Norme & Tributi

Mifid 2, in banca arriva più trasparenza sui costi

  • Abbonati
  • Accedi
mercati finanziari

Mifid 2, in banca arriva più trasparenza sui costi

(Olycom)
(Olycom)

Entra oggi in vigore il decreto (Dlgs 3 agosto 2017 n. 129, ieri sulla Gazzetta) che attua la direttiva Mifid 2 (Market in financial instruments directive) e il regolamento Mifir (Markets in financial instruments regulation) in materia di mercati degli strumenti finanziari (si veda anche l’analisi a pagina 19 del supplemento Plus in edicola oggi con il Sole 24 Ore). Le modifiche al Tuf, testo unico della finanza, saranno comunque operative dal 3 gennaio prossimo.

La Mifid 2 definisce i requisiti necessari alle imprese di investimento per operare nei mercati finanziari in base a una serie di elementi quali autorizzazione e condizioni di esercizio, prestazione di servizi da parte di imprese di paesi terzi mediante succursale, controllo dell’applicazione della normativa da parte delle autorità competenti. Il regolamento Mifir disciplina, tra l’altro, i requisiti uniformi in relazione alla comunicazione al pubblico di dati sulle negoziazioni. La normativa indica i poteri di intervento sui prodotti finanziari conferiti alle autorità competenti, all’Esma e all’Abe.

Con questo recepimento anche in Italia si vuole cercare di aumentare la trasparenza delle negoziazioni ma soprattutto la tutela degli investitori, attraverso una maggiore responsabilizzazione degli intermediari, una più approfondita consapevolezza degli investitori (mettendo a disposizione informazioni sempre più dettagliate e più frequenti) rafforzando i presidi ed i poteri di controllo delle Autorità di vigilanza di settore che avranno un ruolo sia al momento dell’autorizzazione all’esercizio, sia all’emissione del prodotto finanziario sia durante la gestione del rapporto. In quest’ottica, il decreto amplia gli obblighi di comunicazione alla clientela su costi e oneri connessi ai servizi di investimento o accessori, incluso il costo della consulenza (se rilevante), il costo dello strumento finanziario raccomandato o venduto al cliente e le modalità con cui il cliente può remunerare il servizio d’investimento. Le informazioni di tutte le voci di costo, ad esempio, vanno presentate in forma aggregata, per consentire di conoscere il costo complessivo e il suo impatto sul rendimento atteso.

Una serie misure puntano poi a ridurre il rischio che eventuali prodotti non siano adeguati al cliente finale. Aumentano così i poteri di vigilanza dei regolatori nazionali e Ue che potranno proibire o restringere la negoziazione e il collocamento di alcuni strumenti finanziari o depositi strutturati e le attività o pratiche finanziarie da loro ritenute riduttive della protezione degli investitori.

Se con le precedenti normative le banche ovvero le imprese di investimento erano tenute ad acquisire informazioni in merito a conoscenze ed esperienze del cliente, con la Mifid 2 dovranno definire quali strumenti finanziari saranno adeguati al cliente individuando la capacità del cliente stesso di poter far fronte a eventuali perdite vagliando la sua predisposizione al rischio. Tale valutazione dovrà altresì essere effettuata sia per un investimento singolo sia quando la banca o l’impresa di investimento consigli una pluralità di prodotti o servizi, in questo caso la valutazione di adeguatezza dovrà avvenire in relazione all’intero pacchetto.

Nella circostanza in cui invece gli intermediari effettuino una consulenza agli investimenti dovranno previamente condividere con il cliente le motivazioni che lo hanno portato a considerare che l’operazione consigliata possa realmente corrispondere alle sue aspettative. Interessante anche il completamento disciplina dell’istituto della segnalazione delle violazioni con la finalità di attuare una disciplina unitaria e organica anche nell’ambito del sistema finanziario italiano con l’introduzione norme di carattere generale, che introducono il whistleblowing interno e quello esterno. Infine è disciplinata la possibilità di banche di Paesi terzi di operare anche senza succursale.

© Riproduzione riservata