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Le risposte delle Entrate

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Le risposte delle Entrate

9:53 6 Febbraio 2018Posti auto in societàdi Dovendo gestire l’invio dati nel caso di spesa da suddividere tra dieci posti auto comuni (ogni singolo è comproprietario di 1/10 di un posto auto), ed essendoci tra i proprietari una società (il che genera una “situazione particolare”), l’amministratore indicherà “B” al campo 8 e “0” al campo 26 (dato che non si tratta di immobili qualificati tra quelli delle “situazioni particolari” con codice “2”)? Il dato verrà riportato nel “foglio informativo” allegato alla dichiarazione precompilata?In generale, se la spesa relativa ad una singola unità immobiliare deve essere ripartita tra più comproprietari, vanno compilati tanti record di dettaglio quanti sono i soggetti cui è attribuita la spesa. In particolare, l’amministratore di condominio deve compilare, indicando le medesime informazioni riguardanti la singola unità immobiliare, le seguenti sezioni del record di dettaglio: “Dati dell’intervento”, “Flag unità immobiliare”, “Disponibilità dei dati catastali”, “Dati catastali disponibili” e “Situazioni particolari”. La sezione del record di dettaglio “Dati del soggetto al quale è stata attribuita la spesa”, invece, deve essere compilata con dati differenti riferiti ad ogni singolo comproprietario. Tali informazioni, a seconda dei risultati delle verifiche effettuate per la corretta attribuzione dell’onere in dichiarazione (ad esempio coerenza tra l’importo totale della spesa sostenuta dal condominio e l’importo dei bonifici comunicati dalle banche) saranno inserite direttamente nella dichiarazione oppure esposte solo nel foglio informativo. Nel caso in esame, qualora i posti auto, autonomamente accatastati, siano pertinenze di unità abitative, l’Amministratore, per ciascuna unità abitativa, deve compilare un record per ogni condomino cui sono state attribuite le spese per l’unità abitativa e i posti auto; nel record vanno indicati i dati catastali dell’unità abitativa, il campo 8 “Flag Unità Immobiliare” va impostato con il valore A, nei campi relativi alle spese attribuite deve essere indicata la spesa riferita al condomino per l’intera unità abitativa e per la quota (1/10) dei posti auto e nel campo 9 “Numero unità immobiliari a cui è riferita la spesa” va indicato il valore 2 per consentire il corretto calcolo del numero di unità immobiliari presenti nell’edificio, ai fini della verifica del limite per edificio previsto per gli interventi di riqualificazione energetica sull’edificio e per gli interventi Sisma-bonus ed Eco-bonus. Se, infine, uno dei proprietari è una società, nel record relativo all’unità abitativa posseduta, a differenza di quanto precedentemente indicato, il campo 21 della sezione “Situazioni particolari” va valorizzato a “1” (ipotizzando che non sia stata effettuata la cessione del credito) e non deve essere compilata la successiva sezione “Dati del soggetto al quale è stata attribuita la spesa”.9:52 6 Febbraio 2018Arrotondamento a 0,50di L’arrotondamento all’euro di tutti gli importi nella comunicazione dell’amministratore di condominio per la precompilata provoca una differenza tra il totale e l’importo del bonifico effettivamente pagato, anche se a sua volta arrotondato. In questo modo i conti non tornano, impedendo l’invio. Come risolvere la questione? Il programma di compilazione e la procedura di controllo prevedono, prima dell’invio del file, la verifica della corrispondenza tra l’Importo complessivo dell’intervento e la somma dei campi Importo della spesa attribuita al soggetto e Importo spesa unità immobiliare. Nell’ambito di tale controllo di coerenza degli importi viene applicata una tolleranza di 50 centesimi di euro, per eccesso o per difetto, moltiplicati per il numero dei soggetti comunicati. Tale margine consente di tener conto di eventuali arrotondamenti applicati agli importi comunicati.9:52 6 Febbraio 2018Cantine e millesimidi Di regola le cantine sono comprese nei millesimi attribuiti all’appartamento, mentre a volte hanno millesimi a parte. Comunque, indipendentemente da come viene considerata, può capitare che la cantina abbia un identificativo catastale autonomo, che non verrà indicato nella comunicazione. In questi casi esisterebbe una discrasia tra il numero dei millesimi e gli identificativi catastali. Ciò può provocare problemi o successivi accertamenti?L’informazione relativa ai millesimi riferiti alle singole unità immobiliari, dotate o meno di un identificativo catastale, non è rilevante ai fini della comunicazione dei dati all’agenzia delle Entrate. I dati trasmessi sono utilizzati per predisporre le dichiarazioni precompilate dei singoli condòmini inserendo le spese attribuite dopo aver verificato il rispetto dei limiti di detraibilità previsti per le varie tipologie di interventi. In particolare, per verificare il limite per unità immobiliare previsto per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, antisismici e per l’arredo dell’immobile ristrutturato e per gli interventi di risparmio energetico, è necessario che le spese sostenute per ciascuna unità abitativa siano sommate con quelle sostenute per le relative pertinenze; inoltre, per verificare il limite per edificio, previsto per gli interventi di riqualificazione energetica sull’edificio e per gli interventi Sisma-bonus ed Eco-bonus, è necessario indicare il numero di unità immobiliari autonomamente accatastate presenti in ogni edificio del condominio. Nel caso specifico, se la cantina è la pertinenza di una unità