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Assegno divorzile ritoccabile se il reddito del coniuge è…

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corte di cassazione

Assegno divorzile ritoccabile se il reddito del coniuge è «adeguato»

Nessun assegno divorzile né, tantomeno, una quota di Tfr per la ex moglie: il riconoscimento della proprietà esclusiva della casa coniugale e di due appartamenti di proprietà le consentono un reddito adeguato tale da garantirle un tenore di vita dignitoso.

Sempre più consolidato il principio lanciato nel 2017, con l'ormai celebre sentenza sul caso Grilli. «Sposarsi - avevano scritto allora i giudici nella sentenza 11504 - è un atto di libertà e auto-responsabilità e se le cose vanno male si torna ad essere persone singole, senza rendite di posizione». Una rivoluzione giurisprudenziale che ha definitivamente archiviato il principio del tenore di vita goduto durante il matrimonio, quale presupposto inderogabile in materia di assegni divorzili, rimpiazzandolo con il parametro dell'autosufficienza economica.

«Il diritto all'assegno e ad una quota di Tfr - si legge nella sentenza 2042 depositata ieri (26 gennaio) - trova il suo fondamento nel dovere inderogabile di solidarietà economica e sociale tra persone che hanno condiviso la loro vita». L'osservazione - almeno in apparenza aperturista nei confronti della ex moglie - trova un ulteriore rafforzamento nel passaggio successivo della sentenza, in cui si ricordano le discriminazioni economiche della donna nel luogo di lavoro e, più in generale, l'emarginazione che talora la colpisce nei più diversi settori. Eppure, nonostante il lungo preambolo, i giudici individuano nella situazione patrimoniale ereditata dalla donna elementi sufficienti a perseguire un tenore di vita dignitoso.

Analogo orientamento è espresso anche nella seconda sentenza in materia di assegno divorzile depositata ieri: la 2043 del 26 gennaio.
In questo caso la Suprema corte accoglie la riparametrazione dell'assegno richiesta dall'ex marito in virtù di alcuni cambiamenti reddituali intervenuti a suo sfavore.

Riconoscendo una riduzione stipendiale dell'uomo del 40% e un miglioramento della situazione economica della donna - divenuta proprietaria esclusiva di un immobile ricevuto in eredità - i giudici accolgono la richiesta dell'uomo. Anche in questo caso la Cassazione sentenzia che l'assegno va contenuto nella stretta misura in cui venga raggiunto l'obiettivo dell'autosufficienza economica.

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