Norme & Tributi

Commercialisti: poco efficace l’ipotesi di riduzione…

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audizione al senato

Commercialisti: poco efficace l’ipotesi di riduzione dell’Irpef. L’Irap si può abolire

Dalla «necessità di una espressa codificazione normativa dell'obbligo del contraddittorio preventivo» per stabilire un più corretto rapporto Fisco-contribuenti, alla sostituzione dei «14 miliardi di gettito Irap relativo alle attività produttiva soltanto con una addizionale regionale all'Ires applicata da ciascuna regione in misura idonea ad assicurare l'invarianza di gettito», fino all’estensione ai tributi locali del ravvedimento operoso. Sono decine le proposte di semplificazione presentate oggi dai commercialisti in un corposo documento di 57 pagine alla Commissione Finanze del Senato che sta svolgendo audizioni proprio sulle semplificazioni del sistema fiscale italiano.

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Nel corso dell'audizione i commercialisti hanno anche ribadito le loro perplessità per la mancata gradualità «dal grande verso il piccolo» dell'ormai imminente entrata in vigore per tutti della fatturazione elettronica obbligatoria e, sempre in ottica di semplificazione del sistema fiscale, hanno invitato la Commissione ad abrogare la Tasi mediante suo accorpamento nell'Imu.

Non solo. «Numeri alla mano - ha detto Massimo Miani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili, a margine dell’audizione - condividiamo le perplessità espresse da più parti sul rapporto costi - benefici della riduzione al 22% dell'attuale aliquota Irpef del 23% e invitiamo governo e maggioranza a concentrare le risorse su interventi più mirati che possono lasciare veramente il segno, come quelli sulle partite Iva, tenendo però conto dei nostri suggerimenti per non creare pericolosi effetti distorsivi».

Sulla base dei dati delle dichiarazioni fiscali presentate nel 2017, i commercialisti calcolano che la riduzione al 22% dell'aliquota Irpef del 23% costa ben 4,1 miliardi di euro, ma, interessando tutti i 30,8 milioni di contribuenti che dichiarano una imposta netta positiva, determina un vantaggio individuale molto esiguo, pari a 12,5 euro al mese per i 22 milioni di contribuenti che dichiarano un reddito superiore a 15.000 euro e pari a 7,3 euro al mese per gli 8,8 milioni di contribuenti che dichiarano meno di 15.000 euro di reddito.

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