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Miani: tempi brevi per la riforma dell’ordinamento

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convegno giovani commercialisti

Miani: tempi brevi per la riforma dell’ordinamento

Per i commercialisti novità in arrivo. Ad anticiparle il presidente del Consiglio nazionale della categoria Massimo Miani nel suo intervento al convegno nazionale dell'Unione giovani (Ungdcec) che si svolge in questi giorni a Foggia. Il 24 e il 25 ottobre ci sarà l'assemblea della categoria - sono invitate anche le associazioni - e si dovrebbe concretizzare la riforma dell'ordinamento professionale. «Sono disposto ad aprire sulle riserve che da più parti chiedono - dice Miani - ovviamente per attività ad alto livello qualitativo, come può essere la certificazione dei bilanci».

“Serve un regolamento della professione al passo con i tempi” spiega Miani che aggiunge, a proposito di equo compenso o tariffe che dir si voglia “il vero problema del disagio è che facciamo un lavoro che spesso non ci vede riconosciuto”.

Una notizia accolta con favore dagli unionisti: “la riforma dell'ordinamento - ricorda il presidente dell’Unione Daniele Virgillito - è da anni tra le richieste dell'associazione”.

Walter Anedda, presidente della Cassa dottori commercialisti invita l'Unione giovani a far sentire la sua voce ad un Governo che nel dibattito sulle pensioni ha totalmente ignorato i giovani. “Un errore che la nostra Cassa non ha fatto e forse questo è stato l'elemento che ci rende l'ente più stabile del panorama italiano”.

Ieri a Foggia si è anche parlato - come speso succede negli incontri tra unionisti - di questioni interne alla categoria, Anedda ha ricordato dal palco che l'attuale Consiglio nazionale si è insediato da poco più di un anno “trovo prematuro il dibattito portato avanti in alcuni ambienti che sa tanto di campagna elettorale” e ridimensiona il “peso” degli esperti contabili che è vero che sono cresciuti molto in percentuale (oltre il 20% sul 2017) ma sono 1.168 su una platea di oltre 114mila professionisti.

“Va sottolineato che negli ultimi 10 anni i dottori commercialisti sono cresciuti ( dai 49.759 del 2008 al 67.365 nel 2017) mentre i ragionieri sono calati (dai 31.279 nel 2008 ai 28.25.312 nel 2017)” un andamento che - spiega Anedda - non emerge dal dato complessivo presentate pochi giorni fa dalla Fondazione italiana commercialisti - che regista la platea degli iscritti all'albo praticamente stabile - ma è evidente se si osservano i numeri delle rispettive Casse previdenziali”.

Non poteva mancare, data l'imminente entrata a regime, la fattura elettronica. Massimo Miani ha ricordato che a novembre sarà disponibile per tutti gli iscritti la piattaforma creata dal Consiglio nazionale “il costo di ogni fattura elettronica - anticipa Miani - sarà intorno ai 3 centesimi, un valore molto più basso del 50 centesimi di cui si parlava lo scorso anno. Siamo convinti - ribadisce Miani - che l'obbligatorietà per tutti dal 1° gennaio 2019 sia prematura, e sappiamo che nel Governo la questione è dibattuta, ma nel frattempo cerchiamo di arrivare pronti all'appuntamento”.

La fattura elettronica spaventa molti commercialisti perché “toglierà” lavoro, Virgillito però sottolinea la necessità di guardare oltre, non è possibile fermare il progresso o mettere le briglie alla tecnologia “la mole di dati che ci troveremo a maneggiare sarà tantissima, e potrebbe rivelarsi una risorsa importante”.

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