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Zanetti: sui dirigenti delle Entrate niente soluzioni simili a quelle…

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DOPO LO STOP DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Zanetti: sui dirigenti delle Entrate niente soluzioni simili a quelle già bocciate dalla Consulta

«L'ho detto da subito e lo ripeto: una soluzione va trovata in tempi rapidi, ma spero veramente che nessuno all'interno dell'Agenzia e del Mef pensi anche solamente di riproporre soluzioni normative analoghe a quelle del 2012 già sonoramente bocciate dalla Corte costituzionale. Sarebbe semplicemente folle, oltre che un prezzo troppo elevato da far pagare alla credibilità di tutto il governo e della maggioranza per la scarsa avvedutezza di pochi rispetto a un problema che era noto da tempo e poteva benissimo essere affrontato prima che scoppiasse l'emergenza». È quanto afferma Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e sottosegretario all'Economia, intervenendo sulla questione dei circa 800 dirigenti dell’agenzia delle Entrate a cui si sommano altri 400 delle Dogane, le cui nomine sono state dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale.

«Sarebbe peraltro il caso - conclude Zanetti - mentre cerchiamo doverosamente di trovare le opportune soluzioni, che cominciassimo anche a cercare di individuare le responsabilità, perché ce ne sono».

L’ipotesi del decreto legge nel Cdm di mercoledì
Al momento l’unica certezza è che bisogna fare presto perché mercoledì la sentenza della Consulta è attesa in «Gazzetta Ufficiale» e da quel momento le norme che hanno consentito di nominare funzionari in incarichi dirigenziali senza concorso pubblico saranno incostituzionali. Per questo si lavora a un decreto legge da portare già nel Consiglio dei ministri di mercoledì.

Tra le ipotesi circolate, come anticipato dal Sole 24 Ore, ci sarebbe quella di prorogare (secondo alcune voci anche di due anni) la validità degli incarichi fino ad oggi conferiti per poi portare a termine rapidamente un concorso aperto anche a soggetti esterni alle agenzie fiscali. Con una riserva (il sindacato avanza l'ipotesi di un 30%) per i dirigenti «incaricati» così come per quelli rimasti finora al palo perché si sono visti occupare la casella da un collega sulla base di una «chiamata» e non di un concorso.

Un'operazione che dovrà sfuggire a nuovi rilievi della Corte costituzionale così come all'ipotesi di nuovi stop di Tar e Consiglio di Stato. Ma già i sindacati avanzano delle riserve. Ad esempio, Dirpubblica sottolinea che «in algebra zero moltiplicato per una qualsiasi quantità è pari a zero (0 incarichi nulli x 2 anni= 0) e qualsiasi cosa venga fatta in questo senso è incostituzionale».

Il segretario nazionale con delega alle agenzie fiscali della Ugl-Intesa Fp, Giuseppe Piccione, si chiede invece chi pagherà i danni della situazione che si è venuta a creare. «La firma su delega è prevista e gli atti firmati dai “nominati” non crediamo possano essere contestati - rimarca la nota diffusa dalla sigla sindacale - ma la domanda che ci poniamo è: con che criteri sono stati scelti i funzionari da nominare, dato che non hanno partecipato a nessun concorso pubblico? La Ugl-Intesa condivide le parole del direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, che dichiara che senza queste nomine l'Agenzia avrebbe avuto un blocco, ma ribadiamo di volere conoscere quali siano stati i criteri adottati nelle scelte. Considerato che in Italia la meritocrazia nella Pubblica amministrazione è tanto declamata quanto non considerata».

Intanto negli uffici...
Per fronteggiare ogni possibile intoppo, in molte sedi periferiche le funzioni dei dirigenti in procinto di essere retrocessi a funzionari è scattato l'interim dei direttori. Una mossa per garantire al massimo sia la validità degli atti emessi che le singole posizioni.
C'è poi un'altra strada allo studio: la reggenza, almeno finché non si concluda il concorso.

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