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Ascensore difettoso, danni risarciti dallo stabile

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condominio

Ascensore difettoso, danni risarciti dallo stabile

Non si scherza con la sicurezza degli ascensori: non solo per chi li usa, ma anche per i risvolti giuridici: il condominio può essere chiamato a rispondere dei danni. Soprattutto se l’amministratore non avverte che il mezzo può essere pericoloso.

Lo ha detto il Tribunale di Larino, con la sentenza depositata il 7 maggio, affrontando il caso di alcuni inquilini di un appartamento in condominio vittime di un ascensore “impazzito” che, dopo aver velocemente raggiunto il secondo piano si bloccava e, quindi, riprendeva bruscamente la discesa, fermandosi repentinamente tra il primo e il secondo piano. Dopo essere stati liberati dai Vigili del fuoco ricorrevano al Pronto soccorso, dove ad uno veniva diagnosticato un trauma distorsivo del rachide cervicale e all’altro anche un trauma distrattivo della regione lombare.

I due inquilini trascinavano in giudizio il condominio per vedersi riconosciuto il risarcimento dei danni fisici patiti, invocandone la responsabilità per il danno cagionato dalle cose in custodia (articolo 2051 del Codice civile), in considerazione del fatto che l’insidia proveniente dall’ascensore non risultava segnalata e neppure visibile.

Il condominio replicava che l’ascensore risultava esclusivamente accessibile ai condòmini ai quali erano state consegnate le chiavi di accesso e non, pertanto, ai loro inquilini, e che all’interno dell’ascensore era ben visibile la targhetta con il peso massimo consentito (240 chilogrammi), concludendo pertanto per il rigetto della domanda. In ogni caso, chiamava in giudizio la propria assicuratrice, dalla quale pretendeva di essere “manlevata” in caso di condanna. Quest’ultima, costituendosi in giudizio, attribuiva la responsabilità dell’evento dannoso alla società incaricata della manutenzione .

Il Tribunale di Larino ha dato però ragione agli inquilini, ritenendo, in particolare, che «nella sfera di applicazione dell’articolo 2051 Codice civile ricadono, secondo l’orientamento giurisprudenziale ormai prevalente, una molteplicità di eventi e una ricca casistica nella quale sono variegate le ipotesi di fatti riconducibili ai danni causati dalle res in custodia del condominio».

Ciò posto, ha considerato come «le chiavi dell’ascensore erano legittimamente detenute dagli inquilini i quali, come riferito in sede di deposizione

testimoniale, pur avendo già registrato il contratto di locazione ed avendo effettuato dei pagamenti al condominio convenuto, non erano a conoscenza del malfunzionamento dell’ascensore» e che, pertanto, la tutela di cui all’articolo 2051 del Codice civile doveva anche essere apprestata in favore degli anzidetti inquilini, titolari di regolare contratto di locazione.

Infine, sulla mancata prova in merito all’apposizione di un cartello di pericolo da parte dell’amministratore, il Tribunale diceva che «anche a voler ammettere l’esistenza di un cartello della portata di quello riferito dall’amministratore di condominio, esso non era comunque idoneo a segnalare adeguatamente il malfunzionamento dell’ascensore». Non sono state prese in considerazione le presunte manchevolezze della ditta che curava la manutenzione dell’impianto considerato che «la responsabilità ex articolo 2051 Codice civile non è elisa dall’incarico di manutenzione dell’ascensore affidato ad un’apposita ditta, in quanto l’impianto resta nella sfera di disponibilità e controllo dell’amministratore dello stabile che continua a mantenere il potere-dovere di controllarne il funzionamento e di intervenire allo scopo di eliminare situazioni di pericolo». Per il Tribunale la persistente responsabilità dell’amministratore, pur in presenza di un manutentore, risulta «essenziale al fine di evitare che si determini un vuoto nella vigilanza e custodia nel caso di affidamento della manutenzione di beni o servizi comuni ad un’impresa specializzata ove quest’ultima ometta di effettuare le dovute opere di manutenzione, o non sia autorizzata dal condominio a effettuare lavori di straordinaria manutenzione».

Una recentissima sentenza della Cassazione (26581, depositata ieri) mostra, nella motivazione, di andare nella stessa direzione, casando con rinvio una sentenza di assoluzione da lesione colpose in circostanze analoghe perché nella motivazione non era stato dimostrato che i lavori di manutenzione e messa in sicurezza fossero stati adeguati e sufficienti a escludere responsabilità degli imputati assolti (amministratore ma anche, in questo caso, tecnicimanutentori).

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