abitativa, l’Amministratore deve compilare un record di dettaglio per ciascun condòmino a cui sono state attribuite le spese per l’unità abitativa e la pertinenza; nel record vanno indicati i dati catastali dell’unità abitativa, il campo 8 “Flag Unità Immobiliare” va impostato con il valore A, nei campi relativi agli importi della spesa deve essere indicata la spesa attribuita al condomino per l’unità abitativa e per la cantina e al campo 9 “Numero unità immobiliari a cui è riferita la spesa” va indicato il valore 2 (appartamento + cantina) se la cantina è autonomamente accatastata oppure il valore 1 (solo appartamento) se la cantina non è autonomamente accatastata. Se, invece, la cantina è autonomamente accatastata ma non è pertinenza di una unità abitativa, nel record vanno indicati i dati catastali della cantina, il campo 8 “Flag Unità Immobiliare” va impostato con il valore B, nei campi relativi agli importi della spesa deve essere indicata la spesa attribuita al condomino per la cantina e al campo 9 “Numero unità immobiliari a cui è riferita la spesa” va indicato il valore 1 (cantina).9:51 6 Febbraio 2018Il flag dei morosidi In caso di mancato pagamento (totale o parziale) delle quote condominiali, l’amministratore è tenuto a indicare solo l’importo dell’effettivo pagamento che ha effettuato al 31 dicembre e che va teoricamente attribuito a ciascun condomino. Deve anche compilare il campo relativo al “flag pagamento”, attraverso il quale evidenzierà se il pagamento è stato interamente corrisposto al 31 dicembre dell’anno di riferimento ovvero se lo stesso è stato parzialmente o interamente non corrisposto entro tale data. Il procedimento è corretto?La circolare n.122 del 1°giugno 1999, al paragrafo 4.8, ha chiarito che, ai fini del riconoscimento del beneficio in caso di spese relative a parti comuni condominiali, la detrazione spetta con riferimento alle spese effettuate con bonifico bancario da parte dell’amministratore entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento. I singoli condòmini possono detrare le quote imputate e versate al condominio prima della presentazione della dichiarazione. Ai fini della compilazione della comunicazione, l’Amministratore deve indicare, nel campo 25, l’importo della spesa attribuita, in base al piano di riparto, al soggetto il cui codice fiscale è indicato nel campo 23, e non la spesa effettivamente sostenuta. L’informazione relativa al pagamento della quota attribuita deve essere fornita con la compilazione del campo 26 “flag pagamento”. A tale riguardo, per agevolare l’adempimento da parte degli amministratori di condominio è stato previsto nel tracciato che l’informazione in merito all’effettuazione del pagamento da parte del singolo condomino debba essere riferita al 31 dicembre dell’anno di riferimento. In via generale, le quota attribuite pagate interamente entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento sono inserite nella dichiarazione precompilata, mentre le quote pagate parzialmente o non corrisposte entro tale data sono esposte solo nel foglio informativo. Resta fermo che, in quest’ultimo caso, il contribuente che paga la sua quota prima della presentazione della dichiarazione potrà modificare la dichiarazione precompilata aggiungendo l’onere sostenuto.9:50 6 Febbraio 2018Morosità «particolare»di Per indicare un mancato pagamento al 31 dicembre di un “caso particolare” è sufficiente scrivere “0” al campo 26? In presenza di una “situazione particolare”, ossia nel caso in cui l’unità immobiliare riguardi soggetti che non rientrano tra i destinatari della dichiarazione dei redditi precompilata (ad esempio nel caso di ufficio o studio professionale), la sezione “Dati del soggetto al quale è stata attribuita la spesa” non deve essere compilata, ad eccezione del caso in cui sia stata effettuata la cessione del credito. Pertanto, in queste situazioni, come previsto dalle specifiche tecniche, i campi alfanumerici vanno impostati a spazio e i campi numerici, tra cui il campo 26 “Flag Pagamento”, vanno impostati a zero.12:34 5 Febbraio 2018Manutenzione annualedi È possibile usufruire del cosiddetto “bonus verde”, relativamente alle spese sostenute per la manutenzione annuale di giardini preesistenti, ancorché per il solo anno 2018?L’articolo 1, comma 14 della legge di Bilancio 2018 prevede che le spese di progettazione e manutenzione sono agevolabili solo se connesse agli interventi di “sistemazione a verde” di aree scoperte private o condominiali di edifici esistenti, di cui ai commi 12 e 13 del medesimo articolo 1. Pertanto, le spese sostenute per la manutenzione ordinaria annuale dei giardini preesistenti non possono essere ammesse alla detrazione.12:33 5 Febbraio 2018Parti private e comunidi Nel caso del “bonus verde”, se vengono effettuati interventi di sistemazione dell’area verde condominiale e il contribuente effettua anche un intervento di sistemazione dell’impianto di irrigazione del proprio balcone o terrazzo di proprietà esclusiva, il limite massimo di spesa agevolabile – sommando la quota di sua competenza di spesa condominiale e quella effettuata direttamente – è di 5 o di 10mila euro? Per l’anno 2018 la legge di bilancio ha introdotto la detrazione del 36% delle spese documentate, fino a un ammontare complessivo non superiore a 5mila euro per unità immobiliare residenziale, sostenute per interventi di “sistemazione a verde” di aree scoperte private o condominiali di edifici esistenti. Trattandosi di interventi spettanti per unità immobiliare si ritiene che il limite di spesa su cui calcolare la detrazione spetti per ogni unità immobiliare oggetto di