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Frodi Iva, basta un verbale e riparte la prescrizione

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Frodi Iva, basta un verbale e riparte la prescrizione

La decisione della Corte di cassazione (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) di disapplicare la normativa del Codice penale sull’interruzione della prescrizione in presenza di gravi frodi Iva, in adesione a quanto già stabilito dalla Corte Ue, e al di là della sua condivisibilità nei princìpi, comporta conseguenze concrete e importanti e, in alcuni casi, anche immeditate.

Una volta che la Suprema Corte ha ammesso la possibilità di disapplicazione da parte del giudice nazionale, è verosimile che anche in altri giudizi, non necessariamente di legittimità, si proceda in tal senso. Vale la pena, allora, di riepilogare il funzionamento dell’istituto della prescrizione in campo penale e segnatamente nei reati tributari.

Tempi di prescrizione
Nei reati tributari i tempi di prescrizione hanno subìto da qualche anno delle modifiche e occorre distinguere le violazioni commesse fino al 17 settembre 2011 dalle successive, tenendo presente che per i reati dichiarativi la consumazione del delitto coincide con la presentazione della dichiarazione (ovvero trascorsi 90 giorni dal termine in caso di omessa presentazione). Nella maggior parte dei casi, quindi, seguono i nuovi - e più lunghi - termini prescrizionali le dichiarazioni relative al periodo di imposta 2010 (salvo presentazioni precedenti al 17 settembre 2011). Fino a tale data i reati tributari si prescrivono in sei anni (sette e mezzo se operano cause interruttive).

A partire dal 17 settembre 2011, invece, i delitti fiscali si prescrivono in otto anni (dieci con l’interruzione), fatti salvi quelli di omesso versamento, indebita compensazione e sottrazione fraudolenta che continuano a prescriversi in sei anni.

Interruzione
Il corso della prescrizione (articolo 160 del Codice penale) è interrotto se vi è: sentenza o decreto di condanna; ordinanza che applica le misure cautelari personali di convalida del fermo o dell’arresto; interrogatorio reso davanti al Pm o al giudice; invito a presentarsi al Pm per l’interrogatorio; fissazione dell’udienza per la decisione sulla richiesta di archiviazione; richiesta di rinvio a giudizio; decreto di fissazione della udienza preliminare; ordinanza che dispone il giudizio abbreviato, giudizio immediato e di citazione a giudizio; decreto di fissazione della udienza per la decisione sul patteggiamento; presentazione o citazione per il giudizio direttissimo.

Per i reati tributari, inoltre, si ha interruzione anche con la notifica del verbale di constatazione o dell’atto di accertamento delle relative violazioni. In nessun caso, però, l’interruzione può comportare l’aumento di più di 1/4 del tempo necessario a prescrivere (fatta eccezione per i casi di recidiva o di delinquenza abituale e/o professionale ed alcuni reati specificamente previsti).

Quindi, esemplificando, se trascorsi 6 (o 8 anni) dal fatto costituente reato tributario, non è intervenuto almeno un Pvc o un atto di accertamento il reato è prescritto; ove sia intervenuto, la prescrizione si interrompe ma comunque non potrà prolungarsi complessivamente oltre i 7 anni e sei mesi (ovvero 10 anni per i reati commessi dal 17 settembre 2011)

La disapplicazione
Secondo la Cassazione, in presenza di “gravi” frodi Iva si possono disapplicare le norme che fissano il tempo massimo di interruzione (fino a un quarto del termine base). Ne consegue che il termine di 6 anni inizierebbe a decorrere da capo dall’ultimo atto interruttivo. Tuttavia sarà importante comprendere per l’attuazione di tale principio in base a quali criteri una frode Iva diventi «grave».

Da tenere presente, peraltro, che la sentenza della Cassazione e quelle della Corte Ue si riferivano a episodi delittuosi commessi in anni in cui la prescrizione era di 6 anni. Dopo l’allungamento a 8 anni potrebbe verosimilmente rilevarsi che i tempi prescrizionali non sono più così ridotti per scoprire (e condannare) i responsabili di gravi frodi all’Iva non fosse altro perchè dal 17 settembre 2011 i reati tributari hanno una prescrizione più lunga rispetto ai delitti comuni di pari gravità (che continuano a prescriversi in 6 anni).

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