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Liquidazioni Iva, arriva la proroga. Ma i commercialisti non ci stanno

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Liquidazioni Iva, arriva la proroga. Ma i commercialisti non ci stanno

Per le comunicazioni Iva in scadenza il 31 maggio potrebbe arrivare una proroga amministrativa. L’annuncio dell’agenzia delle Entrate non placa, però, gli animi dei commercialisti che sottolineano «le criticità da noi denunciate, a cominciare dagli insopportabili costi per i software necessari al nuovo adempimento». Il presidente nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, spiega infatti che «tenuto conto dell’ancora attuale indisponibilità degli applicativi necessari, è indispensabile un rinvio della scadenza, in linea con quanto previsto dallo Statuto del contribuente».

Il viceministro all’Economia, Luigi Casero, ha parlato ieri di un rinvio tecnico di 10-15 giorni ma ai commercialisti non basta: «Avremmo preferito un maggior lasso di tempo per testare l’adempimento e per formare il personale che dovrà effettuare gli invii telematici con il nuovo sistema di trasmissione», ribadisce Miani.

Il rinvio tecnico dovrà essere ufficializzato con un provvedimento dell’agenzia delle Entrate e si concretizzerà, probabilmente, in un periodo di 10-15 giorni in cui non saranno applicate sanzioni.

VERSAMENTI PERIODICI E FLUSSO DEI DATI A REGIME

Le problematiche relative alle nuove modalità di trasmissione delle liquidazioni periodiche Iva sono state oggetto, ieri, di un question time presentato dagli onorevoli Giulio Cesare Sottanelli ed Enrico Zanetti: in particolare, nel quesito di chiedeva al ministero perché per la trasmissione telematica delle comunicazioni periodiche Iva non potesse essere attuata attraverso modalità tradizionali già in uso per gli altri adempimenti.

L’Agenzia ha risposto che la necessità di realizzare la trasmissione dei dati su un solo canale è dettata da «ovvi motivi di economicità e di sforzi di realizzazione»: infatti nell’ipotesi dei due canali per un unico adempimento sarebbe necessario un «adeguamento di entrambe le infrastrutture di ricezione ai valori di picco delle comunicazioni congiunte dati fattura e comunicazione dati liquidazione, che avrebbe implicati ulteriori ulteriori espansioni infrastrutturali con costi rilevanti a carico dello Stato e quindi dei contribuenti».

Per quanto riguarda l’obbligo di apporre la firma digitale, le Entrate ricordano che questo strumento (già in uso, peraltro, per la fatturazione elettronica verso la Pa) «garantisce l’autenticità dell’origine e l’integrità dei dati a prescindere dal canale trasmissivo utilizzato». L’Agenzia ha anche annunciato che metterà a disposizione uno strumento gratuito telematico utilizzabile dagli intermediari che non sono in possesso della firma digitale.

Anche per l’invio dei dati delle liquidazioni periodiche Iva l’Agenzia assicura che «sarà disponibile gratuitamente un software».

«Il software messo a disposizione dall’Agenzia - ribatte però Miani - consentirà l’invio di un unico file per più soggetti, e non può di fatto essere utilizzato dai noi professionisti, non essendo possibile trasferire automaticamente i dati dai nostri software gestionali a quello predisposto dall’Agenzia per l’invio delle comunicazioni».

Per il presidente dei commercialisti «Il dato di fatto è che a meno di trenta giorni dalla sua scadenza ci troviamo ancora in uno stato di grande incertezza per un adempimento che era stato annunciato senza costi e complicazioni».

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