intervento. Pertanto, nel caso di interventi di “sistemazione a verde” eseguiti sia sulla singola unità immobiliare che sulle le parti comuni di edifici condominiali il diritto alla detrazione spetta su due distinti limiti di spesa agevolabile, di 5mila euro ciascuno.12:33 5 Febbraio 2018Lavori in economiadi Gli interventi, per essere agevolabili con il “bonus verde”, devono essere eseguiti da ditte a cui il lavoro è appaltato o il contribuente può eseguire il lavoro anche in economia?Il “bonus verde”, consistente in una detrazione dall’imposta lorda del 36% delle spese documentate, fino a un ammontare complessivo non superiore a 5mila euro per unità immobiliare residenziale, riguarda interventi di “sistemazione a verde” di aree scoperte private o condominiali di edifici esistenti, comprese le pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione, realizzazione di pozzi, coperture a verde, giardini pensili nonché le spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi citati. La relazione tecnica chiarisce che la detrazione riguarda «interventi straordinari di “sistemazione a verde” ... con particolare riguardo alla fornitura e messa a dimora di piante ed arbusti di qualsiasi genere o tipo». Da tale indicazione si evince che è agevolabile l’intervento di sistemazione a verde nel suo complesso, comprensivo delle opere necessarie alla sua realizzazione e non il solo acquisto di piante o altro materiale. Non risultano pertanto agevolabili i lavori in economia.12:32 5 Febbraio 2018Convivenza e 36-50%di La moglie può detrarre il 36-50% delle spese che sostiene per i lavori edili di recupero del patrimonio edilizio su una casa di proprietà del marito, anche se manca la convivenza con il marito, nella casa da ristrutturare, prima dell’inizio dei lavori? Il dubbio arriva dalla risposta del 20 gennaio 2015 ad una Faq del sito delle Entrate (si veda Il Sole 24 Ore del 21 gennaio 2015), dove non viene fatto alcun accenno ai requisiti di convivenza preventiva espressi nelle risoluzioni 12 giugno 2002, n. 184/E e 6 maggio 2002, n. 136/E.Come chiarito con la circolare 7 /E del 2017, la detrazione spetta al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento. Per familiari, si intendono, a norma dell’articolo 5, comma 5, del Tuir, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.
Lo status di convivenza, deve, sussistere già al momento in cui si attiva la procedura ovvero alla data di inizio dei lavori.
La detrazione spetta al familiare per i costi sostenuti per gli interventi effettuati su una qualsiasi delle abitazioni in cui si esplica la convivenza, purché tale immobile risulti a disposizione. La detrazione non spetta, quindi, per le spese riferite ad immobili a disposizione di altri familiari (ad esempio il marito non potrà fruire della detrazione per le spese di ristrutturazione di un immobile di proprietà della moglie dato in comodato alla figlia) o di terzi. Non è invece richiesto che l’immobile oggetto dell’intervento sia adibito abitazione principale del proprietario o del familiare convivente.12:30 5 Febbraio 2018Figli a caricodi Dal 1° gennaio 2019 si considerano a carico i figli fino a 24 anni che abbiano un reddito non superiore a 4mila euro. Significa che i figli maggiori di 24 anni, con un reddito non superiore a 2.840,51 euro, rientreranno tra gli altri familiari a carico e si dovrà tener conto anche degli altri requisiti previsti in questo caso (convivenza o assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria)?Relativamente alle detrazioni per carichi di famiglia, l’articolo 1, comma 252, della legge di Bilancio 2018, aggiungendo un nuovo periodo all’articolo 12, comma 2, del Tuir, ha previsto che, a partire dal 2019, il reddito complessivo per essere fiscalmente a carico «Per i figli di età non superiore a ventiquattro anni …. è elevato a 4.000 euro». Conseguentemente, i figli che abbiano superato tale limite di età, sono fiscalmente a carico in base alle condizioni di cui all’articolo 12 del Tuir e, quindi, a condizione che possiedano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro. Gli ulteriori requisiti della convivenza e della percezione di assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria continuano a essere richieste solo per gli altri familiari di cui all’articolo 433 del Codice civile.12:29 5 Febbraio 2018Il calcolo dell’annodi Come deve essere conteggiato il limite di reddito del familiare per essere considerato a carico nell’anno di compimento del 24° anno di età? Occorre far riferimento alla soglia di 4mila euro o a quella più bassa di 2.840,51 euro?Ai fini della applicazione del nuovo limite di reddito previsto per i figli a carico di età non superiore a 24 anni, introdotto dalla legge di Bilancio 2018, il requisito anagrafico deve ritenersi sussistere per l’intero anno in cui il figlio raggiunge il limite di età, a prescindere dal giorno e dal mese in cui ciò accade.12:28 5 Febbraio 2018Abbonamenti al Tpldi Gli abbonamenti per il trasporto pubblico locale (Tpl) pagati dal datore nel 2018 in favore dei dipendenti, secondo accordi o regolamenti aziendali vigenti già nel 2017, e trattati come valori esenti nei limiti di 258,23 euro, possono rientrare nell’agevolazione introdotta dalla legge Bilancio 2018?L’articolo 1, comma 28, della legge di Bilancio 2018, aggiungendo la lettera d-bis), dopo la lettera d) del comma 2 dell’articolo 51 del Tuir, ha inserito, fra gli emolumenti che non concorrono a formare reddito, «le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari indicati nell’articolo 12 che si trovano nelle condizioni previste nel comma 2 del medesimo articolo 12».
