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Professionisti, controlli Gdf sulle omesse dichiarazioni

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evasione fiscale

Professionisti, controlli Gdf sulle omesse dichiarazioni

Il reddito da lavoratore autonomo finisce sotto la lente della Guardia di finanza. L’incrocio di banche dati ha individuato una «platea iniziale» di 1.790 lavoratori autonomi (soprattutto professionisti) che «nel periodo 2013-2016 hanno omesso di presentare le prescritte dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva per almeno un’annualità, in cui hanno percepito compensi per un importo superiore a 50mila euro certificato dai propri sostituti d’imposta».

Le verifiche
È il contenuto della circolare 0097540 diramata ieri dal Nucleo speciale entrate della Guardia di finanza ai vari comandi territoriali. Un documento che alza il livello delle verifiche sui professionisti (in generale su tutti i lavoratori autonomi) per fronteggiare i fenomeni di evasione fiscale. Il progetto è coordinato dal Servizio centrale investigazioni criminalità organizzata (Scico) e dal Nucleo di polizia valutaria.

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La banca dati
A partire dal 30 luglio i vari comandi territoriali delle Fiamme gialle avranno accesso alla banca dati Amico Plus, il nuovo software in dotazione alla Guardia di finanza. Si tratta di una applicazione – fortemente voluta dal comandante generale Giorgio Toschi – illustrata nella circolare 1/2018 e utilizzata soprattutto per il monitoraggio dei contribuenti che intendono volontariamente saldare il proprio debito fiscale (compliance). Uno strumento che restituisce uno studio d’insieme dei singoli soggetti da controllare, mettendo a punto una «analisi di rischio» basata sui indici determinati.

Come funziona
Ma andiamo per gradi. L’accertamento sui lavoratori autonomi parte con l’acquisizione di informazioni di diversa natura, come quelle reperibili dall’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps), dalle banche dati in uso al Scico e al Nucleo valutario. Tutte «le evidenze informative disponibili» saranno calcolate sulla base di un «indice di rischio generale (idoneo a valutare possibili manifestazioni di illegalità economico-finanziaria), con un valore massimo pari a “100”, determinato dalla somma dei valori assegnati a tre sottocategorie che corrispondono alle tipologie di rischio connesse alle aree operative di interesse: rischio fiscale, rischio riciclaggio e rischio criminalità organizzata».

Le prospettive
In questa fase entra in campo Amico Plus, da cui sono già stati individuati e segnalati ai nuclei territoriali di polizia economico-finanziaria 775 lavoratori autonomi. La lista, però, è destinata inevitabilmente a lievitare. Le verifiche iniziano con l’individuazione del “target”, ossia il professionista da monitorare, per valutarne l’«effettiva vitalità». Si ricostruiscono i dati relativi «alla consistenza patrimoniale e alla dismissione patrimoniale, utili per: conoscere, in via anticipata, la situazione patrimoniale riconducibile al contribuente (per una migliore selezione dei soggetti da sottoporre a ispezione e per richiedere eventuali misure cautelari, ndr) e accertare condotte dolose di distrazione patrimoniale, compiute precedentemente all’intervento ispettivo, rientranti nella fattispecie penalmente rilevante» della sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

Con questa circolare, la Guardia di finanza intende dettare delle linee guida e riconoscere ai comandi regionali «maggiore flessibilità e autonomia decisionale», consentendo così una «maggiore valorizzazione degli elementi informativi di intelligence riscontrabili a livello locale» così da stanare lavoratori autonomi responsabili di evasione delle imposte sui redditi e dell’Iva.

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