiti e agibili. Secondo quanto affermato dalla Commissione tributaria regionale, la perizia asseverata prodotta ha fornito precisi elementi di valutazione nei confronti dei quali il Fisco non ha opposto alcun argomento e il fatto che il valore dichiarato nell'atto sia stato ritenuto congruo ai fini dell'imposta di registro ha confermato l'illegittimità dell'accertamento.
Ma l'importanza che, in controversie simili, può assumere una perizia asseverata è sottolineata anche dalla sentenza 173/01/2013 sempre della Ctr Liguria. In questa circostanza, i giudici di secondo grado hanno dato torto al contribuente che non ha fornito alcuna prova dell'asserito minor valore dell'immobile. Ad avviso del collegio d'appello, infatti, i valori Omi costituiscono meri indizi ma compete comunque al contribuente contestarli con elementi di segno inverso, in grado di giustificare la riduzione delle stime operate dall'amministrazione finanziaria.
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