L’efficacia della nuova disposizione decorre dal 1° gennaio 2018 e, pertanto, gli abbonamenti per il trasporto pubblico locale pagati dal datore di lavoro nel 2018 in favore dei dipendenti, anche se sulla base di accordi o regolamenti aziendali vigenti già nel 2017, rientrano nella nuova previsione, nel rispetto di tutti i requisiti previsti da quest’ultima.12:23 5 Febbraio 2018Invio tardivo: sanzionidi Quali sono le sanzioni applicabili in caso in invio tardivo della rendicontazione paese per paese (Country By Country Reporting, Cbcr)?L’omessa presentazione o l’invio di dati incompleti o non veritieri della rendicontazione Paese per Paese è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 10mila a 50mila, ai sensi dell’articolo 1, comma 145, della legge 28 dicembre 2015, n. 208). Con specifico riferimento agli effetti sanzionatori in caso di presentazione della rendicontazione Paese per Paese entro 30 giorni dalla scadenza del termine troverà applicazione la sanzione di cui all’articolo 7, comma 4-bis, del Dlgs n. 472 del 1997, ai sensi della quale «…in caso di presentazione di una dichiarazione o di una denuncia entro trenta giorni dalla scadenza del relativo termine, la sanzione è ridotta della metà», ridotta a un nono del minimo ai sensi dell’articolo 13, comma 1, lettera a-bis), del Dlgs n. 472 del 1997.
In tutti gli altri casi di rendicontazione Paese per Paese inviata decorsi 30 giorni dalla scadenza, si farà riferimento alle riduzioni di volta in volta applicabili, ai sensi delle lettere da a-bis) a b-quater) del comma 1 dell’articolo 13 del Dlgs n. 472 del 1997, alla misura minima prevista dall’articolo 1, comma 145, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.12:21 5 Febbraio 2018I gruppi e il Cbcrdi Nel 2015 il gruppo Alfa supera il requisito dimensionale di 750 milioni di euro previsto per la presentazione della Rendicontazione paese per paese (Country by Country Report, Cbcr), mentre il gruppo Beta non supera tale soglia pur essendo obbligato alla redazione del bilancio consolidato. Le controllanti di ultimo livello di entrambi i gruppi sono residenti in Italia. Ad agosto 2016, il gruppo Beta acquista il gruppo Alfa mediante un’operazione realizzativa. Con riferimento a tale periodo d’imposta, quale gruppo è tenuto alla presentazione del Cbcr?Per il periodo d’imposta 2016, si ritiene sia il “gruppo Beta” a presentare il Cbcr. Alla fattispecie in esame, infatti, si ritengono applicabili i chiarimenti forniti dall’Ocse al paragrafo 1 («Treatment in case of Mergers/Acquisition/Demergers») del documento «Guidance on the Implementation of Country-by-Country Reporting». In tale sede è trattata la situazione di un Gruppo («Acquired Group») che nel periodo Y0 (01.01.Y0 -31.12.Y0) ha ricavi consolidati uguali o superiori a 750 milioni di euro e che il 30/06/Y1 è acquisito da un altro Gruppo («Succeeding Group»).
Secondo l’Ocse per individuare il soggetto tenuto alla presentazione del Cbcr per il periodo Y1 è necessario vedere se nello Stato di residenza della controllante dell’Acquired Group sussiste - per quest’ultima - l’obbligo di presentare la rendicontazione per il periodo ante cessione (01.01.Y1 – 30.06.Y1). Se tale obbligo non sussiste, il Cbcr per l’intero periodo Y1 è presentato dal Succeeding Group, che nella Table 3 della rendicontazione dovrà indicare che ha comprato l’Acquired Group e che pertanto quest’ultimo non presenta per detto periodo il Cbcr.
Con riferimento al quesito formulato, il Succeeding Group è il Gruppo Beta e pertanto è la controllante di ultimo livello di questo gruppo il soggetto obbligato alla presentazione del Cbcr per il periodo d’imposta 2016 che includerà ovviamente anche i dati del Gruppo Alfa. Dal prospetto n. 3 di tale Report dovrà inoltre risultare:
- che il Gruppo Beta ha acquisito il Gruppo Alfa unitamente alla data di acquisizione;
- la seguente frase: «Il Gruppo Alfa non presenta alcun CBCR in altre giurisdizioni per il periodo 01.01.Y1 – 30.06.Y1».12:43 3 Febbraio 2018Tempistica per le norme fiscalidi Da quando si applicano le disposizioni fiscali previste dal Codice del Terzo settore?
