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Lo spesometro diventa annuale, stop alle sanzioni

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Lo spesometro diventa annuale, stop alle sanzioni

Stop alle sanzioni sullo spesometro, invio annuale e possibilità di cumulare l’invio al Fisco delle mini-fatture (quelle fino a 300 euro). Non solo. Sul fronte Iva le imprese tornano sperare in un dietrofront del Governo sulla stretta alle detrazioni: dall’obbligo di utilizzo nell’anno introdotto con la manovra correttiva di primavera, tutti i gruppi politici chiedono il ritorno dei due anni entro cui poter sfruttare la detrazione Iva. Spazio, inoltre, alla possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso anche in presenza di un avviso bonario per le mancate risposte alle lettere inviate dalle Entrate sui ritardati pagamenti Iva.

Prende corpo, o meglio si trasforma in norme, la “risoluzione Sanga” per semplificare lo spesometro come per altro richiesto dal direttore dell’agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, in audizione sempre a Montecitorio. A presentare gli emendamenti al Dl fiscale sono però i senatori dove il provvedimento collegato alla manovra inizierà l’esame in commissione Bilancio dalla prossima settimana dopo il voto in Sicilia. Si parte dal caos spesometro dei mesi scorsi sul primo invio delle fatture emesse e ricevute che per maggioranza e opposizioni non può ricadere su imprese e intermediari. In questo senso vanno gli emendamenti che escludono l’applicazione delle sanzioni se la «trasmissione corretta delle fatture ovvero la comunicazione corretta delle liquidazioni periodiche da inviare entro il 31 dicembre 2017 è effettuata entro il 28 febbraio 2018».

Anche se Ruffini aveva aperto a una possibile trasmissione semestrale i senatori chiedono uno sforzo maggiore al Governo e al Fisco per passare, dal 2018, a un invio annuale dei dati delle fatture entro «l’ultimo giorno del secondo mese successivo all’anno di riferimento», in sostanza sempre a febbraio. Nulla invece dovrebbe cambiare per la trasmissione delle comunicazioni sulle liquidazioni Iva, anche per non compromettere le capacità di controllo “lampo” del Fisco. Spazio anche alle comunicazioni “cumulate” in presenza di microfatture, indicate in quelle di importo inferiore ai 300 euro.

Fronte bipartisan per accogliere l’appello ripetuto delle imprese sui termini del diritto alla detrazione Iva. La manovra di primavera ha tagliato i tempi consentendo ai contribuenti di esercitare il diritto nerll’anno in cui l’imposta diviene esigibile. Le diverse proposte emendative al Dl chiedono di ripristinare il precedente termine, ossia la possibilità di esercitare il diritto alla detrazione fino alla dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto e alle «condizioni esistenti al momento della nascita» della detrazione spettante.

Stop a più voci anche alla possibilità delle Entrate di escludere dal ravvedimento operoso i contribuenti “a ridotto rischio fiscale” per i ritardati pagamenti dell’Iva dovuta in base agli alert (lettere di compliance) di irregolarità inviate in corso d’anno. L’obiettivo dei correttivi proposti da maggioranza e opposizioni all’articolo 1 del decreto fiscale puntano a limitare, il controllo preventivo dei versamenti periodici dell’Iva, prima della presentazione della dichiarazione annuale, ai soli contribuenti «che presentano un elevato rischio fiscale». Per individuare i più scaltri a maggior tasso di evasione, i senatori chiedono all’agenzia delle Entrate un provvedimento ad hoc che guardi con particolare attenzione ai comportamenti pregressi dei contribuenti.

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