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Le risposte sulla rottamazione dopo le novità della Camera

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CARTELLE ESATTORIALI

Le risposte sulla rottamazione dopo le novità della Camera

Un contribuente ha presentato il 19 ottobre scorso istanza di riammissione a una dilazione scaduta in base all’articolo 13-bis del decreto legge 113/2016. Verificato che le cartelle incluse nell’istanza possono essere rottamate, come si deve comportare se a oggi non ha ancora ricevuto nessuna risposta da Equitalia? Può presentare l’istanza di sanatoria?

L’istanza di rottamazione è senz’altro ammissibile. Se la nuova dilazione in base alla legge 113/2016 non è stata ancora comunicata, si ritiene che non si debbano comunque pagare le rate in scadenza tra il 1° ottobre e la fine di dicembre, poiché si tratta di dilazione che non era pendente al 24 ottobre 2016.

Ho una cartella notificata nel 2016 e con la dicitura «ruolo 2016/... reso esecutivo in data 10 dicembre 2015». Rientra nella rottamazione?

Il fatto che sia scritto «ruolo 2016» sembra deporre nel senso dell’affidamento nel corso di quest’anno: questa circostanza non può che essere attestata da Equitalia. L’emendamento approvato la scorsa settimana dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, in sede di conversione del decreto legge 193/2016, ammette comunque alla sanatoria anche i ruoli affidati nel 2016.

Devo rottamare tutte le cartelle o posso scegliere quali rottamare e quali no?

Si può scegliere cosa rottamare non solo nell’ambito di cartelle diverse ma anche all’interno delle partite iscritte nella medesima cartella.

Ho una rateizzazione in corso di 70 rate e mi restano da pagare le ultime sette. Quali benefici potrei avere dalla rottamazione? La somma deve essere ricalcolata sul capitale iniziale o solo sul debito residuo?

Dall’importo complessivo dovuto a titolo di solo tributo e interessi per ritardata iscrizione a ruolo si scomputano unicamente le somme già versate al medesimo titolo. Inoltre, se la dilazione è in corso, occorre comunque pagare le rate in scadenza dal 1° ottobre a fine dicembre 2016. È quindi molto probabile che nel caso descritto la rottamazione non comporti alcuna convenienza.

Vorrei chiedere per una società la rottamazione di una cartella per Ici il cui contenzioso è in Cassazione. A oggi però ci sono anche altre due cartelle per multe stradali che sono state rateizzate ma che non si intende rottamare. Per poter aderire alla rottamazione della cartella Ici è necessario essere in regola anche con la rateazione delle altre due cartelle? O si tratta di partite indipendenti l’una dall’altra?

Non occorre essere “in regola” con tutte le cartelle non pagate. La normativa prevede la possibilità di definire i singoli carichi inseriti in cartella. Il contribuente potrà quindi aderire alla definizione agevolata limitatamente alla sola Ici, ma pendendo su questa una causa innanzi la corte di Cassazione occorrerà anche dichiarare di voler rinunciare al giudizio.

Ho una rateazione in corso. Rispetterò le scadenze fino al 31 dicembre 2016 e nel frattempo presenterò l’istanza per la rottamazione (con rateizzazione). Ma dal 1° gennaio 2017 cosa devo fare? Devo interrompere il pagamento delle vecchie rate attendendo la comunicazione da Equitalia delle nuove? O devo continuare a versare in base al vecchio piano e questi versamenti saranno scalati dalla nuova rateizzazione?

La norma non obbliga a versare le rate successive al 1° gennaio 2017 nel caso in cui si acceda alla rottamazione. Peraltro, tale versamento non sarebbe conveniente in quanto gli importi eventualmente corrisposti a titolo di sanzioni, di interessi di dilazione e di interessi di mora non sarebbero né rimborsati né scalati dalla nuova rateizzazione.

