Norme & Tributi

Professionisti, reddito in crescita. E le donne sono un terzo

  • Abbonati
  • Accedi
CONGRESSO DI CONFPROFESSIONI

Professionisti, reddito in crescita. E le donne sono un terzo

Sono quasi 1,4 milioni (solo un terzo donne) i liberi professionisti a fine 2016, cioè «oltre il 5% delle forze lavoro in Italia e il 25% del complesso del lavoro indipendente». E il loro reddito, contrariamente alle sensazioni diffuse «risulta in tendenziale crescita negli ultimi anni»: circa 44.600 euro pro capite lordi annui per le professioni ordinistiche, con un volume d'affari complessivo passato dai 188 milioni 440.000 euro del 2011 agli oltre 211 milioni del 2015. Cambia anche, in positivo, la percentuale di Pil rappresentata dalle attività professionali: nel 2015 era del 12,8% e nel 2011 l'11,5%. Lo si legge nel Rapporto 2017 sulle libere professioni (basato sull'esame dei dati dell'Adepp, l'Associazione delle Casse previdenziali private, della Società Sose del Ministero dell'Economia) elaborato dall'Osservatorio di Confprofessioni e illustrato oggi dal coordinatore Paolo Feltrin, in apertura del congresso dell'organizzazione, oggi, a Roma.
Tra gli altri dati emersi va segnalato che ci sono, in Italia, 24 esponenti di diverse categorie ogni 1.000 abitanti: «da 30 unità per 1.000 abitanti in Emilia Romagna a 14 in Calabria e, in generale, in tutto il Mezzogiorno tale valore non supera le 21 unità». Inoltre, «le libere professioni si dimostrano essere un settore prevalentemente maschile, due terzi sono uomini», con presenza femminile comunque maggiore al Centro-Nord (37%) che al Sud (30%).
L'età media è di 46,4 anni e nell'ultimo decennio aumentata complessivamente di circa due anni.
Il reddito lordo, più in dettaglio, è fortemente divaricato tra le categorie: si passa «dai 20.000 euro annui degli studi di psicologia ai 244.000 delle attività notarili». Complessivamente, «il reddito medio nelle professioni ordinistiche (limitatamente, però, ai segmenti coperti dagli studi di settore) incontra diverse fluttuazioni tra il 2006 e oggi, attestandosi, tuttavia, al 2015 sullo stesso valore registrato a inizio periodo: 46.000 euro annui».

© Riproduzione riservata