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Per gli steward negli stadi niente tetto ai committenti

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Per gli steward negli stadi niente tetto ai committenti

A pochi giorni dall’inizio del campionato di calcio l’Inps sblocca finalmente il Libretto di famiglia, consentendone l’utilizzo per gli steward che collaborano all’organizzazione degli eventi sportivi. Lo fa la circolare n. 95/18 pubblicata ieri, con cui l’Inps ha compiuto due passaggi fondamentali: ha interpretato, in senso estensivo, l’articolo 54-bis del Dl 24 aprile 2017, n. 50 (come modificato dalla Legge di stabilità per il 2018) chiarendo che il limite massimo di 5mila euro di spesa per ciascun committente non si applica alle società sportive, e ha fornito le indicazioni operative per utilizzare il contratto occasionale.

La circolare ricorda che il Libretto di famiglia è utilizzabile per le attività lavorative indicate dal decreto dell’Interno 8 agosto 2007, svolte dagli steward negli impianti sportivi nei confronti di società sportive professionistiche (rientranti nel campo di applicazione della legge 23 marzo 1981, n. 91), entro un limite massimo di compensi, nel corso di un anno civile e per ciascun prestatore, di 5 mila euro. Questo limite, precisa la circolare, è l’unico applicabile alla fattispecie, non essendo invece operativo l’altro tetto, di carattere generale, in virtù del quale la spesa complessiva di ciascun committente, nei confronti di tutti i prestatori occasionali, non può superare la somma annua di 5mila euro.

Tale tetto, per l’Inps, non è coerente con la ratio della norma in quanto questa intende agevolare l’utilizzo delle prestazioni occasionali da parte delle società sportive: è una lettura coraggiosa e condivisibile, che consente di superare un pasticcio normativo che aveva finora bloccato la concreta utilizzabilità dello strumento.

La procedura potrà essere seguita solo per le prestazioni rese dagli steward, mentre restano escluse attività diverse da quelle indicate nel decreto dell’Interno 8 agosto 2007; per hostess, parcheggiatori, addetti alla biglietteria e servizi affini dovranno, quindi, essere utilizzate forme di lavoro diverse (intermittente, occasionale, ecc.). Le società sportive (tutte, senza limiti dimensionali) potranno utilizzare il libretto di famiglia iscrivendosi alla piattaforma telematica dell’Inps (dove sarà costituita una sezione ad hoc per gli steward); per accedere alla sezione dovranno inviare una Pec alla Direzione centrale Entrate, dichiarando di rientrare nell’ambito della legge n. 91/1981.

Questo meccanismo sembra mettere fuori gioco le imprese che gestiscono in regime di appalto il servizio, privilegiando il rapporto diretto tra le società sportive e gli steward; non è da escludere, tuttavia, che tali imprese possano comunque collaborare alla gestione dello strumento, curando per conto delle società sportive gli adempimenti connessi alla procedura e occupandosi dell’organizzazione del servizio. Infine, l’Istituto ricorda che per ogni ora di prestazione lavorativa andranno sostenuti i seguenti costi: 8 euro per il compenso, 1,65 per la contribuzione Inps, 0,25 per il premio Inail e 0,10 euro per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione, per un costo totale di 10,10 euro.

La circolare ricorda, infine, che quando sono i superati i tetti di compenso per ogni steward o, comunque, se la prestazione supera 280 ore nell’anno civile, il rapporto si trasforma a tempo pieno e indeterminato.

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