In linea generale, l'articolo 104 del Codice del Terzo settore (Cts), al comma 3, prevede che le norme dello stesso Codice entrano in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, quindi a partire dal 3 agosto 2017. Tuttavia, ai sensi dell'articolo 104, comma 2, del Codice, salve specifiche eccezioni normativamente previste, le disposizioni del Titolo X del Codice si applicano agli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore a decorrere dal periodo d'imposta successivo all'autorizzazione della Commissione europea (prevista per talune disposizioni fiscali agevolative del Codice), e comunque, non prima del periodo di imposta successivo a quello di operatività del Registro stesso.
Una deroga alla suddetta previsione è recata dall'articolo 104, comma 1, del Cts in base al quale per le Onlus, le organizzazioni di volontariato (Odv) e le associazioni di promozione sociale (Aps) iscritte nei relativi registri è stabilita l'applicabilità in via transitoria, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017 e fino all'entrata in vigore delle disposizioni del titolo X, di alcune disposizioni, espressamente previste dall'articolo 104, comma 1, del Cts.
Tra le disposizioni che si applicano dal 1° gennaio 2018 alle Onlus, alle Odv e alle Aps sono ricomprese, fra l'altro quelle in materia di:
● social bonus (articolo 81 del Cts);
● imposte indirette (imposta sulle successioni e donazioni, imposta di registro, imposte ipotecaria e catastale, imposta di bollo, imposta sugli intrattenimenti e tasse sulle concessioni governative) [articolo 82 del Cts];
● detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali (articolo 83 del Cts).
Inoltre, dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, si applica alle Odv e alle Aps l'esenzione dall'Ires per i redditi degli immobili di detti enti destinati in via esclusiva allo svolgimento di attività non commerciale (articolo 84, comma 2, e 85, comma 7, del Cts).
L'articolo 104, commi 1 e 2, è stato oggetto di interpretazione autentica ad opera dell'art. 5-sexies del decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, in base al quale le disposizioni di carattere fiscale vigenti prima della data di entrata in vigore del medesimo Codice continuano a trovare applicazione, senza soluzione di continuità, fino a quando non saranno applicabili le nuove disposizioni fiscali previste dal Codice. Ciò comporta, fra l'altro, che la disciplina delle Onlus di cui agli articoli 10 e seguenti del Dlgs n. 460 del 1997, resta in vigore sino a quando non troveranno applicazione le nuove disposizioni fiscali recate dal Titolo X del Codice del Terzo settore.12:43 3 Febbraio 2018Modifiche per gli statuti Onlusdi Una Onlus che, nei 18 mesi previsti dalla norma, intende modificare il proprio statuto e, conseguentemente, assumere la qualifica di Ets o Impresa sociale, cosa deve fare per non perdere le agevolazioni Onlus, che restano efficaci fino all'entrata in vigore del Registro unico?
Come recentemente chiarito nella lettera direttoriale della Direzione generale del Terzo settore e della Responsabilità sociale delle imprese del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 29 dicembre 2017, le norme del Codice del Terzo settore (Cts), afferenti i requisiti sostanziali degli Enti del Terzo settore (Ets), trovano immediata applicazione, fermo restando che la qualificazione giuridica di Ets discende, tra l'altro, dall'iscrizione nel Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts).
L'articolo 101, comma 2, del Cts prevede che gli enti già esistenti, che vogliano in futuro acquisire tale qualifica, modifichino i propri statuti entro il termine di 18 mesi al fine di adeguarli alle suddette regole.
Tale disposizione trova applicazione anche nei confronti degli enti iscritti nel registro Onlus (Anagrafe unica delle Onlus) e assoggettati alla disciplina di cui al Dlgs 4 dicembre 1997, n. 460. Il suddetto adeguamento, d'altro canto, espone gli enti aventi la qualifica di Onlus al rischio di recepire regole statutarie in linea con la nuova normativa del Cts, ma incompatibili con quella Onlus.
È allora possibile per tali enti apportare modifiche al proprio statuto, subordinandone l'efficacia alla decorrenza del termine di cui all'articolo 104, comma 2, del Cts. Nel contempo, allo stesso termine dovrebbe essere collegata, con espressa previsione statutaria, la cessazione dell'efficacia delle vecchie clausole statutarie, incompatibili con la nuova disciplina degli Ets.
In sostanza, in base alle predette modifiche statutarie, a partire dal termine di cui all'articolo 104, comma 2, del Cts, cesseranno di avere efficacia le clausole Onlus incompatibili con la disciplina del Cts e, contestualmente, inizieranno ad avere effetto le nuove clausole conformi alla disciplina del Cts.
In attesa di tale termine, gli enti aventi la qualifica di Onlus dovranno continuare a qualificarsi come tali e utilizzare nella denominazione e in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, la locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o l'acronimo Onlus.
L'assunzione della nuova denominazione sociale di Ets, inserita nello statuto, invece, sarà sospensivamente condizionata all'iscrizione nel Registro unico nazionale del Terzo settore. A partire da quel momento l'indicazione di Ente del Terzo settore o l'acronimo Ets sarà spendibile negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico.12:42 3 Febbraio 2018Iscrizione nuove Onlusdi In questo momento e fino all'entrata in vigore del Registro unico del Terzo settore, è ancora possibile costituire una Onlus e iscriverla all'Anagrafe delle Onlus?
