Norme & Tributi

«Sì alla riduzione dell’orario contro la ludopatia»

  • Abbonati
  • Accedi
Tar Sardegna

«Sì alla riduzione dell’orario contro la ludopatia»

Il Tar dà ragione al Comune che, per contrastare la ludopatia, limita l'orario di apertura delle sale giochi e slot. Perché « la libertà di iniziativa economica trova limite nel divieto di arrecare pregiudizio all'utilità sociale ovvero alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umane». Il tribunale amministrativo della Sardegna ha respinto (N. 00758/2018REG.PROV.COLL. N. 00596/2017REG.RIC.) il ricorso presentato da cinque aziende che si occupavano della gestione di sale giochi e slot machine contro il comune di Sassari che, con un provvedimento del sindaco aveva ridotto da 18 a 8 l'orario di apertura.

Tutto nasce quando il Comune di Sassari avvia il «programma finalizzato al contrasto del gioco d'azzardo e dei suoi risvolti patologici (c.d. ludopatia o G.A.P.)», adottando prima la mozione del Consiglio comunale (30 ottobre 2013, n. 134595), poi la deliberazione dello stesso Consiglio (12 febbraio 2015, n. 9) e la deliberazione della Giunta (18 ottobre 2016, n. 293). Provvedimenti con cui vengono«dettati gli indirizzi dell'attività di contrasto». Quindi l'ordinanza (28 aprile 2017, n. 19) con cui il Sindaco di Sassari in attuazione di tale programma riduce gli orari: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 21.00 di tutti giorni, festivi compresi.

Otto ore su ventiquattro,a fronte delle diciotto ore su ventiquattro in precedenza consentite, precisando che «la fascia oraria massima sopra indicata dovrà essere rispettata indipendentemente dall'orario di attività eventualmente stabilito per la tipologia di esercizio». Nel provvedimento del primo cittadino sono state previste sanzioni a carico dei trasgressori, in prima battuta pecuniarie e in caso di recidiva contemplanti la sospensione dell'attività sino a

sette giorni. Per sostenere il provvedimento l'amministrazione comunale richiama la relazione del Servizio Dipendenze della Asl di Sassari (ora incorporata dall'Azienda Territoriale per la Salute) in cui si illustra il grado di diffusione del gioco d'azzardo patologico nel territorio di Sassari, «indicando in 41 i pazienti residenti a Sassari che si sono rivolti al Servizio per tali problemi nel primo semestre del 2016 e ipotizzando alcune misure opportune per contrastare il fenomeno, tra cui la riduzione degli orari di utilizzo consentito dei videoterminali».

Nel ricorso viene chiesto l'annullamento dell'ordinanza sindacale, «unitamente agli atti presupposti- ritenendo che la riduzione degli orari stabilita dal sindaco sia illegittimamente lesiva della propria attività imprenditoriale».

In sentenza il collegio ricorda che nel «2016 i pazienti affetti da ludopatia che si sono rivolti al Servizio sono numero 41 e che, inoltre, il numero di pazienti sassaresi che possono presumersi affetti dal disturbo è ragionevolmente stimabile in una percentuale dell'1,6% della popolazione totale». Non solo: «sempre secondo l'Autorità sanitaria, la Città si trova al 14° posto su scala nazionale e al 1° posto in Sardegna per “Indice di Permeabilità all'Usura”, evidentemente connesso con lo sviluppo del gioco patologico.
Si è, dunque, in presenza di dati sufficientemente circostanziati e significativi, il che smentisce l'assunto della ricorrente circa l'indeterminatezza delle rilevazioni operate dall'Autorità sanitaria».

Per i giudici del Tar inoltre «la libertà di iniziativa economica trova limite, per espressa previsione di cui all'art. 41 della Carta costituzionale, nel divieto di arrecare pregiudizio all'utilità sociale ovvero alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umane, tanto che al legislatore è stato affidato il precipuo compito di individuare i necessari sistemi di contemperamento tra le contrapposte necessità; di qui numerose disposizioni normative che sottopongono le attività economiche a restrizioni volte a tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini, nonché altri valori di rilievo generale».

© Riproduzione riservata