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I sindacati dei commercialisti frenano sulle specializzazioni

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I sindacati dei commercialisti frenano sulle specializzazioni

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I sindacati dei dottori commercialisti – Aidc, Adc e Unione giovani – perplessi sulle specializzazioni. Beninteso, il principio è, nelle linee generali condiviso, ‎ma è il metodo e la concreta attuazione che destano preoccupazioni.

Tutto nasce da un emendamento da inserire nel Ddl di conversione del decreto fiscale, preparato dal Consiglio nazionale e dal ministero della Giustizia che costituisce la delega per introdurre nell’ordinamento professionale le specializzazioni. L’iniziativa non è stata condivisa con le rappresentanze sindacali di categoria e neppure, secondo l’Ordine di Roma, con i vertici territoriali della professione.

I timori che la specializzazione si traduca in un meccanismo inefficiente e inefficace è emerso al convegno promosso, a Roma, da Aidc, Adc e Unione giovani sul tema della previdenza e del welfare, alla presenza del presidente e del vice presidente della Cassa, Walter Anedda e Sandro Villani.

Paolo Limiti, Unione giovani, Barbara Ricciardi, Aidc, e Simonetta Rinaldi, Adc, hanno sollecitato la Cassa a implementare le iniziative di welfare per sostenere la professione, che ha attraversato le difficoltà della crisi economica e ora si trova di fronte alla necessità di cambiare per la digitalizzazione e il progressivo venir meno (soprattutto dal punto di vista della remunerazione) delle attività collegate agli adempimenti fiscali.

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