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Tasso sul credito agevolato, a novembre valori invariati

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Tasso sul credito agevolato, a novembre valori invariati

(Afp)
(Afp)

Valori stabili a novembre nel tasso di riferimento per il credito agevolato ad industria, commercio, artigianato, editoria, industria tessile e zone sinistrate del Vajont (settore industriale), la cui misura in vigore dal primo del mese si mantiene sul valore di 2,23 %, lo stesso valore del mese di ottobre.

A seguito del presente andamento il valore dell’indicatore non si discosta dai livelli raggiunti lo scorso mese di agosto e si prolunga in tal modo il periodo di sostanziale stabilità che sta caratterizzando tutta la seconda parte dell’anno, dopo i tre mesi di ribassi consecutivi che hanno interessato l’evoluzione del parametro sino allo scorso mese di luglio.

Le poche variazioni intervenute hanno, infatti, presentato segni opposti e intensità minime, con la conseguenza che gran parte dei tassi agevolati delle leggi che dipendono dal tasso di riferimento nazionale continuano a segnare una stabilità sui valori degli scorsi mesi.

Siamo in presenza di una stabilità, anche nei valori del tasso di riferimento comunitario da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione per la concessione di incentivi a favore delle imprese. Il livello di questo indicatore resta stabile sul valore dello 0,85%, (-0,15 tasso base maggiorato di 100 punti) con decorrenza dal 1° ottobre 2017, con una flessione dello 0,02 % rispetto al precedente valore dello 0,87% in vigore per il bimestre agosto-settembre.
Si mantiene sempre fermo anche il tasso di sconto comunitario dopo l’ultima modifica decisa dalla Banca centrale europea, che ha azzerato il livello del tasso minimo di offerta sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema, con validità a partire dall’operazione con regolamento 16 marzo 2016. La diminuzione del valore del parametro rispetto alla precedente misura dello 0,05% è stata dello 0,05 per cento.

Un andamento analogo, nella sostanza, a quello già riscontrato per il parametro di riferimento si ritrova anche nell’evoluzione dei rendimenti effettivi lordi dei titoli pubblici, che presentano un decremento di intensità minima; il dato per settembre 2017 del rendistato si fissa all'1,254%, con una variazione in diminuzione pari allo 0,012%, rispetto al valore di 1,266 % fatto segnare ad agosto.

Rammentiamo che all’andamento del rendistato è direttamente legato il valore del tasso di riferimento, di cui rappresenta la componente variabile unitamente al valore della commissione onnicomprensiva a favore degli istituti di Credito che, al contrario, resta fissa per tutto l'anno.

Indicatori finanziari nazionali

Siamo in presenza di un prolungarsi del periodo di stabilità sino a ottobre anche nell’evoluzione dei valori dell’Euribor (Euro Interbank Offered Rate); le misure medie mensili relative all’Euribor tre mesi, che rappresenta il tasso di riferimento per il mercato interbancario, si mantengono infatti sul valore negativo di 0,329% per l'indicatore a base 360 e 0,334% per l’indicatore a base 365, in entrambi i casi senza alcuna variazione rispetto ai precedenti dati di settembre: si tratta del terzo mese consecutivo in cui non si rileva alcuna variazione nei valori medi. I valori puntuali con valuta 1° novembre 2017 si fissano al 0,331% per il 360 e 0,336% per il 365.

Di intensità minima è anche la variazione che si segnala per la media mensile dell’Euribor ad un anno, i cui valori, sempre negativi, si attestano rispettivamente allo 0,179% per l’indicatore a base 360 e 0,184% per l’indicatore a base 365, con la medesima diminuzione dello 0,012 % rispetto ai precedenti dati di settembre.

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