Attualmente è ancora possibile costituire una nuova Onlus, iscrivendola all'Anagrafe delle Onlus, sulla base delle condizioni previste dal Dlgs n. 460 del 1997. Gli statuti, analogamente a quanto chiarito in relazione alle Onlus già esistenti, potranno già prevedere modifiche statutarie sottoposte al termine di cui alla precedente risposta.12:41 3 Febbraio 2018Fatture ed estratti contodi Tra «gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonché le copie anche se dichiarate conformi, gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni, le attestazioni e ogni altro documento cartaceo o informatico in qualunque modo denominato posti in essere o richieste dagli enti di cui al comma 1» esenti dalla imposta di bollo ai sensi dell'articolo 82, comma 5, del Dlgs 117/2017 (Codice del Terzo settore) sono comprese anche le fatture emesse? E gli estratti conto?
L'ampia formulazione della disposizione recata dall'articolo 82, comma 5, del Codice del Terzo settore consente di ricomprendere nell'esenzione dall'imposta di bollo anche le fatture emesse e gli estratti conto.
Sotto il profilo soggettivo la previsione agevolativa del citato articolo 82, comma 5, del Codice del Terzo settore si applica, in via transitoria, ai sensi dell'articolo 104, comma 1, dello stesso Codice, dal 1° gennaio 2018 e sino al periodo di imposta di entrata in vigore delle disposizioni relative al “Regime fiscale degli enti del Terzo settore” di cui al titolo X del Codice, in favore di Onlus, Odv e Aps iscritte nei relativi registri.
A decorrere dalla fine del predetto periodo transitorio, l'agevolazione prevista dall'articolo 82, comma 5, del Codice del Terzo settore troverà applicazione agli enti del Terzo settore, comprese le cooperative sociali ed escluse le imprese sociali costituite in forma di società.12:40 3 Febbraio 2018Efficacia dell'articolo 148 Tuirdi L'articolo 148, comma 3, del Tuir, nella versione precedente alle modifiche apportate dal decreto 117 del 2017 (Codice del Terzo settore), conserva efficacia fino a quando non inizieranno ad essere applicabili le nuove disposizioni fiscali previste dal Titolo X del Codice?
L'articolo 89, comma 4, del Codice del Terzo settore, ricompreso nel Titolo X dello stesso Codice, prevede la modifica dell'articolo 148, comma 3, del Tuir, il quale stabilisce la decommercializzazione, ai fini Ires, delle attività rese, in diretta attuazione degli scopi istituzionali e verso pagamento di corrispettivi specifici, da talune tipologie di enti non commerciali associativi, nei confronti dei propri iscritti, associati o partecipanti, nonché nei confronti di altri soggetti ed enti specificamente indicati.
In forza di tale modifica, dal novero delle tipologie di enti non commerciali associativi destinatari dell'agevolazione in argomento sono state eliminate le associazioni assistenziali, culturali, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona.
Restano, quindi, nell'ambito applicativo dell'articolo 148, comma 3, del Tuir le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose e sportive dilettantistiche, non eliminate dalla modifica normativa in argomento.
Per quanto concerne la decorrenza di operatività delle modifiche apportate dall'articolo 89, comma 4, del Codice del Terzo settore, si rileva che tale disposizione è ricompresa nel Titolo X del Codice e, pertanto, valgono i termini applicativi stabiliti dall'articolo 104, comma 2, del Cts e dalla norma di interpretazione autentica di cui all'articolo 5-sexies del Decreto legge n. 148 del 2017.
Conseguentemente, l'articolo 148, comma 3, del Tuir, nella versione precedente alle modifiche apportate dall'articolo 89, comma 4, del Codice del Terzo settore, conserva efficacia fino a quando non inizieranno ad essere applicabili le nuove disposizioni fiscali previste dal Titolo X del Codice.
Anteriormente a tale termine, tutte le associazioni assistenziali, culturali, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona, ivi comprese quelle che non entreranno a far parte degli Enti del Terzo settore, potranno continuare a fruire della decommercializzazione di cui all'articolo 148, comma 3, del Tuir, sempre che siano in possesso dei requisiti attualmente previsti.
Invece, dal momento in cui inizieranno ad essere applicabili le nuove disposizioni fiscali previste dal Titolo X del Codice del Terzo settore, le associazioni assistenziali, culturali, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona non potranno più fruire della predetta decommercializzazione che continuerà a trovare applicazione unicamente in favore delle associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose e sportive dilettantistiche.12:39 3 Febbraio 2018Agevolazioni e coop socialidi Le disposizioni fiscali agevolative del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore) in materia di “Social bonus”, di imposte indirette e di detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali si applicano, dal 1° gennaio 2018, ai sensi dell'articolo 104, comma 1, del Codice, anche alle cooperative sociali in quanto di Onlus diritto?
