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Un comportamento è abituale con almeno due illeciti alle spalle

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le sentenze della cassazione

Un comportamento è abituale con almeno due illeciti alle spalle

Il comportamento abituale - che scatta quando l'autore ha commesso almeno altri due illeciti, oltre a quello esaminato - non è assimilabile alla recidiva, che opera in un ambito diverso ed è fondata su un distinto apprezzamento, con la conseguenza che assumono rilievo anche reati commessi successivamente a quello per cui si procede, unitamente alla valutazione del comportamento dell'imputato dopo il delitto, significativo della sua non abitualità alla commissione di reati».

Il principio di diritto, nuovo di zecca, è sancito nella sentenza 4123, depositata il 29 gennaio, con cui la Cassazione dichiara «non punibile per particolare tenuità del fatto» il direttore tecnico di una società appaltatrice coinvolta in un caso di abuso edilizio, sanato a strettissimo giro dal suo compimento.

Dichiarato non punibile già dal gip di Pordenone, l'uomo si è dovuto difendere dal ricorso del procuratore della Repubblica, deciso nell'affermare che il danno provocato dalla sua condotta non fosse «esiguo» e che l'offesa non potesse considerarsi lieve.

Non la pensa così la Cassazione. La non punibilità per la particolare tenuità del fatto - argomentano i giudici - è condizionata dalla norma alla non abitualità del comportamento penalmente illecito. Nel caso preso in esame i lavori - iniziati previo rilascio del permesso di costruire - sono proseguiti solo in minima parte dopo la decadenza del provvedimento.

Le difformità sono state parziali e comunque rimosse: un comportamento che depone a favore della «non abitualità» del comportamento penalmente illecito. Tesi, questa, suffragata anche dall'immediato intervento riparatore della ditta.

Diversamente, stigmatizzano i giudici, il comportamento abituale ricorre quando l'autore ha commesso almeno altri due illeciti, oltre quello preso in esame.

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