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Cassazione: l’elezione dell’Ordine di Roma non è legittima

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COMMERCIALISTI

Cassazione: l’elezione dell’Ordine di Roma non è legittima

Una doccia fredda per l’Ordine dei commercialisti di Roma l’ordinanza 12461 del 21 maggio scorso della Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha sancito che il limite dei due mandati consecutivi per l'eleggibilità nel Ordini territoriali vale anche per ruoli diversi (nel caso trattato consigliere e presidente). Una presa di posizione che ha portato il Consiglio nazionale della categoria, l'11 settembre scorso, a dichiarare l'ineleggibilità di Mario Civetta a Presidente dell'Ordine di Roma per il mandato consiliare 2017-2020, escludere la sua lista dalla procedura elettorale e comunicare tale decisione al ministero della Giustizia affinché quest'ultimo adotti i provvedimenti conseguenti ex articolo 17 del Dlgs 139/2005. Il ministero dovrebbe, quindi, sciogliere l'Odine territoriale, nominare un commissario – su una rosa proposta dal Consiglio nazionale – che dovrà indire nuove elezioni.

Come si è arrivati a questo punto? Il 10 ottobre 2016 il Consiglio nazionale ammette alle elezioni dell'Ordine capitolino la lista «Impegno per la professione» con candidato presidente Mario Civetta. Contro questa delibera venti commercialisti propongono un reclamo al Consiglio nazionale. Reclamo che viene rigettato il 24 novembre 2016 in forza di una nota che lo stesso Consiglio nazionale aveva inviato il 30 gennaio 2015 al ministero della Giustizia con cui si dava un'interpretazione “non restrittiva” dell’articolo 9, comma 9 del Dlgs 139/2005 - nella parte in cui dice «i consiglieri dell’Ordine ed il presidente possono essere eletti per un numero di mandati consecutivi non superiore a due» - interpretazione “approvata” dal ministero. Contro questa decisione in nove hanno proposto ricorso per Cassazione, ricorso che è stato vinto.

La questione però non riguarda solo Roma. Ad avere come presidente soggetti che hanno svolto più di due mandati consecutivi con ruoli differenti si trovano altri 54 Ordini territoriali (più di un terzo del totale), e qualche segnalazione in merito al ministero di via Arenula sta già arrivando. C'è poi il fatto che l’attuale Consiglio nazionale è stato eletto anche con i voti degli Ordini che potrebbero decadere. Una situazione complicata che il ministero è chiamato a sbrogliare.

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