L'articolo 104, comma 1, fa riferimento, tra l'altro, alle Onlus di cui all'articolo 10 del Dlgs n. 460 del 1997 “iscritte negli appositi registri”. Le cooperative sociali, per essere qualificate come Onlus di diritto ai sensi del citato articolo 10, comma 8, del Dlgs n. 460 del 1997, devono essere iscritte, in base alla normativa speciale di settore, nell'apposito “albo delle società cooperative” gestito dal ministero dello Sviluppo economico, nella speciale sottosezione dedicata alle cooperative sociali. Conseguentemente, le disposizioni fiscali agevolative del Codice del Terzo settore in materia di Social bonus, di imposte indirette e di detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali si applicano, dal 1° gennaio 2018, ai sensi dell'articolo 104, comma 1, del Codice, anche alle cooperative sociali iscritte nel predetto “albo delle società cooperative”, in quanto anch'esse qualificabili come Onlus «di cui all'articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 iscritte negli appositi registri».
In sintesi, dal 1° gennaio 2018 le cooperative sociali:
● potranno fruire delle agevolazioni in materia di imposta sulle successioni e donazioni, di imposta di registro, di imposte ipotecaria e catastale, di imposta di bollo, di imposta sugli intrattenimenti e di tasse sulle concessioni governative (articolo 82, commi 2, 3, 4, 5, 9 e 10 dell'articolo 82 del Cts);
● potranno essere destinatarie delle erogazioni liberali effettuate ai sensi dell'articolo 81 del Cts (Social bonus) e ai sensi dell'articolo 83 del Cts (detrazioni e deduzioni per erogazioni liberali).
Si fa presente infine che, a decorrere dall'abrogazione della disciplina delle Onlus, le cooperative sociali – pur non potendosi più qualificare come Onlus di diritto – potranno comunque continuare ad essere destinatarie delle disposizioni del Cts sopra elencate, in quanto ricomprese tra le tipologie di enti del Terzo settore destinatari di tali agevolazioni (si vedano l'articolo 81, comma 1, l'articolo 82, comma 1, e l'articolo 83, comma 6, del Cts).17:18 2 Febbraio 2018Beni immateriali senza switchdi La possibilità di sostituire il bene iperammortizzabile, prevista dalla manovra 2018 (comma 35), si applica anche alla sostituzione dei beni immateriali di cui alla tabella “B” della legge di Bilancio 2017?
No. Il comma 35 dell'articolo 1 della legge di Bilancio 2018 – che, a determinate condizioni, consente di sostituire il bene agevolato senza perdere il beneficio fiscale – circoscrive espressamente la sua applicabilità “ai soli effetti” della disciplina dell'iperammortamento (articolo 1, comma 30, della legge di Bilancio 2018 e articolo 1, comma 9, della legge di Bilancio 2017).17:18 2 Febbraio 2018Ok alla sostituzione nel 2018di La possibilità di sostituire il bene iperammortizzabile, prevista dalla manovra 2018 (comma 35), è applicabile anche ai beni iperammortizzabili acquisiti nel biennio 2016-2017 e sostituiti a partire dal 2018?
Sì. Ciò risulta espressamente dal testo del citato comma 35, che riferisce i suoi effetti anche alla disciplina di cui all'articolo 1, comma 9, della legge di Bilancio 2017.17:16 2 Febbraio 2018Dimezzamento limitatodi Quando viene sostituito un bene iper ammortizzabile, c'è penalizzazione nel primo anno (quello di sostituzione), dato che il dimezzamento del coefficiente dovrebbe riguardare solo l'ammortamento ordinario e non quello maggiorato, che dovrebbe procedere secondo «le residue quote del beneficio»?
Il comma 35 dell'articolo 1 della legge di Bilancio 2018 prevede che se l'investimento sostitutivo rispetta le condizioni ivi indicate alle lettere a) e b), «non viene meno la fruizione delle residue quote del beneficio, così come originariamente determinate». L'impresa, quindi, nell'anno di sostituzione non deve procedere ad alcun ricalcolo dell'agevolazione e il dimezzamento del coefficiente si applica solo sulla quota di ammortamento ordinario relativa al nuovo bene.17:13 2 Febbraio 2018Niente restituzionedi La relazione illustrativa della legge di Bilancio 2018 prevede che la sostituzione dell'investimento iperammortizzabile non determina la revoca dell'agevolazione a condizione che il bene abbia caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori rispetto all'investimento sostituito. Si chiede di chiarire il termine revoca.
La relazione intende precisare che la sostituzione del cespite agevolato è condizione per il mantenimento del beneficio per le residue quote. La mancata sostituzione del cespite originario, nei termini e alle condizioni richieste dalla norma, produce effetti esclusivamente sulla prosecuzione del meccanismo applicativo del beneficio, ma non comporta alcuna restituzione del beneficio relativo alla deduzione delle quote di iper ammortamento legittimamente maturate prima della cessione. Al riguardo, si ricorda che la circolare n. 4/E del 30 marzo 2017 ha precisato che, nell'ipotesi in cui il bene venga ceduto prima della completa fruizione dell'agevolazione, le quote di maggiorazione dedotte non saranno oggetto di “restituzione” da parte del soggetto cedente (paragrafo 5.4, «Modalità di fruizione» del super ammortamento, richiamato dal paragrafo 6.4, «Modalità di fruizione» dell'iper ammortamento).17:11 2 Febbraio 2018Ok ai magazzini automatizzatidi L'allegato A della legge di Bilancio 2017 cita tra i beni iperammortizzabili i «magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica». È corretto ritenere che rientrino in tale definizione anche i magazzini di logistica usati dalla grande distribuzione organizzata per lo stoccaggio e la commercializzazione dei prodotti finiti?
