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Acqua, sanzioni «soft» per morosità

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SERVIZI COMUNI

Acqua, sanzioni «soft» per morosità

Per chi non paga l’acqua la legge è precisa ma non troppo severa. Il Dlgs 152/2006 afferma che il servizio idrico integrato è un servizio a rete di rilevanza economica i cui costi efficienti di gestione e di investimento, compresi i costi ambientali e della risorsa, devono essere coperti dalla relativa tariffa al fine di garantire l’equilibrio economico – finanziario della gestione e la sostenibilità per tutti gli utenti. Il Dpcm attuativo del 29 agosto 2016 enuncia i seguenti principi :

l’interruzione della somministrazione di acqua all’utente moroso deve tenere conto di molteplici fattori di varia natura, da quelli alimentari, igienico- sanitari e di tutela della salute e della tipologia di utente a quelli di tutela della risorsa fino alla necessità di copertura dei costi del servizio a garanzia dell’equilibrio economico finanziario della gestione ;

il quantitativo minimo di acqua vitale necessario al soddisfacimento dei bisogni essenziali alimentari , igienico sanitari e di tutela della salute è stabilito in 50 litri per abitante al giorno;

nelle utenze in documentate condizioni economiche disagiate il quantitativo minimo vitale deve essere garantito anche in caso di morosità.

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas definisce le direttive per il contenimento della morosità nel settore del servizio idrico integrato e disciplina le seguenti materie:

le modalità e le tempistiche di lettura e di autolettura dei contatori;

le modalità di ammodernamento dei sistemi di misura e di lettura dei consumi;

la periodicità e le modalità di fatturazione ;

le procedure di pagamento anche con definizione di piani di rateizzazione per importi determinati;

le modalità di gestione delle controversie;

le procedure di messa in mora dell’utente e di recupero del credito, assicurando una congrua tempistica per il rientro della morosità;

le procedure per la disalimentazione degli utenti morosi.

Non è consentita la disalimentazione del servizio nei confronti dei seguenti soggetti:

agli utenti domestici che versano in condizioni di documentato stato di disagio economico -sociale, come individuati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas e il sistema idrico in coerenza con gli altri settori della stessa regolati, ai quali è in ogni caso garantito il quantitativo minimo vitale pari a 50 litri abitante – giorno;

alle utenze relative ad attività di servizio pubblico , individuate sempre dalla Autorità in coerenza con gli altri settori dalla stessa regolati. L’autorità per l’energia elettrica e il gas e il sistema idrico nel definire le direttive per il contenimento della morosità nel settore idrico integrato prevede a tutela dell’utente che la sospensione del servizio sia applicata :

per le utenze domestiche residenti morose, diverse dalle utenze morose non disalimentabili,soltanto successivamente al mancato pagamento di un importo pari al corrispettivo annuo dovuto relativo al volume della fascia agevolata;

per tutte le utenze morose, solo dopo la messa in mora da parte del gestore e all’escussione del deposito cauzionale.

L’Autorità stabilisce tra l’altro :gli obblighi di comunicazione all’utenza da parte del gestore prima di procedere alla sospensione del servizio ;

le forme di rateizzazione che il gestore dovrà adottare per la definizione di piani di rientro in caso di morosità ;

le modalità di riattivazione del servizio in caso di sospensione;e le modalità di reintegro da parte dell’utente del deposito condizionale escusso dal gestore , privilegiando forme di rateizzazione con addebito in fattura.

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