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Versamenti Iva dopo il 16 marzo anche per chi ha esercizi «a cavallo»

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Dopo la «manovrina»

Versamenti Iva dopo il 16 marzo anche per chi ha esercizi «a cavallo»

  • – dalla Redazione

Le Entrate rispondono tempestivamente alle richieste di chiarimento sulle novità introdotte dalla «manovrina» (Dl 50/2017) sull’Iva. Con la risoluzione n.
73/E pubblicata oggi, infatti, l'Agenzia scioglie i dubbi degli operatori in merito ai soggetti che hanno la possibilità di far slittare il pagamento del saldo Iva al 30
giugno, alla rateazione del debito Iva in caso di versamento differito e alla compensazione con i crediti delle imposte dirette.

Possono versare l'Iva oltre il 16 marzo, si legge nel comunicato dell’Agenzia, anche i soggetti con esercizio non coincidente con l'anno solare. Inoltre, è confermata la possibilità di compensare il debito Iva con i crediti delle imposte dirette che emergono dalla dichiarazione annuale dei redditi e di applicare la maggiorazione dello 0,40% soltanto alla parte del debito non compensata.

Salva anche l'opportunità di versare il saldo Iva annuale fino al 30 luglio: in questo caso, fino al 30 giugno, occorre maggiorare la somma dovuta dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo; su quest'ultimo importo, per il mese di luglio, bisogna calcolare gli ulteriori interessi dello 0,40%.
Inoltre, chi si avvale dello slittamento dei termini di versamento può iniziare
la rateizzazione a decorrere dal 30 giugno.

La risoluzione chiarisce, inoltre, che è sempre possibile compensare, anche in caso di rateazione, e che, come previsto in linea generale, l'incremento dello 0,40% deve essere applicato soltanto all'importo effettivamente da versare al netto della compensazione.

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