La voce numero 12 della prima parte dell'allegato A include tra i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti i «magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica». Si tratta, in generale, di beni (impianti) costituiti da una parte meccanica – rappresentata dall'insieme di trasloelevatori, scaffalatura, handling system, trasportatori automatici, incroci rulli/catene – e da una parte elettronica e informatica funzionale a impartire, gestire ed eseguire le liste di operazioni di IN e OUT opportunatamente fornite a bordo macchina tramite appositi PLC. La funzione di tali beni nell'ambito dei vari processi che integrano la catena di produzione del valore è tipicamente quella relativa allo stoccaggio automatico di materie prime, semilavorati, prodotti finiti o merci e alla loro trasformazione logistica. Come già chiarito dal ministero dello Sviluppo economico (si veda la faq n. 2 del 12 luglio 2017), ai fini della disciplina agevolativa dell'iper ammortamento assumono rilevanza anche i beni strumentali preposti alla trasformazione in senso logistico di materie prime, semilavorati, prodotti finiti e merci all'interno della fabbrica o di altri luoghi della catena del valore. Si conferma pertanto l'inclusione nella richiamata voce 12 dell'allegato A anche dei magazzini automatizzati utilizzati nell'ambito della grande distribuzione di merci e prodotti finiti. 16:52 2 Febbraio 2018Termini ordini e accontidi L'estensione dell'iperammortamento agli investimenti effettuati nel 2018 o, a determinate condizioni, anche a quelli effettuati entro al 31 dicembre 2019, disposta dalla legge di Bilancio 2018, produce effetti anche per le imprese che nel vigore della precedente normativa avevano ricevuto l'accettazione dell'ordine dal fornitore, ma che non avevano effettuato il pagamento dell'acconto in misura pari al 20% entro il 31 dicembre 2017?
Le imprese che hanno ricevuto l'accettazione dell'ordine dal fornitore nel 2017, ma non hanno effettuato il pagamento dell'acconto pari al 20% entro il 31 dicembre 2017, non hanno realizzato il presupposto previsto dal comma 9 dell'articolo 1 della legge di Bilancio 2017 (come modificato dal decreto legge n. 91 del 2017) e quindi non hanno maturato il diritto all'agevolazione previsto per gli investimenti effettuati entro il 30 settembre 2018. Tuttavia, ai sensi dell'articolo 1, comma 30, della legge di Bilancio 2018, il bene ordinato nel 2017 può fruire dell'agevolazione prevista per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2018, oppure entro il 31 dicembre 2019 a condizione che l'acconto del 20% sia pagato entro il 31 dicembre 2018.16:14 2 Febbraio 2018Conta chi fruisce dello scontodi È sufficiente l'investimento in un solo bene iperammortizzabile per rendere agevolabile anche l'acquisto di più beni immateriali?
Secondo l'articolo 1, comma 10, della legge di Bilancio 2017, il beneficio della maggiorazione del 40 per cento per i beni immateriali è riconosciuto ai «soggetti» che beneficiano della maggiorazione del 150 per cento (circolare n. 4/E del 30 marzo 2017, paragrafo 6.2.1). La norma, quindi, mette in relazione il bene immateriale con il «soggetto» che fruisce dell'iper ammortamento e non con uno specifico bene materiale («oggetto» agevolato). Pertanto, la connessione soggettiva determina la spettanza dell'agevolazione anche per l'acquisto di più beni immateriali, pur in caso di investimento in un solo bene iper ammortizzabile.16:12 2 Febbraio 2018Interconnessi senza operatoridi Il requisito dell'interconnessione per l'iperammortamento si può considerare soddisfatto anche nel caso in cui lo scambio di informazioni tra il sistema di gestione e la macchina avvenga per il tramite di un operatore persona fisica che riceve istruzioni attraverso un device che non costituisce parte integrante della macchina stessa e le trasmette senza apportare modifiche alla macchina?
Si ricorda che con la caratteristica obbligatoria dell'interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica è da intendersi la capacità del bene di scambiare informazioni con sistemi interni (ad esempio sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto) e/o esterni (clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain eccetera) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute. In particolare, il sistema informativo al quale la macchina si interconnette scambia direttamente con essa informazioni inerenti a operazioni o ad altre attività connesse al ciclo produttivo e più in generale al processo di creazione del valore (processi di trasformazioni chimico, fisiche, strutturali, logistiche, eccetera), ne determina la sequenza ottimale con cui svolgere le operazioni, individua gli istanti temporali di inizio e di completamento delle operazioni, favorisce la manutenzione predittiva, consente la tracciabilità di prodotto e di processo, supporta la gestione logistica, eccetera. Nel caso rappresentato, il requisito dell'interconnessione non può pertanto considerarsi soddisfatto, in quanto lo scambio di informazioni tra il sistema gestione e la macchina non è diretto ma richiede l'intervento dell'operatore persona fisica, con conseguente gestione manuale delle informazioni.

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