Mi è appena pervenuta dall’agenzia delle Entrate (non da Equitalia) una richiesta di regolarizzazione della dichiarazione dei redditi 2013 con sanzione ridotta e interessi. È possibile anche qui una «definizione agevolata» senza sanzioni?

In questo caso, purtroppo, non è possibile accedere alla definizione agevolata prevista dall’articolo 6 del decreto legge 193/2016. Il decreto legge 193/2016 ammette infatti tale facoltà solo per i debiti oggetto di iscrizione a ruolo affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2015, termine che l’emendamento approvato la settimana scorsa dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera ha modificato, portandolo al 31 dicembre 2016. Nella situazione descritta, invece, il debito non è ancora stato iscritto a ruolo da parte dell’agenzia delle Entrate e, se anche ciò dovesse avvenire a causa del mancato pagamento di quanto richiesto, l’affidamento ovviamente non potrebbe avvenire entro la data prescritta dal decreto legge 193.

Un contribuente in seria difficoltà economica ha aderito a una serie di accertamenti in adesione nel 2014 (annualità 2009-2012) e con impegno ha onorato le scadenze fino all’inizio del 2015. Dopodiché, avendo difficoltà finanziarie forti ed essendo impossibilitato a pagare, si è visto revocare il procedimento rateale e le somme sono state iscritte a ruolo nell’aprile e nel settembre del 2016. In base al testo letterale del decreto fiscale pare che questo contribuente oggi non possa effettuare alcuna rottamazione in quanto a dicembre 2015 non esisteva alcun ruolo «affidato» a Equitalia. È corretto?

Attualmente, in base al decreto legge 193/2016, la definizione agevolata non è possibile, ma l’emendamento approvato la settimana scorsa dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera in sede di conversione del decreto legge ammette anche i ruoli affidati all’agente della riscossione sino al 31 dicembre 2016. Se i prossimi passaggi parlamentari confermeranno questa modifica, la definizione sarà possibile anche per i ruoli affidati fino al 31 dicembre 2016.

La presentazione dell’istanza di rottamazione sospende le eventuali procedure esecutive di Equitalia? Quali effetti produce su eventuali avvisi di pignoramento già emanati?

La presentazione dell’istanza di rottamazione interrompe le azioni esecutive avviate da Equitalia a condizione che l’istanza sia presentata prima della vendita del bene (vale a dire prima che l’asta si concluda con esito positivo) o dell’assegnazione del bene a un creditore, ovvero, nel caso di pignoramento di un credito presso terzi, prima del provvedimento di assegnazione in base all’articolo 553 del Codice di procedura civile.

Il decreto legge 193/2016 prevede la possibilità di chiedere la rottamazione sulle cartelle per le quali Equitalia ha in corso una procedura di recupero del credito attraverso pignoramento crediti verso terzi (in particolare pignoramento dello stipendio)? Se sì, la procedura verrebbe sospesa o annullata? Chiedo inoltre se l’adesione alla rottamazione può essere fatta da un solo coobbligato o da tutti gli obbligati in solido, come ad esempio gli eredi del debitore defunto.

L’articolo 6, comma 5, del decreto legge 193/2016, prevede che le procedure coattive in corso siano interrotte dalla domanda di rottamazione a condizione che non «sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati». A stretto tenore letterale, tale condizione trova applicazione solo in presenza di un pignoramento presso terzi promosso davanti al giudice dell’esecuzione, secondo la disciplina ordinaria del Codice di procedura civile. Nella specie, invece, si è in presenza di un pignoramento attivato direttamente nei confronti del terzo, senza l’intervento del giudice. Ne consegue che con la presentazione della domanda di definizione il pignoramento dovrebbe interrompersi. Si ritiene infine che poiché in caso di coobligazione ciascun debitore è tenuto al pagamento del debito per intero, in un rapporto paritetico tra di essi, sia sufficiente la rottamazione eseguita da uno qualsiasi dei coobbligati per ottenere i benefici di legge.

