Norme & Tributi

Tributaristi: il contraddittorio preventivo deve essere sempre previsto

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AUDIZIONI IN COMMISSIONE FINANZE

Tributaristi: il contraddittorio preventivo deve essere sempre previsto

Continuano le audizioni che la Commissione finanze della Camera sta facendo sulla proposta di legge 1074 “Disposizioni per la semplificazione fiscale, il sostegno delle attività economiche e delle famiglie e il contrasto dell'evasione fiscale”. Oggi sono stati ascoltati i tributaristi (Anti, Int e Lapet).

Per l'Anti, l'Associazione italiana dei tributaristi questa proposta di legge potrebbe essere l'occasione per porre le basi di un rapporto di reale collaborazione tra fisco e contribuente. Perché questo accada, però, l'Anti ha segnalato le modifiche che andrebbero apportate al testo attuale.

In particolare per l'Anti diventa dirimente prevedere, per ogni provvedimento impositivo o sanzionatorio su ogni tipo di tributo sia nazionale che locale, che venga prima fatto, senza eccezioni, un contraddittorio preventivo pena la nullità dell’atto notificato. Perché questo passaggio abbia un giusto riconoscimento e venga applicato come “istituto di garanzia” deve essere incluso nello Statuto del Contribuente. E per evitare che il contraddittorio diventi una sorta di ulteriore sistema di indagine, o un'altra leva per l'istruttoria, secondo l'Anti devono essere rispettate alcune cautele, in primis il contraddittorio deve avvenire una volta che il fisco ha fatto i suoi controlli e rilevato eventuali contestazioni. Vanno poi riconosciuti almeno 60 giorni al contribuente per rispondere (la norma ne prevede 45), Un altro tema già sollevato in passato e, per ora, rimasto irrisolto, riguarda il controllo che il ministero dell'Economia esercita sulle Commissioni tributarie, “solo attraverso l'affermazione di una piena autonomia – sostiene l'Anti – la collaborazione tra fisco e contribuente potrebbe realizzarsi in condizioni di “parità delle armi”.

Anche i tributaristi dell'Int chiedono, tra le altre cose, di prevedere l'obbligo del contraddittorio preventivo per ogni atto amministrativo di controllo e non, come si evince dal testo, di introdurre un nuovo istituto. Inoltre propongono di estendere la possibilità di creare un plafond di acquisti senza applicazione dell'Iva prevista per chi opera in regime di split payment anche per chi emette fatture in regime di reverse charge. L'Int ci ha tenuto a sottolineare come «la semplificazione in ambito fiscale sia resa estremamente complessa, non solo da ragioni di entrate erariali, ma anche da una sedimentazione normativa formatasi nel tempo che rende a volte difficoltosa la semplificazione delle norme e degli adempimenti. Il nostro auspicio – dice l'istituto - è che quanto indicato nella proposta di legge in tema di semplificazione, possa trovare collocazione, al fine di velocizzarne l'entrata in vigore, nel Dldi accompagnamento alla Legge di Bilancio».

La Lapet, nella sua audizione, ha chiesto di portare a rango costituzionale lo Statuto del contribuente, ha sottolineato la necessità di una riforma del processo tributario, e in merito all'Irap - di cui auspicano l'eliminazione - sottolinea la necessità di «definire il concetto di autonoma organizzazione che, se normata, consentirebbe di deflazionare migliaia di contenziosi ancora pendenti». I vertici della Lapet hanno apprezzato l’unificazione della scadenza della presentazione delle dichiarazioni fiscali al 31 dicembre:

«È stato un nostro cavallo di battaglia , stufi di dover rincorrere ogni anno proroghe delle scadenze che come al solito arrivavano all'ultimo minuto. Con la scadenza unica al 31 dicembre non potranno più essere richieste proroghe, con buona pace di tutti».

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