Norme & Tributi

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Quali elementi vanno indicati nel modello per definire le liti ?

Nel modello vanno indicati, tra l’altro: il codice dell’ufficio legale della direzione provinciale o della direzione regionale parte del processo; il numero identificativo dell’atto impugnato, il periodo di imposta accertato e la data di notifica del ricorso; il giudice adito o che ha reso la pronuncia, il numero del registro generale ricorsi (Rgr) o registro generale appelli (Rga), nonché l’opzione per l’eventuale pagamento rateale

Come si versano le somme per definire le liti pendenti?

I versamenti delle somme dovute vanno effettuati mediante modello F24, facendo riferimento ai codici tributo individuati nella risoluzione 108/E/2017 e indicando il codice dell’ufficio legale della direzione provinciale o della direzione regionale (lo stesso da indicare nella domanda di definizione) e nel campo relativo all’anno il periodo di imposta oggetto dell’atto impositivo

Sono definibili le liti di valore non superiore a 20mila euro e che sono state impugnate mediante reclamo-mediazione?

Sì, per la definizione agevolata delle liti pendenti è necessario che la notifica del ricorso introduttivo sia avvenuta entro il 24 aprile 2017, anche mediante la procedura di reclamo mediazione. Inoltre, per beneficiare della definizione, la lite deve rientrate nella giurisdizione tributaria e deve essere pendente anche presso la Cassazione

Sono definibili le liti che hanno per oggetto l’impugnazione di atti emessi dall’agenzia delle Dogane o dall’Inps?

No, sono infatti escluse le liti fiscali in cui è controparte un ente impositore diverso dall’agenzia delle Entrate e/o quelle extra-tributarie, riguardanti ad esempio i contributi previdenziali e assistenziali. Tuttavia, entro il 31 agosto 2017, gli enti territoriali possono, per le controversie tributarie, deliberare l’accesso alla definizione delle liti

Sono definibili le liti che hanno per oggetto l’impugnazione di cartelle esattoriali o altri atti della riscossione?

Sì, nella misura in cui si tratti di liti tributarie e che la controparte sia l’agenzia delle Entrate. La definizione delle liti pendenti, invece, non è ammessa laddove la controparte sia rappresentata dall’allora Equitalia (ora agenzia delle Entrate-Riscossione) nel caso in cui, ad esempio, il contribuente abbia impugnato la cartella o altro atto della riscossione per vizi propri

Se si opta per il pagamento in due rate anziché in tre rate, quali sono gli importi da versare?

Se si intende pagare in due rate, occorrerà specificarlo nel modello dell’istanza da presentare entro il 2 ottobre 2017. Inoltre, la prima rata, il cui termine coincide sempre con il 2 ottobre 2017, deve comunque riguardare il 40% degli importi, mentre la seconda rata, il cui termine di pagamento scade il 30 novembre 2017, deve essere pari al rimanente 60%, fermi restando gli interessi legali da calcolare a decorrere dal 3 ottobre 2017

In caso di diniego della definizione delle liti pendenti da parte delle Entrate, quali sono i rimedi?

È sempre possibile impugnare il diniego entro 60 giorni dalla relativa notifica dinanzi all’organo giurisdizionale presso cui pende la lite. Inoltre, laddove la definizione della lite sia chiesta in pendenza del termine per impugnare la sentenza, è possibile impugnare il diniego insieme alla medesima sentenza entro 60 giorni dalla notifica del diniego

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