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Danno patrimoniale al consigliere non eletto

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le sentenze della cassazione

Danno patrimoniale al consigliere non eletto

Scatta il danno non patrimoniale per l'aspirante consigliere comunale al quale sia stata attribuita ingiustamente una causa di incompatibilità inesistente, facendo così sfumare la possibilità di essere eletto. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza 1906 del 25 gennaio.
Il caso, scoppiato in un paese del cosentino, risale al 2015. Rivoltosi al tribunale, l'aspirante consigliere si è visto riconoscere dai giudici di Cosenza «l'insussistenza» della causa di incompatibilità dalla carica e la condanna da parte del Comune al risarcimento del danno non patrimoniale per l'ingiusta esclusione dal Consiglio comunale. Il Tribunale ha disposto inoltre l'immediata reintegrazione dell'uomo e condannato il Comune al risarcimento del danno.

Un anno dopo la Corte di appello di Catanzaro ha dichiarato il difetto di legittimazione del Comune, in ordine alle questioni relative alla decadenza dalla carica di consigliere e, preso atto che la subentrante non avesse presentato doglianza, ha definito la questione «passata in giudicato».

I giudici dell'appello hanno ritenuto invece il Comune legittimato in ordine alla causa di risarcimento del danno, connessa con quella elettorale, perchè fondata sugli stessi presupposti e hanno definito provato il danno, poichè derivante dalla privazione del diritto dovere di esercitare la carica, confermando la liquidazione effettuata dal Tribunale.
Versione confermata dalla Cassazione, che ha rigettato il ricorso presentato dal Comune.

Nella sentenza di ieri i giudici della Suprema Corte hanno richiamato un principio inderogabile, secondo cui il danno non patrimoniale, anche quando sia determinato dalla lesione di diritti inviolabili della persona, costituisce danno conseguenza che - oltretutto - deve essere allegato e provato.
Nel caso incriminato, i giudici sottolineano la comprensibile frustrazione dell'amministratore pubblico, cui è stato impedito l'esercizio del mandato. Egli, infatti, è stato privato del diritto-dovere di esercitare la carica di consigliere comunale, benchè eletto e senza che vi fossero cause d'incompatibilità.

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