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Le modifiche allontanano i rimborsi

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Diritto

Le modifiche allontanano i rimborsi

  • –Gian Paolo Ranocchi

Stop più ampio per i rimborsi diretti in busta paga dei crediti Irpef che derivano da 730 presentati nel 2016. È l’effetto dell’ultima legge di Stabilità (208/2015).

I parametri

A partire dalle dichiarazioni presentate quest’anno, potranno essere soggetti a un controllo preventivo con successivo rimborso a cura delle Entrate, i 730 inoltrati con modifiche direttamente dal contribuente (anche tramite sostituto d’imposta), in presenza di determinate circostanze: quando il 730 presenta elementi di incoerenza rispetto a criteri che saranno individuati da un provvedimento e se determina un rimborso superiore ai 4mila euro (nuovo comma 3-bis dell’articolo 5, del Dlgs 175/2014). Il controllo da parte delle Entrate dovrà essere effettuato entro 4 mesi dal termine per l’invio della dichiarazione (7 luglio) e il rimborso sarà erogato non oltre il sesto mese successivo al termine per la trasmissione del modello (7 gennaio dell’anno successivo).

In quest’ambito è intervenuta l’Agenzia con alcuni chiarimenti a Telefisco. Sugli indicatori di incoerenza è stato affermato che essi saranno collegati, ad esempio, alla tipologia e all’entità delle integrazioni effettuate dal contribuente o al maggior rimborso determinato rispetto alla dichiarazione proposta. In pratica, quindi, l’entità delle modifiche rispetto alla precompilata indirizzerà le selezioni. Per i rimborsi eccedenti i 4mila euro il controllo potrà essere effettuato a prescindere dalla presenza di detrazioni per familiari a carico (diversamente dallo scorso anno).

Lo sblocco del rimborso

Il nuovo comma 3-bis precisa che il blocco scatta «nel caso di presentazione della dichiarazione direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata». Pertanto, per esclusione, il controllo non ci sarà se il credito Irpef scaturisce da un 730 precompilato accettato senza modifiche.

Più dubbio è il caso del 730 a credito presentato da un intermediario che appone il visto di conformità. Il problema nasce dal fatto che la Stabilità ha modificato anche l’articolo 1, comma 4, del Dlgs 175/2014 prevedendo che, in caso di presentazione del 730 ordinario tramite un intermediario abilitato si applicano, tra le altre, anche le disposizioni previste dal nuovo comma 3-bis (quindi anche i controlli preventivi). Si assisterebbe così a una situazione in cui il controllo preventivo potrebbe scattare se il 730 è presentato dall’intermediario con le forme tradizionali, mentre sarebbe disinnescato se il Caf o il professionista accede, con delega, alla precompilata dell’assistito e invia tramite questo canale il 730 modificato a rimborso. Resta fermo, comunque, quanto sancito dall’articolo 5, comma 3, del Dlgs 175/2014: il controllo formale del 730 è sempre effettuato nei confronti di Caf o professionisti tenuti a rilasciare il visto di conformità. Questi ultimi mantengono la responsabilità della certificazione del credito a prescindere dalla forma con cui è presentata la dichiarazione. Perciò i 730 a credito “vistati” presentati tramite gli intermediari abilitati dovrebbero sempre essere esclusi dai controlli preventivi delle Entrate a prescindere dalla forma di invio. In tal senso, peraltro, è sembrata orientarsi l’Agenzia nella risposta a Telefisco e soprattutto si esprimono in forma netta le istruzioni al modello 730/2016.

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