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terzo settore

Pioggia di bonus per chi finanzia il non profit. Ogg la videochat Facebook

Pioggia di bonus fiscali per cittadini e imprese che finanziano le attività degli enti non profit. La riforma del terzo settore - in piena fase di attuazione - ha portato in dote ai contribuenti una serie di sconti sulle imposte, sia per chi fa donazioni, sia per chi investe negli enti, come ad esempio nel capitale delle imprese sociali. Per chi dona alle Onlus, alle Organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale, sono già in vigore dal 1° gennaio 2018 due bonus, potenziati rispetto al passato:

• la deduzione dal reddito degli importi donati, fino al 10% del reddito dichiarato. Questa chance è a disposizione di persone fisiche, enti e società. Si applicherà anche alle donazioni in natura (cioè di beni, anziché di denaro), ma l’individuazione dei beni coinvolti deve ancora avvenire con un decreto;

• la detrazione dall’imposta del 30% delle somme erogate, accessibile ai contribuenti persone fisiche, che possono sceglierla in alternativa alla deduzione. Per le donazioni alle organizzazioni di volontariato, la detrazione sale al 35 per cento (Dlgs 117/2017, articolo 83).

Quando sarà costituito il Registro unico nazionale del terzo settore, questi bonus saranno applicabili alle donazioni per tutti gli enti (non commerciali) iscritti al Registro.

Social lending

Chi presta denaro tramite portali di social lending a enti del Terzo settore, avrà una remunerazione del prestito tassata con l’aliquota valida per i redimenti dei titoli di Stato (12,5%), a patto che i fondi vadano a sostenere le attività di interesse generale degli enti (Dlgs 117/2017, articolo 78). Per dare completa attuazione a questa disposizione manca un decreto attuativo del ministero dell’Economia.

Titoli di solidarietà

Saranno tassati con l’aliquota agevolata del 12,5% anche i titoli di solidarietà, obbligazioni e altri titoli di debito (di durata non inferiore a 36 mesi) e certificati di deposito (di durata non inferiore a 12 mesi), che potranno essere emessi dalle banche per finanziare gli enti non profit. È uno strumento di finanza sociale introdotto dalla riforma del Terzo settore per agevolare l’accesso al credito agli enti del privato sociale: gli istituti di credito devono destinare infatti un ammontare di fondi pari a quelli raccolti con l’emissione dei titoli di solidarietà a prestiti nei confronti di enti del terzo settore. Anche per l’attuazione di questa disposizione, serve un decreto del ministero del Lavoro.

Social bonus
Un’agevolazione ad hoc punta a sostenere progetti di recupero di immobili in disuso. È il social bonus (previsto dall’articolo 81 del Dlgs 117/2017): un credito d’imposta a favore dei contribuenti che fanno donazioni in denaro per restaurare beni immobili pubblici inutilizzati o beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata, affidati ad enti del Terzo settore. Il credito d’imposta è del 65% dell’erogazione per le persone fisiche e del 50% per enti o società (nel limite del 15% del reddito dichiarato da persone fisiche ed enti non commerciali o del 5 per mille dei ricavi annui per i titolari di reddito di impresa). Per la piena operatività dell’agevolazione serve un decreto attuativo del ministero del Lavoro.

Agevolazioni per chi investe nelle imprese sociali
Robusti sconti fiscali sono stati introdotti anche per chi investe nel capitale delle imprese sociali. Le persone fisiche avranno una detrazione del 30% della somma investita nel capitale sociale di una o più società, incluse le società cooperative, che abbiano acquisito la qualifica di impresa sociale da non più di cinque anni. L’investimento massimo detraibile non può superare un milione di euro all’anno e deve essere mantenuto per almeno cinque anni. Il bonus fiscale può essere frazionato anche nei tre anni successivi all’investimento.

Per le società, ci sarà una deduzione dal reddito ai fini Ires del 30% della somma investita nel capitale sociale di una o più società, incluse società cooperative, che abbiano acquisito la qualifica di impresa sociale da non più di cinque anni. L’investimento massimo deducibile in questo caso non può superare 1,8 milioni di euro all’anno e deve essere mantenuto per almeno cinque anni. Le norme fiscali di sostegno alle imprese sociali, come i nuovi regimi fiscali agevolativi degli enti del terzo settore, devono essere autorizzate dalla Commissione europea.

Questi e altri temi saranno al centro del videoforum dedicato alla riforma del terzo settore in programma oggi martedì 18 settembre alle 15 sul canale Facebook del Sole 24 Ore (www.facebook.com/ilsole24ore) con la partecipazione di Gabriele Sepio, componente del Consiglio nazionale del terzo settore.

Per fare il punto della riforma, dopo l’entrata in vigore dei decreti correttivi appena pubblicati sulla Gazzetta ufficiale (Dlgs 95/2018 e Dlgs 105/2018) Il Sole 24 Ore ha preparato un Focus ad hoc, in edicola mercoledì con il quotidiano e disponibile online per gli abbonati (all’indirizzo www.ilsole24ore/focus).

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