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Emergenze che chiedono di riprendere il cammino

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L'Analisi|Fisco & Contabilità

Emergenze che chiedono di riprendere il cammino

Per il mondo degli Ordini quella di ieri è stata sicuramente una giornata significativa. Da un lato, infatti, i commercialisti hanno impugnato per la prima volta nella loro storia l’arma dello sciopero (si veda pagina 14). Dall’altro l’Adepp, l’associazione che raggruppa le Casse, ha presentato il suo sesto rapporto su previdenza e redditi dei professionisti. Con dati che certificano, ancora una volta, i problemi aperti per le categorie.

Partiamo da qui. La ricognizione dell’Adepp registra per il 2015 un nuovo calo dei redditi. La buona notizia è che la flessione si è quasi fermata rispetto al 2014 e qua e là si intravvedono i primi segnali positivi. Se si guarda, però, al passato recente, i dati si mostrano in tutta la loro gravità: tra il 2005 e il 2015, la flessione media dei redditi arriva a superare il 25 per cento. E fa delle professioni uno degli specchi fedeli del Paese. Con redditi in calo nella grande crisi, divario fra uomini e donne, forbice fra Nord e Sud. Divari che incrociandosi aprono una voragine fra i professionisti del Nord e le professioniste del Sud. Lo sciopero dei commercialisti, dal canto suo, apre uno squarcio sulle aspettative deluse di fronte alle riforme promesse se è vero che sotto tiro finiscono le semplificazioni “mancate”. Il quadro risente, poi, del cambiamento che vive il lavoro (compreso quello professionale) in questo periodo. Più tecnologia, nuove richieste dai clienti, meno formalismi (almeno come tendenza) che pesano su abitudini e modalità di comportamento delle categorie.

Ci sono, però, alcuni punti fermi. Da un lato le professioni possono avere una capacità propria di adattamento che deriva dalla necessità di organizzare il lavoro quotidiano che è stata affinata negli ultimi anni. Dall’altro, soggetti come le Casse stanno provando a utilizzare le proprie risorse, che fanno gola a molti, cercando di venire incontro alle domande dei propri iscritti. Basti pensare all’attenzione al welfare categoriale e alla riflessione che si fa sugli strumenti in grado di affinare la risposta alle emergenze. Scenari che spingono le Casse ad adottare comportamenti nuovi in tempi rapidi, nonostante a volte il “freno” dei tempi di approvazione delle delibere da parte dei ministeri vigilanti. L’essere “piccoli” se confrontati con la grande Inps, e consapevoli delle esigenze delle professioni, potrebbe essere la carta vincente. Offrire servizi necessari accanto a un welfare integrato è la strada che si è deciso di percorrere con il placet della politica che ai professionisti sta dedicando per la prima volta una legge ad hoc (il Jobs act degli autonomi). Qualcosa di analogo, un doppio binario con percorsi individuali affiancati da azioni collettive, potrebbe accadere anche per gli investimenti in economia reale. Si era temuto che la crisi di Governo mettesse in crisi questo percorso. Ora l’interlocutore c’è e potrebbe dare il proprio contributo. Per non fermare, di fronte a difficoltà obiettive, il cammino che si è intrapreso.

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