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Questo articolo è stato pubblicato il 08 dicembre 2014 alle ore 06:36.
L'ultima modifica è del 08 dicembre 2014 alle ore 06:44.

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IL CRITERIO

Il parametro è il rapporto

fra uscite di personale

e totale delle uscite correnti

Chi lo rispetta evita per 5 anni

i tetti alle assunzioni

Una decisa spinta alla realizzazione di fusioni tra i piccoli Comuni sia con l’assoggettamento al Patto di stabilità solamente a partire dal quinto anno sia, per gli enti virtuosi, con l’allentamento dei vincoli alle assunzioni, nonchè l’aumento significativo della flessibilità nelle assunzioni e nella spesa del personale per i Comuni aderenti alle unioni ed alle convenzioni.

Sono queste le principali misure per i piccoli Comuni dettate dalla legge di stabilità approvata dalla Camera in prima lettura. A queste si aggiungono i limitati finanziamenti aggiuntivi, appena cinque milioni di euro, per le Unioni di Comuni. Si deve sottolineare che nessuno di questi provvedimenti era presente nella proposta iniziale: queste misure sono state tutte inserite nel corso dell’esame da parte della Commissione Bilancio di Montecitorio.

I Comuni che danno vita a un nuovo municipio a seguito di fusioni, beneficio che si estende a quelle che sono realizzate a partire dal 2011, sono esentati per i quattro anni successivi dai vincoli del Patto di stabilità. La base di calcolo per il Patto di stabilità sarà costituita dai conti del triennio precedente. La materia era disciplinata dall’articolo 31 comma 23, della legge n. 183/2011, che disponeva la esenzione dai vincoli del Patto di stabilità per tre anni per tutte le amministrazioni locali di nuova nascita e l’assunzione come base di calcolo di tutto il periodo successivo alla formazione del nuovo ente.

È evidente la volontà di garantire una maggiore flessibilità ai Comuni risultanti da fusioni, sia ampliando la durata di esenzione dai vincoli del Patto, sia garantendo che nel primo anno i conti non saranno utilizzati come base di calcolo per determinare la base di riferimento del Patto.

Sempre per questi enti è prevista una ulteriore agevolazione che riguarda la spesa del personale e la possibilità di effettuare assunzioni per quelle amministrazioni “virtuose” nella gestione delle risorse umane. Sono considerate tali quelle che hanno un rapporto tra spesa del personale e spesa corrente inferiore al 30 per cento.

Questo rapporto deve essere calcolato inserendo nella spesa del personale tutte le componenti, ivi comprese le voci escluse per la verifica del rispetto del tetto di spesa. Queste amministrazioni sfuggono per i primi cinque anni dai tetti alle assunzioni a tempo indeterminato e determinato, a condizione che rispettino il tetto alla spesa del personale e quello complessivo.

Non è sicuramente meno importante la possibilità di allentamento delle soglie massime dettate per le assunzioni e per la spesa del personale. Questa possibilità è offerta ai Comuni che hanno aderito a forme di gestione associata. La norma amplia la chance prima offerta solo alle unioni che sforavano la spesa del personale e/o i tetti alle assunzioni di giustificarsi attingendo ai risparmi dei comuni aderenti. Sulla base delle nuove regole si possono operare compensazioni, ovviamente con il consenso delle singole amministrazioni, anche tra i comuni. La condizione è che non venga superato il tetto complessivo. Questa agevolazione viene estesa anche ai Comuni che realizzano la gestione associata delle funzioni fondamentali tramite convenzioni.

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Gli incentivi

01 FUSIONI E PERSONALE

Esenzione per cinque anni dai tetti alle assunzioni se rispettano i limiti di spesa complessiva e spendono per il personale (tutto compreso) fino al 30% delle uscite correnti (articolo 2, comma 159, lettera a)

02 fusioni e patto

Esonero dei Comuni nati a partire dal 2011 a seguito di fusioni dai vincoli del Patto di stabilità per i quattro anni successivi ed assunzione quale base di riferimento delle risultanze del triennio precedente (articolo 2, comma 194)

03 UNIONI E PERSONALE

Calcolo in modo cumulativo della spesa del personale e delle facoltà di assunzione nell’ambito delle convenzioni e delle Unioni (articolo 2, comma 159, lettera b)

04 UNIONI E BILANCI

Contributo di 5 milioni alle Unioni (articolo 2, comma 159, lettera b)

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