La rottamazione comprende tutte le cartelle dall’anno 2000 all’anno 2015, le cartelle ricevute nell’anno 2016 non possono essere rottamate?

Il decreto legge 193/2016 fa riferimento ai carichi inclusi nei ruoli affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 2015 e non prende a riferimento la data di notifica della cartella. In fase di conversione del Dl, le commissioni Bilancio e Finanze della Camera la settimana scorsa hanno approvato un emendamento che estende il termine fissato al 31 dicembre 2015, al 31 dicembre 2016.

Sto pagando regolarmente la rateizzazione di una cartella di Equitalia del luglio 2015 e a fine anno avrò pagato 15 rate su 26; potendo accedere alla rottamazione le quattro nuove rate come verranno calcolate?

L’importo dovuto per la definizione si ottiene sottraendo dall’ammontare complessivo del tributo o altra sorte capitale e degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo le somme versate al medesimo titolo nel corso della rateazione. In base al Dl 193/2016 questo importo deve essere pagato per un terzo ciascuno nelle prime due rate e per un sesto ciascuno nelle altre due rate. In sede di conversione del Dl, la settimana scorsa, la commissione Bilancio della Camera ha approvato però un emendamento che modifica il numero di rate della rottamazione, che, se i prossimi passaggi parlamentari lo confermano, diventeranno cinque (e non quattro).

Abbiamo un piano di rateizzazione in corso concesso prima di settembre 2015, non decaduto, ma con sette rate arretrate cumulate nel 2015. Di conseguenza, in base alla normativa il pagamento mensile di ottobre, novembre e dicembre 2016 non viene imputato alle rate che scadono in tale periodo, ma a quelle già scadute e non pagate, pur in costanza di piano (rispettivamente le rate di marzo, aprile e maggio 2016). Questo implica forse che la nostra società - pur pagando le rate tra ottobre e dicembre, oltre agli aggi e alle more - rischia di essere esclusa dalla rottamazione per un criterio legale di imputazione dei pagamenti in primis alle rate scadute? Non è mancato allo stato alcun flusso di cassa previsto nel piano di rateizzazione.

La norma prevede solo che si debbano versare tutte le rate «con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016». In sostanza, occorre pagare al massimo solamente tre rate. Fatta questa premessa, si ritiene peraltro che la condizione sia rispettata a prescindere dalle regole di imputazione degli importi pagati nell’ultimo trimestre, previste nel Dpr 602/1973, trattandosi di disposizione speciale.

Mio padre, morto a gennaio 2016, aveva ricevuto delle cartelle esattoriali emesse a seguito di un accertamento dell’agenzia delle Entrate 2003, un accertamento Ici del Comune 2002, bollo auto della Regione 2006 e 2009, e multe per violazione del Codice della strada 2011. Esaminando gli estratti di ruolo che mi sono fatto rilasciare da Equitalia a giugno scorso ho costatato che le more e gli interessi hanno quasi triplicato i debiti originari richiesti nelle cartelle che mio padre non avrebbe pagato. Posso beneficiare della rottamazione per chiudere tutte le posizioni aperte anche se né a me né a mio fratello, unici eredi, è stata formalmente notificata nessuna cartella esattoriale per i debiti di mio padre?

La posizione deve essere esaminata voce per voce. In ogni caso, per espressa disposizione di legge,le somme dovute a titolo di violazione amministrativa non si trasmettono agli eredi.

Il 20 ottobre ho presentato una richiesta di riammissione alla rateizzazione ai sensi dell’articolo 13bis, comma 1 del decreto legge 113/2016. Il 4 novembre ho presentato ad Equitalia una rinuncia alla suddetta rateizzazione: posso aderire alla “rottamazione” delle cartelle?

L’accesso alla rottamazione è senz’altro ammissibile, sia che la dilazione sia in corso sia che la dilazione sia decaduta. Si ritiene tuttavia che non si possa rinunciare alla rateazione richiesta con l’effetto che per poter accedere alla definizione agevolata bisogna comunque pagare le rate in scadenza da ottobre a dicembre 2016.

