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Cresciuti dell’80% i congedi obbligatori dei neo papà

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Cresciuti dell’80% i congedi obbligatori dei neo papà

(Marka)
(Marka)

Tra il 2013 e il 2016 è cresciuto dell’80% il numero di papà lavoratori dipendenti che ha usufruito del congedo obbligatorio per l’arrivo di un figlio. L’anno scorso sono stati 91.136, rispetto ai 50.747 di quattro anni fa. Forte crescita percentuale anche per il congedo facoltativo, anche se i numeri assoluti sono nettamente inferiori: da 5.432 si è arrivati a 9.381, con un picco però nel 2015 a quota 9.582.

Il congedo per i papà è stato introdotto dalla legge 92/2012 e, inizialmente, era previsto un giorno di astensione obbligatorio (compatibile con quello della mamma) e di due giorni per quello facoltativo, in questo caso alternativo a quello dell’altro genitore. Dall’anno scorso quello obbligatorio è stato portato a due giorni, che diventeranno quattro nel 2018. In compenso da quest’anno non è più previsto quello facoltativo.

L’assenza obbligatoria deve essere fatta entro il quinto mese di ingresso del bambino in famiglia, che sia per una nascita, affido o adozione, nazionali o internazionali. Il lavoratore interessato deve inviare la domanda all’Inps se quest’ultimo paga le relative indennità, mentre se le stesse sono anticipate dal datore di lavoro, la comunicazione di fruizione del congedo deve essere presentata in forma scritta direttamente al datore di lavoro. Tutte le indicazioni al riguardo sono contenute nella circolare 40/2013 dell’Inps che è tuttora valida.

L’aggiornamento al 2016 dei dati riguardanti l’utilizzo del congedo per i papà (sul sito Inps il relativo osservatorio è fermo al 2015) è stato fornito dal ministero del Lavoro in risposta a un’interrogazione in commissione Lavoro presentata dall’onorevole Titti Di Salvo quale prima firmataria. Nell’interrogazione si evidenzia che «opportunamente» a livello normativo si sta preferendo il congedo obbligatorio a quello facoltativo da usare in alternativa a quello della madre, ma «l’entità della misura appare ancora troppo limitata per facilitare quel cambio culturale che necessità al nostro mercato del lavoro».

Effettivamente, come riportato nella stessa interrogazione, la situazione normativa in altri Paesi europei è decisamente differenze: in Francia sono previsti 11 giorni di congedo obbligatorio, in Spagna 15, in Danimarca due settimane, in Norvegia ben 6 settimane. Va rilevato che, benché sia «obbligatorio», in Italia non sono previste sanzioni nel caso di mancato utilizzo del congedo. Per avere un riferimento, nel 2015 le astensioni per maternità delle dipendenti del settore privato sono state 195mila, a fronte di 72.630 congedi obbligatori dei papà.

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