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Investimenti, doppio bonus al Sud

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reddito d’impresa

Investimenti, doppio bonus al Sud

Doppia spinta fiscale agli investimenti. I maxiammortamenti al 140% sono, infatti, compatibili con il credito d’imposta per le aree svantaggiate, previsto sempre dall’ultima legge di Stabilità (legge 208/2015). Nessuna cumulabilità, invece, con la Sabatini che si configura come un aiuto di Stato. Ma vediamo nel dettaglio.

Con il maxiammortamento è stato introdotto un meccanismo di agevolazione che consente alle imprese (e ai professionisti, però esclusi dal bonus) di maggiorare il costo di acquisizione dei beni materiali strumentali del 40%, al fine della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria. L’incentivo spetta a fronte degli investimenti materiali effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, con esclusione di fabbricati e costruzioni, beni il cui coefficiente di ammortamento è inferiore al 6,5% (Dm 31 dicembre 1988) e alcune specifiche categorie elencate nell’allegato alla legge (condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali, dagli stabilimenti balneari e termali e per la produzione e distribuzione di gas naturale, il materiale rotabile, ferroviario e tranviario e gli aerei completi di equipaggiamento).

È evidente che l’ambito oggettivo di applicazione del bonus investimenti (che premia le “operazioni” effettuate in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019) e del maxiammortamento è sovrapponibile, dal momento che i beni materiali agevolabili si concretizzano (nell’uno e nell’altro caso) in impianti, macchinari e attrezzature, anche se con riferimento alle sole acquisizioni effettuate nel corso del 2016.

Al momento non esiste alcuna precisazione né di norma né di prassi che ostacoli la possibilità di beneficiare, a fronte degli stessi investimenti, di entrambi gli incentivi. La norma istitutiva del credito di imposta specifica chiaramente che il bonus non può essere in nessun caso cumulato con altri aiuti di Stato, anche se rientranti nel regime de minimis, che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammissibili.

Nulla sembrerebbe, pertanto, escludere la possibilità di fruire contemporaneamente di una misura che non è qualificabile come aiuto di Stato. Ancor più nello specifico, il maxiammortamento rappresenta a tutti gli effetti un’agevolazione di carattere generale e come tale, mancando del requisito della selettività, non può costituire un aiuto di stato.

Un esempio può aiutare a capire meglio le possibilità di incrocio fra le due agevolazioni. Supponiamo che una piccola impresa realizzi investimenti per 100mila euro e che, per semplicità, non esistano ammortamenti da decurtare. In una simile circostanza, l’azienda in questione potrà operare gli ammortamenti su un importo di 140mila euro. Insomma, l’impresa godrà di un beneficio netto pari al valore dell’aliquota fiscale ad essa applicabile, moltiplicata per il maxiammortamento. Non solo. A questo potrà aggiungere anche il credito d’imposta maturato sull’acquisto, nella misura pari a 20mila euro: un mix che prospetta un’occasione molto interessante da un punto di vista tributario.

Nessuna possibilità, invece, per l’ulteriore cumulo con la Sabatini, ossia il contributo che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari in relazione agli investimenti realizzati in beni strumentali. Benché autorizzata dall’Ue, infatti, tale agevolazione costituisce un aiuto di Stato e non può, quindi, essere sommato con il credito d’imposta.

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