È possibile attuare la rottamazione di cartelle esattoriali contenenti i diritti camerali non pagati?

Si possono rottamare tutte le tipologie di somme iscritte a ruolo, compresi i diritti camerali.

Il Comune di Messina rientra in questa rottamazione dal momento che qui opera la Sert e non Equitalia?

Il decreto legge 193/2016, per quanto riguarda le sanzioni amministrative, non fa riferimento ad Equitalia, bensì agli agenti della riscossione. Di conseguenza, laddove il Comune si avvale di un agente della riscossione, la definizione agevolata è consentita. Inoltre, la settimana scorsa, in sede di conversione del decreto legge, le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno approvato un emendamento che estende la rottamazione anche ai Comuni che riscuotono attraverso l’ingiunzione di pagamento e non attraverso il ruolo.

Vorrei sapere la vostra opinione in merito all’esito della rinuncia ai contenziosi pendenti, che il contribuente sottoscrive nel modulo di richiesta, nel caso in cui una volta ricevuto il conteggio il contribuente decida di non procedere al pagamento e di conseguenza decada dal beneficio della definizione agevolata. Decade anche la rinuncia e può continuare i contenziosi pendenti?

Il punto è dubbio e si attendono chiarimenti ufficiali. Si è tuttavia dell’avviso che, proprio perché l’istanza è presentata “al buio”, cioè senza conoscere l’importo da versare, deve essere possibile tornare indietro, prima di pagare la prima rata.

È possibile usufruire della “rottamazione delle cartelle” utilizzando in compensazione i crediti erariali (ad esempio crediti Irpef, Ires, Iva eccetera) con la procedura già attiva presso Equitalia?

No, perché non è possibile utilizzare il modello unificato F24 per il pagamento, il che esclude in radice qualsiasi chance di compensazione.

Si può aderire alla rottamazione pur avendo ottenuto in data 9 dicembre 2015 una precedente rateazione non in regola alla data odierna decaduta per mancato pagamento?

Sì, è possibile aderire alla rottamazione sia con una dilazione in corso sia con una dilazione scaduta.

Se presento la richiesta di rottamazione ed una volta che Equitalia mi comunica gli importi dovuti preferisco non usufruirne, posso continuare con la mia precedente rateazione?

È una questione delicata che sta dividendo gli interpreti. Ad oggi, fatte salve eventuali modifiche apportate dal Parlamento in sede di conversione e in attesa della presa di posizione ufficiale dell’Agente, se non viene definita la rottamazione attraverso il pagamento integrale delle somme dovute, potrebbe non essere più possibile tornare alla precedente dilazione.

Se ho in corso una rateazione, dal momento che presento la richiesta di rottamazione, le rate 2017 della precedente rateazione sono sospese?

Dopo che è stata presentata l’istanza, non occorre proseguire nel pagamento delle rate relative al 2017 per la vecchia dilazione.

Un contribuente ha in essere con Equitalia una cartella riferita a sanzioni e imposte su avviso di accertamento emesso dalle Entrate per il recupero a tassazione di una perdita dell’anno di imposta 2008.Tale atto è stato impugnato tramite ricorso ma non è stata riconosciuta la sospensione della cartella Equitalia. La cartella è comprensiva di sanzioni (imposta e interessi).Tale cartella rientra nella rottamazione prevista dalla legge di bilancio?

Sono definibili anche le cartelle di pagamento emesse in pendenza di ricorso contro l’avviso di accertamento.

Pubblichiamo le risposte ad alcuni dei quesiti inviati dai lettori al Forum online sulla rottamazione delle cartelle.
Le risposte in queste pagine sono a cura di Luigi Lovecchio, Pasquale Mirto, Gabriele Sepio, Silvio Scotti e Chiara Vanni.

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