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Onlus, detrazione al 30% dal 2018

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riforma terzo settore

Onlus, detrazione al 30% dal 2018

(Fotogramma)
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Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri in via definitiva gli ultimi decreti attuativi della legge delega per la riforma del Terzo settore che si vanno ad aggiungere al decreto di costituzione della fondazione Italia sociale e a quello sul servizio civile universale. Perno dell’intera riforma sarà il nuovo Codice del Terzo settore che interesserà la vasta platea del no profit italiano che conta oggi più di 300mila associazioni ed enti di vario genere e 5 miloni di volontari. Per la prima volta viene introdotta una definizione di «Ente del Terzo settore» cui verrà assegnato l’acronimo Ets a seguito dell’iscrizione nel Registro unico nazionale. Quest’ultimo sarà gestito dalle Regioni per il tramite di una piattaforma e sostituirà i tanti registri oggi esistenti (compresa l’anagrafe delle Onlus), uniformando così le regole di accesso alla disciplina del Codice del terzo settore, compresi i nuovi regimi fiscali cui è destinata una gran parte dei 190 milioni di euro previsti per l’attuazione della riforma.

La maggiore uniformità del comparto no profit verrà garantita da un regime fiscale omogeneo per tutti gli Ets, con l’obiettivo di superare le varie discipline settoriali che in molti casi hanno reso evanescente il confine tra attività commerciali e non commerciali. Con riferimento a quest’ultima distinzione il Codice affianca alle disposizioni specifiche che disciplinano le varie attività non commerciali (ad esempio, raccolta fondi o quote associative), una disposizione di carattere generale ( articolo 79) che esclude la commercialità per le attività di interesse generale i cui costi, effettivamente sostenuti, non superano i corrispettivi ricevuti. Ai fini del computo si tiene conto anche degli apporti economici delle pubbliche amministrazioni; si pensi alle ipotesi in cui l’ente svolga attività convenzionata con queste ultime, come nel caso delle case di cura.

Gli Ets assumono la qualifica di enti non commerciali quando l’attività no profit prevale rispetto a quella commerciale i cui utili potranno essere tassati beneficiando di un regime forfettario opzionale basato su coefficienti di redditività che tengono conto del volume di ricavi prodotto (articolo 80).

Per le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, con ricavi inferiori a 130mila euro, inoltre, è ammessa un’opzione ulteriore, grazie alla previsione di un regime speciale basato su coefficienti di redditività ridotti (1 o e 3 per cento) senza obbligo per l’ente di emettere fattura e senza detrazione dell’Iva sugli acquisti (che si trasforma così in un costo deducibile).

Nel caso in cui l’attività commerciale risulti prevalente gli Ets avranno la possibilità di accedere al regime dell’impresa sociale, per la prima volta reso fiscalmente vantaggioso grazie alla detassazione degli utili reinvestiti.

In attesa dell’operatività del Registro unico nazionale, le Onlus, Odv e Aps potranno applicare gia dal 1° gennaio 2018 una serie disposizioni agevolative, come le esenzioni dall’imposta sulle successioni, donazioni, registro, ipotecarie e catastali in caso di trasferimento di beni destinati allo svolgimento delle attività di interesse generale. Per Odv e Aps viene introdotta una nuova norma di favore che esenta ai fini Ires gli immobili e i redditi da questi rinvenibili destinati in via esclusiva allo svolgimento o al finanziamento di attività non commerciale.

Per chi effettua erogazioni liberali a favore di enti del terzo settore, dal 1° gennaio 2018 è prevista una detrazione pari al 30 per cento, che sale al 35 nel caso in cui beneficiaria sia una Odv. A fronte di liberalità in denaro o in natura erogate da persone fisiche, società e enti è ammessa la deducibilità nei limiti del 10 per cento dichiarato, con eliminazione del limite di 70mila euro prima previsto dal Dl 35/2005 («più dài meno versi»).Sempre a partire dal 2018 entreranno in vigore anche le disposizioni tese a favorire i finanziamenti alle attività di interesse generale svolte dagli Ets, come i cosiddetti «titoli di solidarietà» e le piattaforme di social landing.

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