Norme & Tributi

Produttività, zero Irpef per i lavoratori che scelgono i benefit…

  • Abbonati
  • Accedi
prODUTTIVITÀ

Produttività, zero Irpef per i lavoratori che scelgono i benefit aziendali

Importi e servizi a tassazione zero per i dipendenti che scelgono di convertire i premi di risultato soggetti ad imposta sostitutiva del 10% in benefit per i figli, come la scuola, i centri estivi, le gite didattiche, il baby-sitting e le borse di studio o, nel caso di familiari anziani o non autosufficienti, per garantire loro assistenza. La norma, che ha il fine di conciliare le esigenze della vita familiare del dipendente con quelle lavorative, consente anche il rimborso direttamente in busta paga delle spese sostenute documentate. Sono questi alcuni dei chiarimenti contenuti nella Circolare 28/E di oggi con cui l’agenzia delle Entrate, d'intesa con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, illustra l'agevolazione per i premi di produttività, introdotta dalla legge di Stabilità 2016, per i titolari di reddito di lavoro dipendente entro la soglia di 50 mila euro.

“La legge di stabilità 2016 ha ridefinito le erogazioni del datore di lavoro nell’ambito del cosiddetto welfare aziendale. Si tratta di prestazioni, opere e servizi corrisposti al dipendente in natura o in forma di rimborso per spese aventi finalità di rilevanza sociale”

 

Il documento si sofferma, in particolare, sull'esame delle nuove disposizioni in materia di benefit, rilevanti per la definizione dei piani di welfare aziendale, la cui finalità è di rendere disponibile per i dipendenti un paniere di “utilità”, cioè di erogazioni o prestazioni, tra le quali gli stessi lavoratori possono scegliere quelle più rispondenti alle rispettive esigenze.


La legge di stabilità 2016 ha anche ridefinito le erogazioni del datore di lavoro nell’ambito del cosiddetto welfare aziendale. Si tratta di prestazioni, opere e servizi corrisposti al dipendente in natura o in forma di rimborso per spese aventi finalità di rilevanza sociale. Tali benefit sono esclusi dal reddito di lavoro dipendente. Per questo, l'eventuale scelta del lavoratore di convertire i premi di risultato agevolati nei benefit ricompresi nel “welfare aziendale”, facoltà prevista anch'essa dalla nuova normativa, consente di detassare completamente il valore dei benefit, non più soggetto neppure all'imposta sostitutiva del 10 per cento. Tra i benefit opzionabili sono ricompresi i servizi, le somme e le prestazioni erogati dal datore di lavoro ai dipendenti per la fruizione, da parte dei loro familiari, di servizi come l'educazione, l'istruzione, anche in età prescolare, nonché la frequenza di ludoteche, di centri estivi e invernali o il beneficio corrisposto tramite borse di studio. A questi vanno poi aggiunti ulteriori benefit, erogati sempre dal datore di lavoro per fruire dei servizi di assistenza destinati a familiari anziani o comunque non autosufficienti. Tali prestazioni non concorrono quindi a determinare il reddito del lavoratore, a condizione che si tratti di benefit offerti alla generalità dei dipendenti o a determinate categorie di dipendenti. Il benefit può essere erogato anche in forma di voucher.

© Riproduzione riservata