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Ordini professionali: il 30 novembre in piazza per l’equo compenso

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Ordini professionali: il 30 novembre in piazza per l’equo compenso

Da sinistra, Marina Calderone e Armando Zambrano
Da sinistra, Marina Calderone e Armando Zambrano

Professionisti iscritti ad Ordini e Collegi in piazza a Roma, il 30 novembre (giovedì), per reclamare l'introduzione nell'ordinamento di un equo compenso per le prestazioni.

A decidere di rompere gli indugi i due organismi che li riuniscono, il Cup (Comitato unitario delle professioni) e Rete delle professioni tecniche (Rtp): «L'equo compenso non ha nulla a che vedere con la reintroduzione delle tariffe minime obbligatorie - affermano i due presidenti Marina Calderone ed Armando Zambrano, contestando le “presunte criticità” evidenziate dal Dipartimento delle politiche europee della presidenza del Consiglio dei ministri a proposito del Ddl per la giusta remunerazione dei servizi professionali del presidente della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi (Epi) - e, pertanto, non c'è alcun motivo per fermare l'iter legislativo avviato in parlamento per colmare il vuoto creatosi a partire con le liberalizzazioni del 2006».

Il testo, proseguono, prevede di usare per determinare le soglie di pagamento “i parametri ministeriali” che sono “fonti statali e non atti delle professioni regolamentate, per cui è escluso che possano essere qualificati come intese restrittive della concorrenza”. L'appuntamento per i consigli nazionali aderenti al Cup e alla Rtp, nonché per le rappresentanze territoriali, si chiude la nota, «è fissato per il 30 novembre a Roma, dove è stata organizzata una grande manifestazione a sostegno della dignità dei professionisti che esprimono la volontà di andare fino in fondo” in una “battaglia di civiltà giuridica».

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