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Definizione agevolata, tempi molto stretti per aderire alla sanatoria

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Fisco & Contabilità

Definizione agevolata, tempi molto stretti per aderire alla sanatoria

La definizione delle liti pendenti entra finalmente nel vivo. A segnare il conto alla rovescia è stata la diffusione, la scorsa settimana, dell’applicativo per compilare e trasmettere l’istanza di adesione sul sito delle Entrate, denominata «DCT». Queste le date da non dimenticare e le modalità da seguire per il calcolo e il versamento in autoliquidazione del dovuto.

La presentazione dell’istanza
Fino al 2 ottobre 2017 è possibile presentare in via telematica la domanda di definizione delle liti pendenti, utilizzando il modello approvato con provvedimento delle Entrate del 21 luglio scorso. La domanda, esente da bollo, può essere trasmessa direttamente dal contribuente usando i servizi telematici Entratel o Fisconline o tramite intermediario abilitato o ancora recandosi presso un qualsiasi ufficio territoriale delle Entrate, ricordando che occorre inviare una distinta domanda per ogni lite relativa al singolo atto impugnato.

Il versamento delle somme
Sempre entro il 2 ottobre 2017 devono essere calcolate le somme dovute (imposte e interessi da ritardata iscrizione a ruolo, a prescindere dalle pronunce giudiziali intervenute o, in caso di liti su sanzioni non collegate al tributo o su interessi di mora, il 40% degli importi in contestazione) e versate con modello F24, per intero o a rate. Il pagamento - in una unica soluzione o della prima rata - deve essere effettuato prima dell’invio della domanda o al massimo nello stesso giorno, dovendo essere indicato nell’istanza.

Se le somme dovute non superano complessivamente i 2mila euro, il pagamento deve avvenire in un’unica soluzione. Qualora, invece, superino i 2mila euro, i versamenti possono avvenire anche in un massimo di tre rate:

la prima rata, da versare entro il 2 ottobre, deve rappresentare il 40% degli importi dovuti;

la seconda rata, da pagare entro il 30 novembre 2017, deve rappresentare l’ulteriore 40%;

la terza e ultima rata, pari al restante 20%, va versata entro il 2 luglio 2018.

Sia la seconda che la terza rata devono essere maggiorate degli interessi legali da calcolare a decorrere dal 3 ottobre 2017.

Nella liquidazione degli importi, vanno computati gli importi contestati nell’atto introduttivo del giudizio, comprensivi degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo fino al 60° giorno successivo alla data di notifica dell’atto, al netto delle sanzioni collegate al tributo.

Gli eventuali importi già pagati a titolo di imposte, sanzioni e interessi, per effetto della riscossione frazionata, ad eccezione degli aggi della riscossione, andranno scomputati dalle somme dovute. C come per la presentazione del modello, per ogni controversia occorre effettuare un distinto versamento.

La rottamazione dei ruoli
Alcune delle controversie definibili avrebbero anche potuto essere oggetto di di definizione agevolata dei carichi (Dl 193/2016, articolo 6). In questo caso, è possibile presentare l’istanza di definizione delle liti pendenti a condizione che non sia stata presentata quella di rottamazione (il cui termine è scaduto il 21 aprile 2017).

Al contrario, invece, se la controversia è stata già oggetto di istanza di rottamazione, è possibile fruire della definizione delle liti pendenti solo unitamente alla rottamazione stessa.

Ad esempio, se un contribuente ha presentato entro il 21 aprile 2017 istanza di rottamazione di una controversia per la quale sono stati iscritti a ruolo i 2/3 delle imposte e delle sanzioni collegate al tributo entro il 31 dicembre 2016, il processo per il restante terzo degli importi dovuti si estingue con l’integrale stralcio delle sanzioni, se entro il 2 ottobre 2017 viene presentata istanza di definizione delle liti e pagata la somma dovuta a titolo di imposta (per intero o anche nella misura del 40% a titolo di prima rata) e sempreché vengano effettuati tempestivamente e integralmente i pagamenti dovuti in base alla rottamazione.

Gli enti territoriali
Il 31 agosto 2017 è il termine ultimo entro cui hanno la facoltà di deliberare la definizione delle liti pendenti gli “enti territoriali”. Dunque non solo Regioni, Province, Comuni, ma anche gli altri come le Camere di commercio. La decisione va adottata con le forme previste per l’adozione dei propri atti.

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